Vorrei fregarmene, ma non ci riesco: ma per fortuna ci sono i libri

Sono giorni di stanchezza, questi, sia fisica che mentale. Forse avrei bisogno di andarmene per un po’ di tempo, in un posto lontanissimo, dove tutto è tranquillo, e gli echi del cosiddetto mondo civilizzato non riescono ad arrivare.
Forse dovrei mettere un bel cartello sul mio cervello con su scritto: chiuso per ferie.
O, forse, dovrei limitarmi a dire: me ne frego.
Me ne frego che il Paese stia andando a rotoli.
Me ne frego se faranno il Tav (leggete questo bell’articolo di Franz).
Me ne frego se nella mia città costruiranno l’inutile e costosa monorotaia chiamata People Mover (l’articolo del Fatto Quotidiano è vecchio, ma illustra cosa sia questo nostro piccolo Tav).
Me ne frego se la mamma di Federico Aldrovandi da vittima è stata vergognosamente trasformata in imputata
Me ne frego se soffiano venti di guerra, nel mondo.
Me ne frego dell’atteggiamento criminale del governo israeliano verso il popolo palestinese.
Me ne frego, infine, dei piccoli, grandi disastri della  mia personale, instabile vita. Nessun link, per questi.
Ma sono fatta male, e di fregarmene di questi e di tanti altri scempi materiali e morali che oscurano l’anno bisesto e funesto 2012, non sono capace. Ed ecco perché mi sento stanca, e debilita, e scoraggiata, con la speranza di un cambiamento ridotta ormai a una fiammella esausta.
Comunque si tira avanti, come si può, con il respiro corto, con la testa bassa, con lo sforzo di costringere le labbra a un sorriso, mentre quella cosa che chiamiamo anima, dentro, avrebbe solo voglia di piangere.

E così trovo rifugio in un mondo che, per ora, non mi ha deluso: quello della letteratura. Parto, infatti, non per arrivare in quel lontanissimo, utopico luogo di cui ho parlato all’inizio del post, ma per una città molto più vicina e non certamente utopica. Giovedì prossimo parto per Roma, infatti.
E non solo avrò la gioia di rivedere la mia carissima amica Maria,  che, come il solito, mi ospiterà generosamente nella sua bella casa, ma assisterò a un battesimo letterario cui tengo tantissimo: nell’ambito della interessante manifestazione Libri come che si tiene all’Auditorium (grazie, Marino Sinibaldi, per averla ideata!) Paola Soriga  giovedì, alle ore 20, presenterà il suo libro d’esordio: “Dove finisce Roma”.  Conosco da qualche anno la famiglia Soriga e a Paola, a suo fratello Flavio, e ai loro genitori Raffaela e Elio mi lega un affetto profondo. Non posso, e non voglio,  quindi, mancare a questo evento. Poi so, per aver letto qualche suo inedito, come sia brava, Paola, nella scrittura.
A Roma ci resterò fino a domenica. E già da ora comincio a canticchiare, dentro di me: stanchezza (e tristezza), per favore va via. Come un mantra. E spero che la stanchezza (tristezza) mi ascolti.

Buon fine settimana a tutti!

Tristezza, per favore, va via.

L’immagine iniziale l’ho prelevata qui

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21 risposte a Vorrei fregarmene, ma non ci riesco: ma per fortuna ci sono i libri

  1. Anonimo ha detto:

    Ti aspettooooo dai che la cantiamo insieme la canzone!!!
    a prestissimo
    maria

  2. maria ha detto:

    Ti aspettooooo…dai che la cantiamo insieme la canzone!! 🙂
    a prestissimo
    maria

  3. Franz ha detto:

    Roma non è un un posto lontanissimo, men che meno “dove tutto è tranquillo, e gli echi del cosiddetto mondo civilizzato non riescono ad arrivare“.
    Ma spero, credo e ti auguro, che l’evasione ti ricarichi per bene, sia grazie all’aerea, ampia, antica bellezza della capitale, sia perché vi troverai l’affetto prezioso di una grande amica.
    Lo auguro a te, ma anche a chi ti vuole bene, e al mondo intero, che ha bisogno di tutte le energie di una Milvia serena.

    • Milvia ha detto:

      Mi fa sorridere che “…al mondo intero, che ha bisogno di tutte le energie di una Milvia serena.” Il mondo e per giunta intero, quindi non il mio “piccolo” mondo, non sa neppure che esisto, la mia fiammella vacillante non la vede, il mondo non avrebbe neppure un minuscolo brivido a soprassalto se io sparissi… E magari neppure il mio “piccolo” mondo sussulterebbe. Però… però il tuo augurio mi piace molto, ugualmente. Perché, appunto, mi ha fatto sorridere e perché, un poco, mi gratifica. Allora ti ringrazio, mentre continuo a sorridere e mi ricarico. Almeno un poco.

  4. Adriano Maini ha detto:

    Vibranti metafore dei tempi che corrono. E i buoni libri aiutano sempre!

    • Milvia ha detto:

      “Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico” diceva un personaggio di Cento chiodi, l’ultimo film di Monicelli. Una frase che per la maggior parte del tempo mi sento di condividere. Ma non sempre. A volte penso che un libro, un bel libro, vale molto di più di tutti i caffé del mondo che puoi bere con un amico. Però, poi, mi dico anche: ma perché devo scegliere? Non posso avere tutte due le opzioni? Ecco, sarebbe perfetto, così.

  5. Luca ha detto:

    Un libro e Roma in fondo si somigliano: l’uno e l’altra si prestano a fare da schermo di proiezione delle proprie fantasie, dei propri simboli privati, dei propri desideri.

    Con la differenza che Roma è un libro da un miliardo di pagine che ti puoi in qualche modo costruire ed assemblare passo per passo metro per metro.

    In uno dei miei ultimi post (ormai ne ho perso il conto anch’io) contrapponevo la temporalità di Bologna, con la sua bellezza “pudica e distratta” e l’eternità per definizione di Roma, con la sua bellezza sfacciata ed esagerata.

    Salutami entrambe e garantisci ad entrambe che tornerò prestissimo.

  6. Milvia ha detto:

    Roma come una sorta di libro… interattivo, insomma! Bella similitudine, Luca.
    Ti ho già salutato la città dalla bellezza pudica e distratta e l’altra, dalla sfacciata e esagerata bellezza, te la saluterò nei prossimi giorni. Magari proprio passando da vicolo della Luce. Perché anch’io, a Piazza San Pietro, mi sentirei estranea.

  7. annamaria ha detto:

    Purtroppo la vita è intrisa di accadimenti che mai vorremmo, e l’ingiustizia impera, cara Milvia. La lettura è l’unico antidoto che risolleva lo spirito, se poi è di qualità ancora meglio; dove andrai troverai letteratura di classe. Salutami la città eterna e torna ricaricata.
    un abbraccio
    annamaria

  8. Milvia ha detto:

    Grazie, cara Annamaria, i tuoi commenti mi confortano sempre.
    Ti saluterò Roma, con piacere.

    Ricambio, con affetto, l’abbraccio.

  9. cristina bove ha detto:

    buon viaggio e buon soggiorno a Roma.
    almeno sarai tra persone amabili e affettuose, oltre che nel mondo letterario che ti è congeniale.
    magari ci sentiamo, eh?
    un abbraccio
    cri

  10. giuseppe ha detto:

    Un abbraccio di augurio cara Milvia!!!
    Giuseppe

  11. Milvia ha detto:

    Grazie, Giuseppe! Ricambio l’abbraccio per un felice fine settimana.

  12. Riri52 ha detto:

    Ti sarai goduta i giorni a Roma, città sempre viva e così diversa ” Bologna, la vecchia signora” come la definisce Guccini. E certamente sarai di un umore migliore, ci scommetto. Sui libri e sul caffè con gli amici ho capito nel tempo che sono interscambiabili, con una leggera precedenza agli amici e il caffè. Due risate in compagnia sono uniche! Ciao Rit

    • Luca ha detto:

      Lungo i commenti a questo post si decanta il dilemma “Meglio un bel libro o un caffè con un amico?”. Può anche darsi che si tratti di quei paragoni impossibili fra categorie logiche differenti. E può anche darsi che leggere un libro e chiacchierare con un amico siano attività entrambe fondamentali: la prima attiene allo scambio e alla relazione, la seconda attiene all’universo interiore insondabile e privato nel quale un buon libro lascia tracce indelebili.

      In uno dei tanti circuiti virtuosi tipici della specie umana (anche se i circoli viziosi sono sempre la maggioranza) A rende possibile B e B rende possibile A.

      Preferire A piuttosto che B dipende dal momento, dalla saturazione, dalle buone o dalle cattive esperienze più recenti e/o più intense, e può sempre cambiare e virare di 180 gradi lasciandoci un senso di piacevole meraviglia.

      • Milvia ha detto:

        Dipende dal momento: hai ragione, Luca. E poi può esistere anche una terza scelta: galleggiare e lasciarsi trasportare dalla corrente. E che sia la corrente, a decidere.

    • Milvia ha detto:

      Roma è uno splendore, e lo sarebbe ancora di più se ci fossero molte meno auto a percorre le sue antiche strade. L’umore è migliore? Non so se sia migliore. Anche se sto leggendo un bellissimo libro, anche se ho preso il caffè ( e cenato, e riso) con cari amici, ancora sono un po’ così, come color che stan sospesi, in attesa di sapere se ci saranno altri orizzonti.
      Ciao, Rita, e grazie per il commento.

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