A cosa serve?

pensamiognitanto
In questi giorni mi sono messa più volte davanti al computer per aggiornare il blog. Per raccontare qualcosa della mia visita a Più libri più liberi, forse, o per elencare i titoli dei libri che in Fiera ho acquistato, e dei begli incontri fatti. O del prossimo Natale. O…
Ma ogni volta non mi veniva niente da scrivere. Perché ogni volta, e anche ora, in verità, c'era  una domanda che mi entrava in testa: a cosa serve? A cosa serve raccontare, agire, darsi da fare per portare avanti le idee in cui credo, e scrivere racconti, e ultimare il romanzo che, poverino, ormai non riconosce neppure più la sua autrice? A cosa serve cercare di comunicare con gli altri, a cosa serve pensare e sperare che qualcosa possa cambiare, e non dico nella mia vita, che ormai, quel che è stato è stato, ma che qualcosa possa cambiare nel mondo, e più specificatamente nel nostro paese?  
Questo 2011, che pur aveva dato segnali positivi di cambiamento, sta morendo nel peggiore dei modi.  E in me sta morendo definitivamente la speranza.
È un paese senza futuro, questo, e il fatto che non ci governi più l’ignobile essere che ancora mi ripugna nominare, non ha spostato poi di tanto l’ago della bilancia del disfacimento.
E se isole di solidarietà, di rispetto, di indignazione ancora esistono e resistono, sono appunto isole.
Destinate a essere sommerse dalla violenza, dalla paura, dalla rabbia. E dalla indifferenza.
E allora a cosa serve continuare a scrivere, a parlare, a lottare?  Tutto mi appare effimero, in questa quindicesima notte del dodicesimo mese dell’anno. Di salvifico, intorno, non vedo nulla
.

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Questa voce è stata pubblicata in leggeri e pesanti pensieri. Contrassegna il permalink.

18 risposte a A cosa serve?

  1. Eremo ha detto:

    Sicuramente porti gli occhiali!
    E, magari, sono scuri; anche adesso che è autunno inoltrato.
    A cosa serve quello che non serve?
    A vivere; e scusa se è poco.

    La politica? 
    Meglio fare rete. E, così, "acin'acine si f'à macina"; un chicco di grano dopo l'altro, si raggiunge un quantitativo sufficiente perchè la macina del mulino si attivi.
    Banca del lavoro; orti comunali; rete di acquisti collettivi; una vicina che sta male; ….. un presepe; un albero di natale… la parrocchia o il centro sociale che organizza il pranzo di capodanno per i senzatetto; una canasta….
    Etc.etc

  2. anonimo ha detto:

    Resistere resistere resistere.
    (E levati gli occhiali scuri, come suggerisce Eremo)
    Bacioni.
    Mirella

  3. anonimo ha detto:

    Cara Milvia,

    c'è un poeta spagnolo che ha vissuto la Guerra Civile, ha morto in carcere per essere Reppublicano e ha scrito "dejadme la esperanza" (chiedo scusi per la traduzione ma sarebbe qualcosa come "lasciatemi l'speranza"). Si chiama Miguel Hernández.
    Questi giorni, anche dalla Spagna, dobbiamo tutti leggerlo per resistere.  E serve: serve per ricordare ogni giorno che tutti possiamo lottare per fare piccoli cambiamenti… ed alla fine, saremo una inmensa minoria. Megio di nulla.

    Un abbraccio grandissimo, col tutto mio bene.
    Isabel.

  4. Soriana ha detto:

    Eremo: benvenuto, Eremo! Mi sembra così strano ricevere ancora un commento da un fratello splinderiano… Credevo di essere rimasta la sola a non aver ancora traslocato… Non porto gli occhiali, caro Eremo, in realtà porto due piccole, trasparenti lenti a contatto… E fino a qualche anno fa non potevo certo definirmi pessimista, anzi, forse per troppo tempo sui miei” occhiali”  con cui guardavo la mia vita e il mondo  erano montate lenti rosa. Ma adesso come potrei far vivere ancora la speranza? Torino, Firenze, i suicidi dei piccoli imprenditori, i suicidi dei carcerati, il governo delle banche, la minaccia (ancora non palesata) di una nuova guerra… Però sono contenta del tuo intervento, perché la risposta alla mia domanda non posso contestarla. Grazie, quindi, davvero.

    Milvia

  5. Soriana ha detto:

    Mirella: Sono anni che me lo ripeto, Mirellina! Ma che fatica!

    Milvia

  6. Soriana ha detto:

    Isabel: carissima amica, grazie di cuore per la tua presenza. Cercherò la poesia, e  sono certa che leggendola riceverò dai versi di Miguel Hernández un piccolo, prezioso aiuto. Spero che tu possa venire presto in Italia, per riabbracciarti dopo tanti anni. Un abbraccio fortissimo.

    Milvia

  7. anonimo ha detto:

    Amica mia, io non ho parole consolatorie e chissà che questo tuo pessimismo non sia stato anche, in parte, incentivato dal mio…in caso chiedo venia 🙂
    e ti abbraccio forte
    maria

  8. anonimo ha detto:

    Quell'ago della bilancia, che si è spostato ma ripetuto nei soliti sentieri,
    non sta producendo nuovi orizzonti, anzi.
    Ma lì, cara Milvia, dovevamo arrivare, giocoforza, come due più due fa quattro, mentre prima faceva cinque o sei.
    Personalmente sono d'accordo con te, ne aggiungerei altri ille di motivi per questa Italia che non si muove, è ferma in tutti i settori, dal piùpiccolo al più grande e sembra che ormai noi non abbiamo alcuna arma, impropria, per poter affrontare questa battaglia.
    Dobbiamo, invece, continuare a scrivere, a protestare civilmente, a far valere le nostre ragioni, ovunque siamo e saremo, chi sa se, dopo, alla fine, qualcuno ascolterà.
    Però, a pensarci bene, la mia è pure magra consolazione, io che sono pessimista quanto e più di te.
    Salutone caro Milvia, a presto
    gavino

  9. anonimo ha detto:

    Milvia, parli di guerra non palesata. Alcuni dicono che in guerra ci siamo già. Una terza guerra mondiale senza bombe e cannoni, ma che ci distruggerà a colpi di speculazioni, debito pubblico, spread,  PIL e manovre finanziarie una più distruttiva dell'altra, insufficienti, fra l'altro, a risolvere alcunché
    Purtroppo, condivido questa tesi.  Credo che questa sia una crisi del modello di sviluppo occidentale che ci trascinerà tutti a fondo.
    Chi si salverà? Posso presumere che si salveranno i soliti. Quelli che hanno già le spalle ben coperte, i furbi, i ladri. O almeno, se non tutti,  alcuni di loro.
    Forse sono più pessimista di te.
    Ma sono, allo stesso tempo, convinta che bisogna farci sentire, continuare a protestare e a lottare. In una parola, resistere.
    Un abbraccio.
    Mirella
     

  10. anonimo ha detto:

    L'estremo positivo è il mondo classico, dove l'aspettativa di vita era talmente breve che chi riusciva (solitamente in virtù di una sapiente alimentazione e di un amore per l'esercizio fisico che non avevano nessuna ufficializzazione su riviste e Tv ma discendevano da una superiore saggezza) a superare i 50 anni diventava un'icona oracolare venerata e temuta.

    L'estremo negativo è un bellissimo (e come tale quasi ignoto film) in cui Ugo Tognazzi (che ne è anche soggettista e regista) ed Ornella Vanoni interpretano una coppia di coniugi che, secondo le regole di un imprecisato futuro, al compimento dei 50 anni vengono deportati in un illusorio villaggio vacanze che riecheggia il collodiano paese dei balocchi (solo che qui i giochi sono un po' più adulti), e che è in realtà un centro di soppressione per giovani anziani.

    In mezzo c'è questo primo agghiacciante scorcio di terzo millennio in cui si è quasi completamente persa la memoria di quanto e cosa abbia dovuto fare la nostra povera bellissima tradita Italia per costituirsi, salvarsi dalle follie nazifasciste, resistere agli anni di piombo e cercare di sopravvivere in un mondo in cui le banche dettano l'agenda alla politica discriminando fra paesi che si possono ancora "permettere il lusso" (come ha detto in una onesta recrudescenza fascista il finto democratico Fini) di libere elezioni e paesi di serie B che devono rimettersi a posto o diventare colonie tedesche.

    Anche se la Merkel come colonizzatrice mi fa un po' meno paura dello zio Foffo. Ma solo un po'.

    In quest'epoca di mezzo bisogna rileggersi Hegel per provare a credere nell'intrinseca razionalità della storia.

    In quest'epoca di mezzo chi ha superato di poco o di un tantino l'impegnativa soglia del mezzo secolo deve dare la sua eroica testimonianza anche e soprattutto quando i subdoli condizionamenti che sembrano castrarlo si fanno forti come un omerico canto delle sirene.

    E, se può, bypassare le generazioni e parlare direttamente ai giovanissimi. Che dopo averti messo alla prova in tutti i modi più volgari e crudeli, alla fine sanno ascoltare.

     

  11. anonimo ha detto:

    Milvia carissima niente demoralizzazione  ma …. INDINAZIONE ALLA MASSIMA POTENZA. Io sono incazzatissima per L'ndifferenza che mi circonda. Ogni tanto mi sembra di essere io l'extraterreste.  Hanno disteso una dose di polvere soporifera gigantesca su tutt'Italia. Quando mi sento così torno a leggere- Odio gli indifferenti – di Gramsci. Pesa che era il nome che mi sarebbe piaciuto dare al mio ipotetico blog che mi sarebbe piaciuto aprire. Quì ti lascio un pezzo di Brecht PRIMA DI TUTTO VENNERO A PRENDERE GLI ZINGARI
    Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
    e fui contento, perché rubacchiavano.

    Poi vennero a prendere gli ebrei
    e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

    Poi vennero a prendere gli omosessuali,
    e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

    Poi vennero a prendere i comunisti,
    ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

    Un giorno vennero a prendere me,
    e non c'era rimasto nessuno a protestare 

    Se non ci svegliamo presto e ci scuotiamo  a chi toccherà?….

    E quindi  riprendi il tuo spirito battagliero e abbasso l'indifferenza, l'ignoranza, il razzismo intorno a te c'è chi combatte queste battaglie, si deve vincere questo buio medioevo.  Scusa le mie idee strambe Raffaella

    PS trovi una nuova casa? Non fare scherzi siamo in tanti a leggerti

  12. Soriana ha detto:

    Maria: forse mi hai un po’ influenzato, Maria cara… Ma poco poco: tutto il resto è autoprodotto…
    Ti abbraccio forte anch’io.

    Milvia

  13. Soriana ha detto:

    Gavino: grazie, Gavino, per la tua presenza. Sai, penso che forse, se qualcosa dovessi fare, e trovassi la forza di farlo, sarebbe abbandonare la protesta civile, per optare per una protesta alquanto incivile…
    Buona domenica!

    Milvia

  14. Soriana ha detto:

    Mirella: pienamente d’accordo sulla tua visione della crisi. Ma, lo scenario già abbastanza desolante in cui stiamo vivendo, potrebbe… arricchirsi anche di una guerra, come dire, in carne e ossa, o, meglio, in sangue e morte. Non sarebbe neppure la prima volta che viene utilizzata una guerra per aiutare l’economia. Ti invito a fare una ricerca su google, digitando, per esempio “terza guerra mondiale e Iran”, o una chiave simile.
    Ecco, e l’ottimismo… aumenta.
    Un abbraccio.

    Milvia

  15. Soriana ha detto:

    Luca: ricchissimo commento, come sempre, caro Luca. Pieno di rimandi interessanti, che mi fanno venir voglia di ricercare tutte le suggestioni che sprigionano.  Come sempre, quindi, grazie per il tuo intervento.
    Sottolineo, comunque, nella mia risposta, solo l’ultima parte: “…parlare direttamente ai giovanissimi. Che dopo averti messo alla prova in tutti i modi più volgari e crudeli, alla fine sanno ascoltare.
” Giustissimo, quello che scrivi. Aggiungo, però, che essenziale sarebbe anche ascoltarli, i giovanissimi, che, con sorpresa, sto ultimamente scoprendo essere migliori e più maturi di quanto io pensassi.
    Buona domenica, Luca! Per dirti Buon Natale c’è ancora tempo…

    Milvia

  16. Soriana ha detto:

    Raffaella: le parole di Gramsci e Brecht sono così attuali che potrebbero essere state scritte questa mattina, e anch’io le utilizzo spesso come punti di riferimento al mio sentire.
    L’effetto extra-terrestre credo coinvolga molti, ma mai troppi, purtroppo. Se fosse così gli extra-terresti diventerebbero gli altri. Le tue idee non sono proprio per niente strambe…
    Forse te l’ho già chiesto un’altra volta, ma, siccome ho la memoria di un moscerino (quanti neuroni vuoi che abbia, un moscerino, se pure ne possiede…), non me lo ricordo: ci conosciamo personalmente (ne sarei contenta…)?
    Un’altra casa me la devo trovare per forza: qui, ci hanno dato lo sfratto a tutti… Magari, dove ci sono le nostre casette, ci edificheranno una banca o un centro commerciale… Ma terrò informai i miei (tanti?) lettori del nuovo indirizzo.
    Un abbraccio e buon pomeriggio domenicale. E grazie per l’incoraggiante e bel commento.

    Milvia

  17. anonimo ha detto:

    C'è un unico modo per affrontare i periodi bui , come questo : avere sempre la speranza e frequentare i giovani e i bambini che sono proiettati verso il futuro. Per avere la speranza basta pensare, credo, che per oggi va bene così, domani si vedrà. Per la rete io credo sia indispensabile lasciare pensieri e riflessioni fluttuare fra i computer del mondo. abbiamo già visto quanto è cambiato nella mente dei popoli e lì non c'è nessuno che possa fare nulla. Il seme della libertà e dell'uguaglianza è stato piantato e germoglierà per forza.  Quindi scriviamo, parliamo, diciamo tutto quello che non ci va bene. da qualche parte qualcuno lo leggerà e lo condividerà.
    Ciao  e stammi bene Rita

  18. Soriana ha detto:

    Rita: cara Rita, grazie per il tuo apporto, graditissimo e consolatorio.  È vero, quello che tu dici: frequentare giovani, rendersi conto che forse la maggior parte di loro non sono quelli che ci si immagina, superficiali e indifferenti, ma capire che hanno ancora un sogno, dentro di loro, e cercano di attuarlo, e vedere un bambino che ti sorride anche se non ti conosce, sono momenti di luce impagabili.  E anche prendere la vita con più leggerezza, nonostante i macigni che incontriamo.
    Grazie davvero, quindi, per tutte le tue parole.
     Ciao!

    Milvia

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