Herbert Pagani

Inauguro oggi una nuova categoria: cantanti dimenticati.  Nel mondo variegato della musica leggera ci sono infatti artisti che pur avendo dato un contributo fecondo e profondo di significato con i loro testi e la loro musica sono quasi scomparsi dalla memoria collettiva.
Come Herbert Pagani, per esempio.

Di origine ebraica, Herbert Pagani è nato a Tripoli il 25 aprile 1944 e ha poi trascorso parte della sua  infanzia e giovinezza  in Germania e in Francia. La sua infanzia è stata segnata dolorosamente dalla separazione dei genitori, sofferenza che gli ha ispirato  la canzone “La mia generazione”.
Ma non è stato solo un cantautore: Herbert Pagani è stato un poliedrico artista, che ha riversato la sua particolare sensibilità anche nel disegno, nella poesia, nella scultura, nella recitazione.
Rimanendo nell’ambito musicale, voglio evidenziare come la maggior parte dei testi delle sue canzoni contenga un messaggio basato sulla fratellanza, sull’umanità, sull’amore, inteso anche in senso universale.  Si trova, nelle sue composizioni, uno sguardo attento al mondo, attraverso il quale l’autore attribuisce  dignità e  possibilità di riscatto anche alle persone più umili.
È stato anche ecologista e pacifista convinto: la sua opera musicale che in maniera più articolata rappresenta questa sua anima è Megalopolis. Megalopolis, nell’immaginario di Pagani, è la capitale di un’Europa unita, che a causa delle azioni devastanti che l’uomo pratica sull’ambiente e a causa dell’annientamento  di ogni relazione sociale fra gli abitanti, soffocata da una sempre più frenetica costruzione di grattacieli, arriva inesorabilmente alla distruzione (e l’Europa, in questo caso, rappresenta l’intero pianeta). Si salveranno solo alcuni attenti osservatori che già da tempo avevano capito a cosa avrebbe portato la sconsideratezza di quelle azioni, e sono così  riusciti a salvaguardare da questa follia un piccolo spazio, in cui far rinascere una umanità diversa, che potrà vivere felicemente in armonia e nel rispetto della natura.
Anche il conflitto israeliano-palestinese, per cui auspicava una soluzione pacifica,  fu oggetto del suo impegno civile.
Ad Herbert Pagani, a parte la buona qualità musicale di molte sue canzoni, va riconosciuto il merito di aver evidenziato,  attraverso la sua arte, temi forse scomodi, e certamente non  affrontati, all’epoca, dalla maggior parte dei suoi colleghi.
Non  può che rammaricarmi che il suo nome sia praticamente caduto nell’oblio. E mi dispiace che se ne sia andato così presto: a quarantaquattro anni, stroncato dalla leucemia, il 16 agosto 1988, a Palm Beach.  Di cose da dire, ne avrebbe avute ancora tante, Herbert. Come dimostra il testo che segue, che risale al 1976, ma è quanto mai attuale.

Signori Presidenti
Per quella schiuma bianca che copre i nostri fiumi
Per tutti i nostri pesci che vanno a pancia in su
E per la primavera che cede i suoi profumi
Al superdetersivo con i granelli blu.
E per i panni sporchi lavati troppo tardi
In certe lavatrici intorno al Quirinale
Che puzzano d’inganni di sangue e di miliardi
Mentre la lira scende ed il terrore sale.
Per tutta la violenza che scende nelle case
Dai cieli crocefissi da antenne di tivù
Quando non è di turno tra Cirio e Belpaese
Il papa che consiglia: votate per Gesù.
Per l’urlo del pallone che vomita la radio
Coprendo altre urla nei vostri mattatoi
Prima che ci stendiate sull’erba di uno stadio
Signori Presidenti grazie da tutti noi.
E bravi per le belle centrali nucleari
Che tutti già paghiamo e che nessuno vuole
E che circonderete di mille militari
Finché non metterete un contatore al sole.
Bravi per la giustizia, che se non tace, giace
Per la rivoluzione che ha i piedi gonfi e siede
E per aver ridotto la libertà e la pace
A tristi prostitute che fanno il marciapiede
Bravi per le colombe costrette a fare i falchi
Perché vendete armi al meglio compratore
E per i vostri amori imposti ai rotocalchi
Perché la gente creda che voi c’avete un cuore
io vi ringrazio ancora e me ne vado adesso
La musica era bella e le parole no
Ma il mondo è bello e voi ne avete fatto un cesso
E finché ci sarete, così io canterò.

Discografia

Tre canzoni:
Signori Presidenti 
Concerto per un cane
e non poteva certo mancare
Albergo a ore

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43 risposte a Herbert Pagani

  1. Fausto marchetti ha detto:

    Ascoltavo molto le canzoni di Herbert soprattutto Cento scalini, L’amicizia, e la traduzione dal francese in Albergo a ore (un capolavoro). mi piace qui ricordare anche il testo scritto da lui della splendida canzone di Marco Ferradini : Teorema .
    Lo ricordo anche per la leucemia che lo portò via a 44 anni la stessa età che aveva mia moglie quando la contrasse nel 2003. Lei è guarita , lui no forse anche perché 20 anni prima non c’erano le cure di oggi o forse perché era un altro tipo di leucemia o forse per il destino, a qualcuno va bene ad altri no.
    Spesso basta una canzone a far risorgere momenti quasi dimenticati. La musica di Herbert è legata agli anni belli della nostra vita , quando eravamo ragazzi con il mondo davanti e lui questo mondo ce lo mostrava spesso nel lato più vero senza veli nè maschere che il mondo mediatico di allora metteva dappertutto per farci convergere verso un modo di vivere che ora stiamo pagando tutti.
    Bella questa iniziativa la seguirò con passione.
    Un caro saluto da Fausto il falconier

    • Milvia ha detto:

      Immagino, caro Fausto, che periodo orribile dobbiate avere passato, dopo quella
      diagnosi… E quanta gioia, poi, abbia compensato la sofferenza quando a tua moglie è stata diagnosticata la guarigione.
      Cento scalini, una canzone d’amore struggente e bella, L’amicizia, musica semplice, così come lo è il testo, ma significativa. Per quanto riguarda Teorema l’ho scoperto facendo le ricerche per scrivere il post che è di Herbert Pagani… Il testo di Teorema è piuttosto realistico, ma vorrei aggiungere che si potrebbe sostituire la parola “donna” con quella “uomo” e il risultato non cambierebbe: Prendi un uomo, trattalo bene ecc.ecc….
      Se hai anche tu un nome da suggerire per portare avanti l’iniziativa sarò lieta di scrivere poi un post sul tuo cantante che ritieni dimenticato. Invito che estendo a tutti, naturalmente.
      Ti saluto con affetto, Fausto.

  2. Luca ha detto:

    Un tumultuoso processo di affratellamento lungo la Via Emilia prosegue e si amplia, visto che poco meno di un anno fa anch’io avevo pensato ad Herbert Pagani e citato la medesima canzone.
    http://uncadunca.leonardo.it/blog/graditi_ospiti/signori_presidenti_2.html

    Ovviamente non si tratta di plagio (qualcuno potrebbe mai credere che Michael Jackson abbia VERAMENTE tratto ispirazione a suo tempo da una canzone di Albano Carrisi?) ma di quello che Carl Gustav Jung o Sting con i suoi Police definirebbe “sincronicità”.

    Quanto a “Concerto per un cane”, credo che nessun altro abbia scritto parole più belle e struggenti per questa simpatica e multiforme specie animale che ci sopporta con metafisica (e spesso immeritata) pazienza e saggezza ribellandosi solo nei casi più estremi e disperati.

    • Milvia ha detto:

      Mi piace e mi diverte questo affratellamento lungo la via Emilia, Luca, da Parma a Bologna e ritorno.
      Ho letto il tuo post (di cui giuro, con tanto di crocetta sul cuore, ignoravo l’esistenza) e in effetti ci ho trovato delle similitudini.
      Sarà sincronicità? O forse, anche se credo che una manciata abbondante di anni (e tutti a mio sfavore) ci separino, è questione di età?
      Sono d’accordo con te su “Concerto per un cane”. E anche sul cane. Che si merita la definizione di essere il miglior amico dell’uomo. Peccato che l’uomo non sia il miglior amico del cane.
      Ciao, Luca! E vediamo se la sincronicità avrà ancora modo di ripresentarsi.

  3. mirella ha detto:

    Sapevo poco o niente di Herbert Pagani. Nemmeno che fosse sua la bellissima Albergo a ore.
    Nè conoscevo i versi della canzone che hai postato.
    Grazie, Milvia.

  4. nerdina ha detto:

    Posso essere sincera? Mai sentito nominare. E per questo ti ringrazio, perché ogni volta che passo qui scopro qualcosa di nuovo. Ora vado su youtube a cercare le sue canzoni.

    • Milvia ha detto:

      Sei troppo giovane per ricordartelo, Nerdina. E i media lo hanno presto dimenticato, e non ne parlano mai. Sono quindi davvero contenta di averne parlato. Su Youtube, di sue canzoni, ne troverai tante, alcune lievi, altre profonde.
      Ciao, cara,

  5. cheneps ha detto:

    Molto interessante questa categoria che inauguri oggi. Appena ho letto “Herbert Pagani”, ho provato un tuffo al cuore: chi se lo ricordava? Eppure mi aveva regalato tante belle emozioni… Sempre brava tu e generosa a rinverdire la nostra memoria.

    franca

  6. Adriano Maini ha detto:

    Lo ricordo bene anch’io, ma mi manca la penna per sottolineare in modo adeguato, come tu hai fatto, la sua notevole attività.

    • Milvia ha detto:

      A te manca la penna, Adriano? Non credo proprio… Ho lasciato, nel tempo, più di un commento in cui scrivevo che i tuoi post potrebbero diventare un buon libro…
      Ciao!

  7. Anonimo ha detto:

    Herbert è un caro ricordo della mia infanzia che è rimasto latente nel mio inconscio per oltre venti anni, da quando è prematuramente scomparso fino a quando ho potuto rivederlo su youtube e constatare sulla rete quanti ammiratori sinceri e competenti come tutti voi egli abbia ancora conservato. Lo riguardo spesso su youtube e trasmette ancora una travolgente, tenera e intelligente simpatia. Mi viene spesso spontaneo canticchiare tra me e me l’amicizia, ai le hawai, cento scalini, cavalli ricamati e cerco di immaginare come sarebbe oggi Herbert se un tremendo destino non ce l’avesse portato via così presto. Ed è un vero peccato che l’ambiente artistico italiano non abbia adeguatamente ricambiato il grande amore che Herbert aveva per il suo e nostro paese (vedere l’intervista a L’altra domenica 1977 su youtube). Grazie a tutti. Giorgio ’62

  8. Milvia ha detto:

    Benvenuto in Rossiorizzonti, Giorgio ’62. E grazie a te per il bell’intervento. La memoria dell’ambiente artistico è una memoria selettiva, che ha il difetto, molto frequentemente, di mantenere in vita personaggi che non hanno meriti e cancellare dei grandi artisti.
    Non ho ancora preso visione dell’intervista che ci hai segnalato, lo faccio ora.
    Buona settimana anche a te e, se vuoi, ritorna a trovarmi.

    • Anonimo ha detto:

      Spero che tu abbia potuto vedere quel passaggio televisivo (che probabilmente risale al 1976, in una delle prime puntate de L’altra domenica, come si può dedurre dal fatto che il programma va ancora in onda in bianco e nero – il colore in Italia è entrato in funzione ufficialmente l’anno successivo). E’ da segnalare anche la partecipazione di Herbert a Senza rete nell’estate del 1972 (su youtube sono presenti il duetto introduttivo con il conduttore Renato Rascel e l’esecuzione parziale di L’amicizia, Porta via e Gli emigranti) e anche una sequenza (tratta probabilmente da una televisione straniera in lingua italiana) con l’esecuzione integrale de Gli emigranti, che probabilmente costituisce una delle ultime paretecipazioni televisive di Herbert, verso la fine degli anni ’70. E’ possibile così rinfrescarsi la memoria delle parole, dei sorrisi e della delicata gentilezza che caratterizzavano sempre gli interventi di Herbert in qualsiasi contesto di contatto diretto con il pubblico. Buona visione. Giorgio ’62.

  9. Milvia ha detto:

    Caro Giorgio, grazie per queste ulteriori segnalazioni. Ho visionato il video di Senza rete, ho qualche dubbio invece di aver trovato quello preso da L’altra domenica. Digitando in YT, L’altra domenica Herbert Pagani ho ottenuto questo risultato: http://youtu.be/YIAdAvJb7BI
    che riprende un’intervista iniziale, seguita da uno stralcio dello spettacolo che Herbert stava tenendo in quei giorni a Parigi (nell’intervista, in verità, c’è un accenno alla trasmissione televisiva). Mi fa davvero molto piacere aver risvegliato in te l’interesse per questo grande artista.
    Grazie di tutto e a presto!

    • Anonimo ha detto:

      E’ proprio il video a cui mi riferivo (nella parte finale Herbert rivendica con orgoglio la sua italianità ed esalta la migliore qualità dei gelati “di casa nostra” rispetto a quello che stava consumando in quel momento in un caffè di Montmartre). A memoria ricordo altri passaggi televisivi di Herbert, purtroppo non (o non ancora) presenti su youtube, anche perchè forse non più esistenti negli archivi della rai: una partecipazione al programma per ragazzi La filibusta (settembre 1969, un gioviale Herbert ancora senza barba canta L’amicizia); la ripresa delle serate finali del Disco per l’estate 1969 con la scanzonata esecuzione di Hai le Hawai; la partecipazione ad una puntata de La Freccia d’oro (1971), programma domenicale condotto da Pippo Baudo e Loretta Goggi (in quell’occasione mi sembra di ricordare che Herbert intrattenne il pubblico sulle sue tecniche pittoriche); la conduzione di un programma domenicale alla tv dei ragazzi nell’autunno del 1971 (ove impersonava un disc-jokey sulla falsa riga del ruolo svolto a Radio Montecarlo); e infine la partecipazione allo sceneggiato Marco Visconti in cui impersonava l’arguto, ispirato, divertente e coraggioso menestrello Tremacoldo. Sarebbe fantastico poter rivedere queste performance che ci aiuterebbero ancor meglio a mantenere sempre vivo il ricordo di Herbert. Ciao. Giorgio ’62

  10. Milvia ha detto:

    Hai scatenato in me un sacco di ricordi, Giorgio… Tutti i programmi che hai elencato mi sono tornati alla mente, soprattutto il Disco per l’estate, che (insieme al Cantagiro, quella sorta di festival estivo itinerante cui non so, però se Herbert abbia partecipato) ha accompagnato le estati della mia adolescenza e prima giovinezza. Del Disco per l’estate ricordo le quotidiane puntate che Radio rai mandava in onda al pomeriggio.
    Sarebbe bello sì, rivedere Marco Visconti e gli altri programmi televisivi di tanti anni fa. E anche tutti gli sceneggiati televisivi (che non si chiamavano ancora fiction) di quegli anni in “bianco e nero”. Ma so che molto è stato cancellato, o perduto. Peccato, davvero.
    Ciao!

    • Luca ha detto:

      Herbert Pagani aveva partecipato a un Cantagiro di fine ’60 non come cantante ma come intrattenitore-animatore-riscaldapubblico-guastatore. Fra l’altro quella era stata l’unica occasione in cui l’avevo visto dal vivo, e ricordo la sua energia e la sua torrenziale comunicativa.

      Credo si trattasse del Cantagiro del ’69 dove tra l’altro in un fantasioso girone “folk” senza classifica militavano Gaber, Lauzi, Gabriella Ferri, Cochi e Renato, Pippo Franco che allora faceva il cantante a tempo pieno, Cochi e Renato e il mitico Ugolino col suo tormentone protodemenziale “Ma che bella giornata”. Ai quali possiamo aggiungere dei giovanissimi Lucio Battisti e Ivan Graziani (leader del gruppo urbinate Anonima Sound) e i Rokes e l’Equipe 84 già nella fase discendente di una fulminante carriera.

      Tra le varie manifestazioni canore dell’epoca, il Cantagiro era forse quella dove c’era qualche possibilità in più di ascoltare musica di qualità (al costo di sopportare un certo numero di esibizioni live di livello dopolavoristico).

      Un’ulteriore dimostrazione di come questo bizzarro originalissimo personaggio abbia attraversato una incredibile gamma di esperienze e situazioni caricandosi di ricordi e significati pur non essendo stato, di suo, famosissimo.

      E la sua canzone forse più famosa, la scherzosa ma in qualche modo ecologista “Ahi le Hawaii” è frutto della collaborazione con un giovanissimo Edoardo Bennato (che sembra un eterno ventenne ma ha superato la sessantina).

      La mia preferita di quei tempi era però sicuramente l’autoironica “Signor Caruso” (Senza microfoni nè impianto, eri uno schianto… e io sarei un pianto…) che adesso non riesco a linkarti per contingenti limiti tecnici.

      • Milvia ha detto:

        Non ho mai visto Herbert dal vivo, e non ho un ricordo preciso di quel Cantagiro dove lui svolgeva le molteplici funzioni che hai nominato. Certo che leggere i nomi dei cantanti che in quegli anni lontani erano più o meno all’apice del loro successo fa venire una certa malinconia: la maggior parte se ne sono andati, non solo dal successo, ma anche dalla vita. Non so più niente di Ugolino (un altro cantante dimenticato? Ma forse dimenticato da subito, lui), e, avendo qualche dubbio su Pippo Franco ho fatto una piccola ricerca, e ho scoperto che esiste su di lui una leggenda metropolitana che lo dà per morto negli anni ’80, ucciso da un agricoltore a cui aveva rubato delle mandorle.(http://ilmortificatore.blogspot.it/2009/05/pippo-franco-e-stato-ucciso.html) Ma penso proprio che sia vivo e vegeto. Comunque, come si suol dire, sono sempre i migliori che se ne vanno…
        Non sapevo della collaborazione con Edoardo Bennato (a proposito, amo molto di più il fratello Eugenio…): ma come fai a sapere tutto??? Come Herbert, anche tu sei poliedrico nei tuoi interessi.
        E non ricordavo “Signor Caruso”. Grazie per avermela linkata. L’ho riascoltata con piacere (certo, non ha niente a che fare con l’altra “Caruso”, da te certamente più amata).

  11. Balboni Mauro ha detto:

    La tua idea è bellissima, ti ringrazio infinitamente!
    Herbert Pagani è stata una presenza costante nella mia adolescenza, ..e negli ultimi 10 anni ho girato l’Italia per vedere quelle pochissime iniziative che lo riguardavano.
    Una mostra delle sue opere a Milano nel 1992 (..credo!) e, stesse opere, a Ferrara al Palazzo dei Diamanti alcuni anni dopo.
    Nel 2005, a Roma – Teatro Vascello ho visto uno splendido tributo a Herbert e ho potuto conoscere sua sorella Caroline, una delle promotrici. E proprio da loro ho avuto la conferma che non esiste materiale discografico o libri che lo possano riproporre.
    Io ho 2 album, originali del periodo: L’amicizia e Megalopolis;
    inoltre 2 libri, uno in francese, trovato a Parigi, autografato da lui e l’altro invece è una monografia conseguente alla mostra di Ferrara, ….BELLISSIMI!!
    Ecco perchè apprezzo in modo molto particolare la tua proposta, per me è l’ennesima possibilità che ho di chiedere a chiunque abbia materiali e/o informazioni su Herbert di comunicarlo, …e farete felice una persona!
    Così come hai fatto tu, ….ancora GRAZIE INFINITE!
    mauro

    • Milvia ha detto:

      Che bello trovare un altro estimatore di Herbert Pagani! Sono sempre più contenta di aver pubblicato questo post, e sono io, poi, a dover ringraziare chi ha lasciato un commento, sia persone che come te e come Giorgio non hanno dimenticato l’eclettico artista, sia chi, leggendomi, lo ha riportato alla mente.
      Purtroppo non ho avuto modo di seguire le iniziative di cui mi parli, e mi dispiace. Così come mi dispiace di non possedere più i due trentatre (gli stessi tuoi), lasciati, per leggerezza, in una casa che da tempo non è più mia. Spero che il tuo invito a dare informazioni su altro materiale che riguardi la produzione artistica di Herbert sia accolto… E grazie davvero a te, Mauro!

  12. chicca ha detto:

    adoro H. Pagani da quando cantava cin cin con gli occhiali.E non porto gli occhiali.
    E’ verissimo che siamo in pochi a ricordarlo,era troppo bravo e fuori dagli schemi.
    Ho alcune canzoni che sento quando mi invade la nostalgia,o la malinconia o anche
    certi momenti di allegria.
    Sempre una gran bella compagnia

  13. Anonimo ha detto:

    Nei primi giorni di quest’anno, mentre mi trovavo a Milano per qualche giorno di vacanza, ho voluto recarmi in Largo Giambellino, 126, dove Herbert ha abitato tra la metà degli anni sessanta e i primi anni settanta, e dove fino ad alcuni anni orsono risiedeva ancora anagraficamente sua madre, la sig.ra Giulia Arbib. Sono rimasto alcuni minuti davanti al palazzo (certo diverso da quello descritto da Herbert in Cento scalini) e sinceramente speravo di incrociare qualche abitante di una certa età che potesse magari ricordarlo, ma non sono stato fortunato. Mi ha comunque fatto piacere vedere il luogo dove Herbert ha vissuto e certo anche lavorato e creato molte sue realizzazioni. E’ anche interessante sentire l’esperienza di chi lo ha potuto vedere e magari conoscere personalmente e non solo attraverso le canzoni e la televisione, come me. Grazie a tutti. Giorgio ’62

    • Milvia ha detto:

      Grazie ancora a te, Giorgio. Davvero, mi piace molto questa fonte continua di dati, di notizie. E sono d’accordo con te: sarebbe davvero bello raccogliere testimonianze della sua vita da chi lo ha conosciuto magari anche solo come vicino di casa. Un’idea affascinante, davvero. Se capito a Milano piacerebbe anche a me sostare un attimo davanti al portone del 126 in Largo Giambellino… Ma sai proprio tante cose su Herbert…
      Mi fa molto piacere.
      Buona serata, Giorgio!

      • Anonimo ha detto:

        Con tutti questi bei siti dedicati ad Herbert, pieni di notizie e dettagli sulla sua vita, non è certo difficile essere informati su di lui. E’ un peccato che la casa di Largo Giambellino non abbia continuato ad essere la residenza stabile di Herbert, volato via in Francia dopo il 1970 e ritornato poi da noi solo saltuariamente, anche se con una certa frequenza. Herbert era molto legato a Milano (vedi la canzone Lombardia) e anche la sua parlata aveva una lieve ma inconfondibile cadenza meneghina. Dalla rete ho poi anche saputo con sorpresa e piacere che Herbert aveva anche un atelier a Bari, ma in questa città, dove ho anche occasione di recarmi spesso, non ho trovato tracce del suo passaggio (quando in una grande libreria ho richiesto il libro uscito su di lui nel 2010 neanche sapevano chi era). Grazie, Milvia, per questo continuo scambio di impressioni e ricordi su un artista indimenticabile. A presto. Giorgio ’62

  14. Milvia ha detto:

    Caro Giorgio, ormai sei diventato il mio speciale biografo di Herbert…. Mi fa sempre più piacere, leggerti…

    Un ottimo fine settimana!

    • Anonimo ha detto:

      Cara Milvia, auguro a Te e a tutti una Felice Pasqua, intesa come festa da condividere tra tutti i credenti in tutte le fedi, secondo l’ottica ecumenica che fu una prerogativa umana ed intellettuale del nostro Herbert, soprattutto negli ultimi anni della sua intensa vita. Giorgio ’62

      • Milvia ha detto:

        Grazie, caro Giorgio per questo tuo augurio, che, naturalmente, ricambio di cuore…
        Pur non essendo credente vivo la Pasqua come emblema di ri-nascita, di passaggio dall’oscurità alla luce.
        Un abbraccio.

  15. Anonimo ha detto:

    Avevo scoperto Herbert quando faceva il presentatore dei programmi musicali negli anni ’60 e lo seguivo perché oltre le canzoni dell’epoca ha inventato un nuovo modo di fare la radio. L’ho conosciuto durante una trasmisione televisiva, aveva una simpati contaggiosa ed una grande disponibilità. In seguito l’ho incontrato in alcune delle ue sserate musicali; era una persona squisita e gentile. Lo ricorderò per quello che è stato: un autore di primissimo piano. In Italia i geni come lui non vengono ricordati perchè le persone dimenticano presto chi non fa parte di un certo giro. Se ne eera andato dall’italia perchè non era stato capito.

  16. Milvia ha detto:

    ’È vero, il nostro Herbert ha scoperto anche un modo diverso, più dinamico, di fare la radio. Mi dispiace solo di non averlo conosciuto, come è capitato a te, personalmente. I tanti commenti che il mio post ha avuto, e questo tuo, mi confermano l’idea che ho avuto sempre di lui, che sia stato un grande artista e una bella persona. E forse proprio perché era una persona sensibile e buona non poteva far parte di quel “certo giro” cui fai accenno.
    Grazie della visita e del bel contributo. Mi spiace solo che non appaia il tuo nome.
    Ciao e buona estate!

  17. Anonimo ha detto:

    A quanto pare ci stiamo nuovamente dimenticando di Herbert, visto che negli ultimi sei mesi nessuno ha più scritto nulla su di lui in questa meritoria pagina. Per fortuna, ci ha pensato il suo caro amico Marco Ferradini a ricordarlo con il cd e la serie di concerti incentrati sulla produzione di questo eccezionale nostra artista. Ovviamente, questo appunto non è diretto a Te, cara Milvia, che hai avuto il merito di stimolare tanti ricordi e contributi su Herbert. Ciao. Giorgio ’62

    • milvia ha detto:

      Ben tornato, Giorgio! Grazie delle informazioni!
      Se è vero che nessuno ha più lasciato commenti a questo post, è anche vero che nelle statistiche di WP, risulta come post più visitato. Quasi ogni giorno c’è chi attraverso un motore di ricerca, scrivendo “Herbert Pagani” finisce qui. Quindi credo che molti non lo abbiano dimenticato.
      Buon 2013, Giorgio! Buona vita!

  18. Anonimo ha detto:

    Buon Anno anche a Te, cara Milvia. Con l’occasione, ho il piacere di segnalare a tutti gli interessati che su you tube hanno finalmente postato l’intero sceneggiato Marco Visconti del 1975. E’ quindi possibile rivedere il nostro Herbert nella sua unica vera performance di attore nella istrionica parte del giullare Tremacoldo, che sembrerebbe essere stata pensata e scritta apposta per lui. Herbert ha recitato mirabilmente, non sfigurando assolutamente con i professionisti che lo affiancavano, e ha eseguito alcuni tra i suoi brani più belli, dando pieno sfogo alla sua originale vena creativa, gradevolmente adattata all’ambientazione storica tardo medievale. Oltre che per l’interpretazione di Herbert, questo sceneggiato ha costituito un interessante ed ineguagliato esperimento di accostamento tra la prosa narrata di impostazione classica e la musica leggera, che solo un genio come Anton Giulio Majano poteva concepire e realizzare. Buona visione a tutti e speriamo che il repertorio di ricordi televisivi di Herbert possa al più presto ulteriormente arricchirsi. Giorgio ’62

    • Milvia ha detto:

      Grazie, Giorgio! Mi guarderò il video non appena avrò più tempo libero, per ora me lo vado a cercare e metto in link in una cartella. Oltre che hai cantanti dimenticati dovrei creare un tag anche per la buona televisione dimenticata… Gli sceneggiati non si fanno più, adesso ci sono le orribili fiction…
      Ciao, Giorgio! E ritorna a trovarmi quando vuoi, che è sempre un piacere leggerti.

  19. Alberto ha detto:

    Un grande artista che va assolutamente riscoperto sotto ogni forma

    • Milvia ha detto:

      Sono completamente d’accordo, Alberto! Buona giornata!

      • Caterina ha detto:

        Esiste ancora qualcuno, a oltre tre anni dall’ultimo post, che si cura di questo grande poeta dimenticato già quand’era in vita, col suo AMORE sconfinato per la gente (“Ma guarda che bella la gente di giorno…”), che io ricordo con struggente tenerezza?

  20. Pingback: VERSO LA STRATOSFERA | www.pinosomma.it

  21. Anonimo ha detto:

    Rispondo con molti mesi di ritardo al gentile sollecito di Caterina per ribadire che Herbert è sempre un dolce ricordo continuamente presente nel mio cuore,grazie anche agli ormai numerosi contributi su di lui postati su youtube. A correzione di quanto detto negli anni scorsi, da tempo ho appreso che Herbert, nei primi anni ottanta (poco dopo avere composto lo stupendo testo di Teorema di Ferradini) era tornato a vivere stabilmente a Milano, dove aveva aperto un grande atelier (per conferma è possibile ascoltare una lunga intervista a Radio Radicale rilasciata nel febbraio 1987, un anno e mezzo prima della sua morte). Risentiamoci tutti presto per continuare a ricordare il nostro Herbert. Giorgio 62

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