Forse un incipit, forse un excipit, ma, più probabilmente, da buttare

Se dovessi incontrarti per caso le lacrime mi scivoleranno in silenzio lungo le guance. I miei occhi sono da tempo due secchi colmi d’acqua che bagna il loro orlo, e bisogna tenerli  ben fermi, perché l’acqua non tracimi. Ma cominceranno a  tremare, se dovessi incontrarti per caso.
Se dovessi incontrarti per caso soffocherò parole che non voglio dirti, come una madre che soffoca il figlio indesiderato al suo primo vagito.
Se dovessi incontrarti per caso ti dirò: Ciao, ti trovo bene. E lo dirò con un tono leggero, guardando un punto imprecisato al di là del tuo viso,  come si fa con chi è straniero al proprio cuore.
Se dovessi incontrarti per caso cambierò strada, prima che tu mi veda.
Se dovessi incontrarti per caso ti guarderò negli occhi e ti dirò che ti amo.
Poi rimarrò in attesa.

Perduto Amor (Franco Battiato)

L’immagine iniziale si trova qui

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

13 risposte a Forse un incipit, forse un excipit, ma, più probabilmente, da buttare

  1. ioviracconto ha detto:

    C’è molto dolore e molta speranza. Non so se avranno risposta, se cioè lo incontrerai.
    Di certo con queste parole hai incontrato la poesia.
    🙂

  2. Milvia ha detto:

    Grazie! Beh, potrebbe essere anche vita vera, e forse lo è, perché quando si scrive un racconto, un romanzo, una poesia, inevitabilmente si parla anche di sé, pur non volendo.
    Ciao e grazie della visita!

  3. Adriano Maini ha detto:

    Un’inizio che esprime molto bene la tensione di una storia in divenire.

  4. Luca ha detto:

    In questa strana giornata in cui cerco di rassegnarmi all’idea di un mondo senza Lucio (e non è assolutamente facile) questo tuo tenero, minimalistico, perfino un po’ enigmatico post acuisce una sorta di gioiosa tristezza e manda in risonanza tutte le cose persone occasioni treni risorse che ho perso, lasciato per strada, colpevolmente (quando non dolosamente) ignorato.

    Nel contenitore esistenziale di questo cambio di stato (la parola “morte” riesco a citarla solo fra virgolette a loro volta fra parentesi) il tuo post, scritto solo poche ore (o minuti?) prima acquista una ulteriore struggente pregnanza.

  5. Milvia ha detto:

    Lucio non occupa il primo posto fra i dieci cantautori preferiti della mia personale hit parade (Fabrizio De Andrè è ben abbarbicato in quella posizione), ma il suo nome vi compare e non certo come ultimo. In questi giorni ho avuto occasione, anche grazie a te, di ritornare su certi suoi testi, e ne ho colto più consapevolmente tutta la profondità e bellezza.
    Sono addolorata anch’io, per questo suo “cambio di stato”: ogni volta che se ne va un’artista che mi ha accompagnato negli anni della giovinezza è come se perdessi un pezzetto di me, una piccola mutilazione a cui nessun chirurgo, nessun artificio potranno porre rimedio. La marea autolesionista dei ricordi sale e respingerla è faticoso.
    Non sono andata sotto casa sua, non ero lì quando, ieri, è tornato nella sua/mia città. Non andrò al suo funerale. Ho sempre l’impressione che, in queste azioni, ci sia una sorta di voglia di protagonismo in molti dei partecipanti, non slegato da una certa morbosità. Ma forse mi sbaglio, perché io stessa, se mi fosse stato possibile (ma ero lontana da Firenze, quel giorno) avrei partecipato ai funerali di Tiziano Terzani. Ma lui, Tiziano Terzani, ha il primo posto assoluto nel mio cuore, fra tutte le persone che non appartengono alla mia ristretta schiera privata.

    Treni persi… Sapessi quanti, caro Luca… Quanti mi sono passati davanti, hanno rallentato fin quasi a fermarsi, e io lì, ferma, quando sarebbe bastato una piccola corsa, un saltello per issarmi a bordo.
    Ma il rimpianto è un cattivo compagno di strada, meglio lasciarselo alle spalle.

    Mi fa piacere che questo mio post breve, enigmatico anche a me stessa forse, ti abbia procurato “una gioiosa tristezza”. Un apparente ossimoro, il tuo, il cui significato percepisco molto bene.

    Sono in partenza per Modena, dove, se tutto andrà come deve andare, firmerò il contratto editoriale per una mia nuova pubblicazione. Uno di quei treni che ti dicevo pare sia tornato a passarmi davanti, e questa volta ci sono salita. Non ho tempo, quindi, oggi, per lasciare commenti ai tuoi ultimi post, che ho letto male e velocemente. Ma non mancherò all’ormai abituale appuntamento.
    Buon fine settimana, Luca. E grazie per questo commento, veramente bello, come sempre, e forse più di sempre.

  6. Luca ha detto:

    Io invece domani ci sarò, Con la stessa sciamanica mancanza di mete precise che mi ha sospinto nella mia interminabile permanenza a Roma (forse perchè le mete erano più interiori che esteriori, e magari Vicolo della Luce mi conteneva meglio di Piazza San Pietro) probabilmente non andrò al funerale e nemmeno in Via D’Azeglio ma SENTO che almeno a Bologna debbo esserci.

    Per me Lucio, a differenza tua, era il numero uno totale e incontrastato, e lo era anche per mio padre e per mia madre, che è morta canticchiando “L’anno che verrà” mentre lavava i piatti. Fronteggiato fino a 20 anni fa da Augusto Daolio che, a differenza sua, ha conosciuto una lunga triste agonia con tutti che sapevano e lui che sapeva ma faceva finta di non sapere. E non a caso li ho voluti accomunare nel post.

    Nel post di oggi, invece, attraverso una storica canzone dei MCR, il parallelo è addirittura con Berlinguer. E non mi sembra esagerato.

    Meno male che non posso non parlare di Lucio Dalla perchè se dovessi parlare verramente di tutto quello che il tuo bellissimo dolceamaro post mi suscita, domani mattina sarei ancora qui.

    Meglio di no!

    • Milvia ha detto:

      Caro Luca, rispondo al tuo commento dopo aver letto l’ultimo bellissimo post che hai dedicato a Lucio. Lo so che è un po’ stupido, dirlo, anzi, è molto stupido, ma lo dico ugualmente: sarebbe contento il tuo amico Lucio, se potesse leggere le tue parole. Forse le sentirebbe più sincere delle tante che sono state dette nelle (davvero troppe, per me) interviste rilasciate in questi giorni. Così come lo emozionerebbe, forse, sapere che una signora se n’è andata canticchiando una sua canzone, mentre lavava i piatti. Cosa che un poco ha emozionato anche me. Credo che morire con una canzone sulle labbra sia un bel morire, tutto sommato.
      Io, in centro, ci sono andata dopo il tramonto. Ho visto la grande foto di Lucio (non distante da quella di Rossella Urru), sulla facciata del Palazzo d’Accursio. Con quella scritta: Ciao Lucio, che ormai è diventata l’etichetta di ogni “partenza”. Ciao, e basta cambiare il nome. Credo che sia cominciata con “Ciao Federico”, qesta abitudine. Non so, mi sembra un “ciao” senza alcun calore… Ma sono una bestia, io, per queste cose…
      Ho visto i negozi aperti, tutti, e ho pensato: alla faccia del lutto cittadino! Forse ho fatto male a non esserci, prima. Forse mi sono persa un’emozione. Forse.
      Ciao, Luca. E se torni a Bologna, se vuoi, se ti va, magari fatti vivo.

      • Luca ha detto:

        Purtroppo intorno al funerale di Lucio si è intrecciata una squallida rete di presenzialismi e di spettacolarizzazione con un assalto a San Petronio che nessuno ha saputo o voluto filtrare e contenere.

        Quanto al lutto cittadino, credo che Lucio avrebbe ragionato come il babbo di Simoncelli che aveva chiesto per il figlio “un minuto di rumore”. O per tornare a uno dei punti salienti e più sofferti del mio post, avrebbe chiesto non le saracinesche abbassate ma, almeno per una domenica, la Bologna di 20 anni fa.

  7. margueritex ha detto:

    Un bacio cara Milvia!

  8. margueritex ha detto:

    sai Milvia che ai corsi sento la tua mancanza???
    e chissà se ce ne sarnno altri…vista la situazione!

    • Milvia ha detto:

      E pure io sento la mancanza dei tuoi corsi, e di tutte le belle emozioni che si provano frequentandoli… E un po’ mi sono pentita, per non essermi iscritta. Spero che ne saranno altri, però. Te lo auguro e me lo auguro.
      Un abbraccio, Margaret!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...