Liberi tutti! (I diritti dei bambini)

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Domenica scorsa in Sala Borsa, che è una bellissima biblioteca posta proprio nel centro di Bologna, ho assistito alla presentazione di un libro che si chiama Liberi tutti! 10 scrittori raccontano i diritti dei bambini.  E, aggiungerei,  anche 10 disegnatori, che ci sono bellissimi disegni, nel libro.
A dir la verità io, in Sala Borsa, domenica, c’ero andata perché avevo saputo che Paolo Nori avrebbe letto un suo racconto, un suo racconto per bambiniP1220206, e anche perché avevo saputo che c’era pure Alessandro Bergonzoni,  che è sempre un piacere, anche lui, a starlo ad ascoltare. E infatti sono stata proprio contenta, di averli ascoltati, tutti e due. Almeno, in quella Sala Borsa lì, succedon belle cose. Niente spread che salgono e titoli che scendono.
E poi sono contenta di aver comprato il libro (che porterà per sempre l’originale dedica di Bergonzoni: a Milvia, l’unica Milvia della mia vita. Eh eh… ad avere un nome originale si guadagnano dediche originali…). Perché è un bel libro (patrocinato dai comitati dell’ Unicef Emilia-Romagna e Bologna, se ho ben capito), con dei bei racconti e dei bei disegni, che mettono allegria. E poi ci sono anche riportati (in parole semplici) gli articoli  dei Diritti dei bambini. Così adesso ne riporto qualcuno anch’io.  Solo tre, però, che ho il diritto di andare a dormire, adesso…

Art.19: Nessuno deve farti del male in nessun modo. Gli adulti devono assicurarsi che tu sia protetto dagli abusi, violenze e negligenze. Nemmeno i tuoi genitori hanno il diritto di farti del male.

Art.3: Quando un adulto ha a che fare con te, deve fare quello che è meglio per te.

Art.27: Hai diritto di avere cibo, vestiti e un posto dove vivere sicuro.
P1220208 Io penso che questo libro Liberi tutti! potrebbe essere un bel regalo da fare a un bambino. Si potrebbero leggere con lui, oltre i racconti, anche i diritti.  Non gliene parliamo mai, ai bambini, dei loro diritti. Magari li educhiamo come se avessero diritto a tutto, che è ben diverso, mi sembra. Oppure gli snoccioliamo i doveri: è tuo dovere studiare, per esempio, gli diciamo. E, invece, che studiare sia un diritto non glielo diciamo mai.

QUI
potete trovare anche l’elenco degli autori, dei disegnatori e altre cose.

Per te- Jovanotti

 

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4 risposte a Liberi tutti! (I diritti dei bambini)

  1. accipicchia ha detto:

    Come ti leggo volentieri, Milvia cara, qualunque cosa scriva le parole vanno dritte dritte in fondo al cuore. Dico sul serio, non è una dote da poco saper parlare di cose difficili con profondità e, nello stesso tempo, con leggerezza.
    Ciao, buona giornata!
    Piera

  2. Soriana ha detto:

    Piera: carissima Piera, le tue parole mi scaldano il cuore, anche se credo che tu mi sopravvaluti. Ma mi onora, essere sopravvalutata da una persona cara e sensibile come te.
    Un abbraccio e buona giornata anche a te. E, naturalmente, grazie!

    Milvia

  3. anonimo ha detto:

    E' abbastanza curioso come i tre diritti da te citati ricordino le leggi della robotica inventate da Isaac Asimov

    Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.

    Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.

    Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

    Come nel momento in cui (e forse capiterà davvero) nella fantasia di Asimov l'uomo era arrivato a costruire macchinari dotati di una tale complessità da simulare l'autocoscienza, forse era il caso di delimitarli con delle leggi che ne prevenissero le disfunzioni, così nel momento in cui (e purtroppo capita da sempre, e non so se un bambino scaricatore di zolfo nelle cave dell'agrigentino a fine '800 fosse poi tanto più sfortunato di un bambino-soldato del 2000, o perfino di un rampollo della borghesia padana sovraccarico di beni materiali ma totalmente privato di amore) i diritti dei bambini vengono trattati con distratta sufficienza, forse vale la pena di ricordarseli.

    Quanto a Bergonzoni, confesso che è uno dei tre irraggiungibili modelli dei miei conati letterari (gli altri due sono Stefano Benni e Michele Serra, e mi rendo conto che vivono tutti e tre a Bologna). Di Bergonzoni ammiro fino all'idolatria la capacità di smontare i luoghi comuni linguistici e gli automatismi della comunicazione quotidiana per scoprire, forse a volte lui stesso leggermente sorpreso, significati sottesi ormai obliati.

    Ricordo la sua prima battuta in diretta televisiva alla trasmissione "Test" del 1983 condotta dalla strana coppia Emilio Fede – Enzo Spaltro, quest'ultimo docente di psicologia all'Università, ovviamente, di Bologna.

    "Mio padre non avrebbe fatto male a una mosca. Ricordo distintamente che ero costretto a tarvestirmi da mosca per non prender botte dalla mattina alla sera.".

    Battuta copiata e plagiata un'infinità di volte ma di suo assoluto conio originale.

    E per me storica era la conclusione di ogni suo monologo in quella trasmissione, feroce caricatura del sano buon senso del cittadino probo, laboratore e timorato di Dio. "Quello che dovevo dire l'ho detto, quello che dovevo fare l'ho fatto. E chi sta meglio di me?".

                                                          Il Dottor Divago

  4. Soriana ha detto:

    Luca: È vero! C’è una certa similitudine fra i diritti che ho riportato e quelli asimoviani citati da te.  E mi piace la tua riflessione sui diritti non rispettati che riguardano tipologie di bambini che apparentemente sembrano così diverse fra loro. Fra l’altro credo che in tutto il mondo bambini sottoposti a lavori disumani esistano ancora.
    Bergonzoni è l’esempio più apprezzabile di intelligenza che unisce creatività e ironia che io conosca. È unico, direi. Ascoltarlo presuppone una fatica considerevole per i nostri distratti neuroni, ma è un allenamento che può far solo bene.
    Benni, invece, non mi è poi tanto simpatico, forse perché ho sentito dire, da gente che lo conosce personalmente, che è piuttosto supponente, vizio che io detesto, e che certamente non riguarda Bergonzoni.
    Di Serra non condivido sempre tutto, ma in linea di massima, mi vien da dire: ce ne fossero, di Serra. 
     
    Ciao, Luca! E grazie, ancora una volta, del tuo vitale commento.

    Milvia

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