Brunella Gasperini, una grande donna


Da qualche giorno ho spesso mal di testa. Lo so che non è una notizia interessante, questa, ma era per dire che faccio fatica a mettere insieme  idee e parole (il che mi fa sentire un po’ come il Trota) e che, quindi, per questa sera vi dovrete accontentare di un post riciclato. Che però è molto vecchio, vecchio di cinque anni, quindi, alla fine, è come se fosse nuovo. Poi gli cambio anche il titolo e forse anche qualcosa d’altro. Come  si  “rinverdisce” un vecchio abito, cambiandogli i bottoni, togliendogli un pizzettino lì, e mettendogli una spillettina là, quando non si hanno i soldi per comprarne un altro. E io non ho soldi… cioè, non ho idee, volevo dire. Non ho neanche soldi, veramente, ma mi sembra una mancanza meno grave.
Ed ecco il post… geghegeghe geghege…

Attraverso lei,  attraverso le sue pagine, ho conosciuto Pablo Neruda. Leggendo i suoi libri  ho riso e mi sono commossa. Con lei, pur non avendola mai conosciuta, ho condiviso battaglie: quelle sull’aborto e sul divorzio, ad esempio.
Quando se ne è andata ( quando “ha cambiato di stato”, direbbe, se ben ricordo, il mio più assiduo commentatore) mi sono sentita come se avessi perduto un’amica. Da anni avevo pensato di scriverle, ma non lo avevo mai fatto.
La prima cosa sua che ho letto  è stato “Rosso di sera”, pubblicato a puntate sul settimanale Annabella. Avevo diciassette anni e del ragazzo protagonista, di quell’adolescente che recitava versi del poeta cileno a me allora sconosciuto, e che suonava jazz col basso tuba,  e che era scontroso e irrequieto ( come  forse ero io, allora) e che aveva pure un nonno anarchico, come il mio, un po’ mi innamorai. Aspettavo con impazienza l’uscita del giornale, settimana dopo settimana. Sapeva costruirli bene, i suoi personaggi, quella scrittrice, sapeva renderli vivi. 
C’era poi, da anni, la sua rubrica di posta, la cosiddetta posta del cuore. Niente a che fare con le altre che venivano pubblicate in quegli anni, e tanto meno con quelle di oggi, niente a che fare con le Susanna Agnelli, e assolutamente lontana anni luce dalla mariadefilippi (scusate, ma questa qui la scrivo sempre così, tutto un blocco e minuscolo, perchè non è una persona, ma un genere). Candida, questo era lo pseudonimo che aveva scelto  per la rubrica, aveva una grande capacità comunicativa e di comprensione verso le adolescenti e le donne che le scrivevano per chiederle consigli. Rispondeva sempre con onestà, non scriveva mai cose ovvie o ipocrite.  Non a caso, poi, Lella Costa – altra grande donna, a mio avviso- si è ispirata a lei per la sua rubrica di posta sul mensile di Smemoranda , Dire Fare Baciare.

Parlo di Brunella Gasperini, naturalmente. Che forse molti, soprattutto i più giovani, non conoscono, e che certamente tantissimi hanno dimenticato.  per cui quel naturalmente non ci sta affatto. 
Non la sento mai citare, Brunella Gasperini, nelle rubriche che si occupano di libri. Non credo ci siano strade a lei intitolate.  Non credo che si facciano file per acquistare le sue opere. Ecco perché questa sera la ricordo qui. E riporto  le parole di una sua grande amica, Camilla Cederna:
Parlare con le donne, come ha fatto per tanti anni nelle sue rubriche, ha confinato per sempre Brunella nella categoria B. E questo è stato il grave errore della critica ufficiale, la costante amarezza della sua vita; quella critica sussiegosa che, salvo pochissime eccezioni, ha accantonato il suo libro “Una donna e altri animali”: un bestseller neppure apparso nelle classifiche dei giornali, un ritratto di donna di fronte alle intemperie della vita, un misto di ricordi, dolori, amore per il prossimo e per gli animali (ci sono pagine sugli amati cani, sui suoi compagni gatti, degne di Colette), fiorito di un felicissimo lessico familiare, sorretto da quella vena che non l’ha mai abbandonata, cioè l’ironia condita da altrettanta autoironia.”

Ho quasi tutti i suoi libri.  L’ultimo l’ho acquistato lo scorso anno a Pavia, in una bancarella di libri usati 
(fermatevi sempre, quando ne incontrate una: ci si trovano piccoli gioielli!). È “Così la penso io” pubblicato nel ’79, lo stesso anno della sua morte. Beh, basta aprire una pagina a caso, e sembra  davvero scritto oggi. 
Ne riporto qui un brano, e credo che non possiate che darmi ragione. Sono riflessioni su fatti di cronaca, su avvenimenti dell’epoca.
In questo affronta il problema del terrorismo, della criminalità e il titolo è “Salvarsi dall’indifferenza”  Sentite cosa dice, a un certo punto:

…Questo, io penso, è il grosso pericolo, il vero suicidio collettivo: l’indifferenza, il qualunquismo…Mai come adesso, io penso, ci sarebbe bisogno di una vera compattezza dei cittadini per la difesa e la salvezza dello stato democratico” 
Ma subito dopo aggiunge:
Già: ma quale stato democratico? Quello delle parole risonanti e vuote, delle promesse ripetute e mai mantenute, dei tira e molla, dei ripensamenti, degli slittamenti, degli scandali e degli insabbiamenti, dei processi che non finiscono, dei generali smemorati, dei ministri bugiardi, degli elenchi di evasori d’oro che scompaiono nei meandri delle banche, dell’omertà che copre chi comanda?…Non si può chiedere ai cittadini di mobilitarsi e collaborare per la difesa dello stato se non si è capaci di dargli in cambio almeno la decenza…Non sono una politica, sono solo una cittadina qualsiasi, spaventata, amareggiata e non indifferente. Tocca a voi, signori del Palazzo, salvarci dal pantano, dal pericolo mortale dell’indifferenza.”
Certo che, mentre digitavo queste righe di Brunella Gasperini, mi è venuto da riflettere: l’attualità del testo non è tanto merito di una sorta di pensiero lungimirante dell’Autrice. È che nulla, ma proprio nulla, è cambiato sotto il sole, dopo 28 anni. Ma questo è un altro, doloroso, discorso.

Tornando, e poi mi fermo, ad altri libri di Brunella, vorrei ricordare anche
 “Una donna e altri animali”, già citato nel brano della Cederna: una cronaca famigliare autobiografica, un lessico famigliare portato su carta con  leggera, intelligente ironia, ma anche  con molta tenerezza non sdolcinata. C’è anche il lessico dei suoi amati animali, come quella gracula che aveva imparato a cantare “Addio Lugano bella”, solo che invece di “scacciati senza colpa” continuava a ripetere “scacciati senza polpa…”
Ecco, quando è morta uno dei primi pensieri è stato: e i suoi animali? Chissà se i famigliari se ne prenderanno cura con lo stesso amore un po’ scanzonato ma totale che lei gli aveva dato,  ho pensato.
Sono contenta di averla ricordata,  Brunella. Glielo dovevo. Per le risate e per le lacrime. E per Neruda. E se potete, cercate i suoi libri. Valgono, davvero.

Addio Lugano bella
(che a me, poi questa canzone qui, insieme all’Internazionale, insomma sono canzoni che mi viene da piangere, quando le sento)

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35 risposte a Brunella Gasperini, una grande donna

  1. Luca ha detto:

    Brunella Gasperini è stata una umile ed autoironica artigiana della letteratura, categoria paradossalmente meno frequentata di quella dei Geni Più O Meno Incompresi Con Discreta Puzza Sotto Il Naso E Galoppante Tendenza Alla Autoindulgenza, alla quale tende ad iscriversi la quasi totalità di coloro che pubblicano due o tre libri di fila.

    Anche a me, da ragazzo, è capitato in mano qualche suo libro (probabilmente li leggeva mia madre che le era coetanea, seppur apparentemente diversissima ma forse meno di quanto non sembrasse).

    Ricordo, chissà perchè, una gustosa pagina in cui Brunella raccontava, con coinvolgente trascinante ironia, della sua abitudine di combattere lo stress milanese sdraiandosi sul letto e urlando “Aiutoooooooooo!”, senza che i vicini trovassero nulla da ridire, e di come la stessa abitudine ripetuta quasi per gioco nel suo buen ritiro della Valsolda aveva immediatamente spinto
    più di un vicino a bussare preoccupatissimo alla sua porta.

    E il suo incondizionato pervasivo amore per i figli, con vezzosa preferenza lieve ma significativa per la piccola Nicoletta rispetto al primogenito Massimo.

    Questi artigiani della letteratura meritano il rispetto che promana dalle parole di Marcel Proust (mica pizza e fichi) sulla musica popolare: “Non disprezzate la musica popolare. Siccome essa si canta e si suona molto più appassionatamente di quella seria, essa si è riempita a poco a poco dei sogni e delle lacrime degli uomini.”.

    • Milvia ha detto:

      Ed ecco, caro Luca, che scopra che anche su Brunella Gasperini ne sai più di me… Ma ormai non mi meravigli più. Mi chiedo solo come fai ad avere tanta competenza su (un “quasi” credo sia d’obbligo) tutto lo scibile umano. Chapeau, davvero!
      Pure della Valsolda, ti ricordavi! E dei nomi dei figli.
      E non manca, nel tuo commento, una citazione colta. Eh, già,”mica pizza e fichi”…
      Beh, sono proprio contenta che tu la conoscessi e che tu l’abbia apprezzata.
      Ciao, Luca. Qui, intanto, si aspetta ancora primavera.

      • Luca ha detto:

        Cosa vuoi mai, cara Milvia, dove non arriva la memoria anche Google e Wikipedia aiutano: e qui non ti ripeto la mia ennesima solfa da giovane anziano di quando per verificare una informazione o un ricordo bisognava andare in polverose biblioteche dove un addetto antipaticissimo andava a cercare il libro ecc. ecc. ecc. (ogni volta però l’arricchisco di qualche particolare in più come le barzellette di Walter Chiari, che partivano da 30 secondi e alla trentesima replica duravano tre quarti d’ora).

        Ormai mi resta poco oltre alla memoria, che lentamente comincia anche a sgretolarsi e mostrare piccole ma dolorose falle che mi lasciano ogni volta un po’ più solo come le crudeli morti di personaggi amati, che non hanno nessun partigiano che le vendichi duramente e non sottendono alcuna ricerca del sol dell’avvenir.

        E quindi con pensosa allegria me ne servo quando posso e come posso…

  2. adrianomaini ha detto:

    Non la conoscevo, ma lo spessore di quella figura emerge tutto dal tuo racconto!

  3. nerdina ha detto:

    Ho conosciuto Brunella Gasperini grazie a te per poi scoprire che mia madre l’ha sempre amata alla follia. Purtroppo non è molto facile trovare i suoi libri e a casa ne avevo solo due, poi qualche mese fa ho trovato “Una donna e altri animali” su una bancarella ed è stata una bellissima scoperta.
    Per quanto riguarda quelle canzoni….Addio Lugano mio padre l’ha cantata a tutti e quattro i suoi figli tanto per esser sicuro che crescessero con le idee ben chiare!

  4. Milvia ha detto:

    Eh, ho ragione quando dico che sulle bancarelle dei libri usati si possono trovare piccoli gioielli scomparsi…
    Non so sui tuoi fratelli, ma senza dubbio su di te “Addio Lugano bella” ha dato ottimi frutti.

    Un abbraccio, Nerdina.

  5. remo ha detto:

    ciao Milvia, la sto leggendo (Francesca ha tutti i suoi libri).
    bel post, soprattutto quando citi l’attualità del virgolettato
    un abbraccio

    • Milvia ha detto:

      Ciao, caro Remo! Ma pensa… Mi piace proprio che anche Francesca ami Brunella Gasperini. E mi piace tanto anche che tu la sia leggendo.
      Grazie della visita, del commento e dell’abbraccio, che ricambio di cuore.

  6. Milvia ha detto:

    Per Luca (alla cui replica non riesco a replicare): Beh, senza dubbio Internet aiuta, se la memoria vacilla…
    “Pensosa allegria”… Espressione di rara, straniante, ossimorica bellezza.

    Un abbraccio da una diversamente giovane (più diversamente di te), la cui memoria si sta sgretolando ogni giorno di più.

  7. silva ha detto:

    Quanta nostalgia per questa scrittrice che ha segnato tanti anni della mia giovinezza e non.Quando ne ho l’accasione segnalo i suoi libri a nuore e nipoti e devo dire che sono molto apprezzati.” Girò tutta la vita attorno a un tavolo………ecc.
    mio marito lo vorrebbe scritto come epitaffio alla sua morte! Eh si, siamo un pò pazzerelli ma anche Brunella lo era.

  8. Milvia ha detto:

    Che bello, Silva, ricevere questo tuo commento. I “pazzerelli” come te e come tuo marito sono sempre ben accetti nel mio blog, soprattutto se amano Brunella. Non ho molti rimpianti per il mio passato, ma uno è senza dubbio di non aver conosciuto personalmente questa grande scrittrice, questa grande donna, questa indimenticabile pazzerella.
    Ciao e grazie.

  9. Anonimo ha detto:

    dopo più di 30 anni sto rileggendo “Una donna e altri animali ” con lo stesso entusiasmo e comozione che mi sapeva trasmettere questa stupenda donna all’ora quando ero più giovane. Purtroppo di lei possego solo 2 libri ,quello citato sopra e “Storie d’amore e storie d’allegria” io leggo molto e di tutto però nessuna scritrice sapeva farmi ridere e piangere nello stesso momento.
    Grazie Brunella di essere esistita.
    giovedi 10 gennaio 2013. Vitalba.

  10. Milvia ha detto:

    Che piacere trovare un’altra estimatrice di Brunella! Io di libri suoi ne ho diversi, anche se non tutti. Sulle bancarelle dell’usato se ne possono trovare, e anche facendo una ricerca in rete. E su Facebook ci sono pagine a lei dedicate.
    Grazie della visita, Vitalba!

  11. D&R ha detto:

    Ne ho letti diversi. L’estate dei bisbigli, le note blu, storie d’amore storie d’allegria. Ma tutto è partito da una sera particolare, tanti anni fa,
    Mi ricordo che mio padre, (avrò avuto si e no quindici anni, erano proprio tanti tanti anni fa) era tornato a casa con “Siamo in famiglia”.
    Dopo cena ci sedevamo in sala, dimenticando la televisione e lui ce ne leggeva le pagine.
    Abbiamo assaporato “in famiglia” un libro bellissimo, che descriveva le cronache familiari secondo il punto di vista suo, del marito e dei tre figli (due femmine e un maschio). La loro vita.sembrava per molti versi così simile alla nostra. In effetti io ero Pop.
    Ricordo che ridevamo da matti e ci commuovevamo insieme. Ricordo la descrizione della loro San Mamete, che era così simile a casa nostra in montagna.
    Da quelle pagine saltavano fuori personaggi di un’umanità sorprendente, ironici, comici. C’era il suo amore assoluto verso i figli, il marito burbero, i nomi dati alle cose. “Tre come i nostri” è un capitolo che mi è rimasto cucito dentro.
    Lo definirei un libro carico di emozioni. E consiglio a tutti di leggerlo.

    Non abbiamo mai letto altri libri insieme.

    • Milvia ha detto:

      Credo che se Brunella Gasperini potesse leggere il tuo commento si commuoverebbe. Che bel quadro, hai dipinto… Grazie di cuore, per il tuo contributo. E complimenti per il tuo bellissimo blog. Consiglio a tutti i miei lettori di venirti a fare una visita. Ne vale davvero la pena.
      Buon fine settimana, di leggerezza e allegria.

  12. teresanna ha detto:

    noi non abbiamo solo letto i libri di Brunella, li abbiamo vissuti. abbiamo pensato attraverso i suoi libri di poter entrare anche nella sua vita.ci ha emotivamente coinvolto. e abbiamo pianto alla sua morte e ci siamo indignate per il repentino matrimonio del marito, abbiamo partecipato alla precoce morte di Nicoletta, probabilmente abbiamo confuso i personaggi e le persone della sua vita, dimenticando che Brunella non era Bianca.

  13. milvia ha detto:

    Cara Teresanna, mi fa piacere che Brunella venga ricordata ancora una volta da questo tuo bel commento. Per la sua morte ho pianto anch’io (mi ricordo perfettamente dove ero, quando una mia amica mi ha dato la notizia); non sapevo, però del repentino matrimonio del marito (ma molti uomini, soli, non ci sanno stare, e non mi sento di condannarli, per questo) e non sapevo della morte di Nicoletta. Se abbiamo confuso Brunella con Candida,credo che lo si debba al fatto che non c’era nessuna differenza fra loro.
    Grazie della visita!

  14. iolandabretti ha detto:

    mi commuove leggere questi commenti..se li merita tutti,sto rileggendo ,cosi la penso io.sono molto dispiaciuta,cerco spesso sulle bancarelle ma,non riesco a trvare i suoi libri.sono pero fiduciosa.

  15. nives ha detto:

    io l’ho sempre amata, e contattata un paio di volte, con indicibile gioia. Ricordo che la notizia della sua morte per me fu un colpo dolorosissimo. La leggevo dall’adolescenza, ho quasi tutti i suoi libri, la trovavo e la trovo grande, ma tanto tanto di più di tanti ( oddio che orrendo pasticcio) GRANDI AUTORI CONTEMPORANEI NOSTRANI che spesso trovo francamente lassativi, almeno sul piano mentale..Chi cerca i suoi libri li può trovare anche sui siti di libri usati, e pure su Amazon..Grazie a tutti voi che come me la ricordate con amore. La vecchia Nives

    • milvia ha detto:

      Come ti invidio (benevolmente) per averla contattata… Io non ne ho mai avuto il coraggio…
      Per quanto riguarda gli scrittori-lassativi, molti ce ne sono, purtroppo. E magari sono proprio quelli che si credono grandi…
      Grazie a te, Nives. Anche per i consigli.

  16. Mimi ha detto:

    Cari tutti voi che portate nella memoria la carissima Brunella, vi mando un dolce pensiero. Cara Milvia, avendo conosciuto la Brunella quando ero poco più che una bimba e avendo ancora vive molte immagini e molti suoni (non è sempre così la memoria dei bambini), per me sarebbe un grande piacere condividerli con chi le ha voluto bene.
    Sono felice che ancora qualcuno si ricordi di una donna fenomenale, enorme seppur minuta. Quante donne sono consapevoli di essere quel che sono anche grazie a lei? Sono stupita e anche un po’ indignata che sia stata dimenticata così. Un abbraccio.

    • Milvia ha detto:

      Cara Mimì, sarebbe un piacere anche per me, che tu condividessi i tuoi ricordi con tutte le persone che hanno amato e continuano ad amare Brunella. Se ti può interessare su Facebook, c’è una pagina a lei dedicata: Quelli che amano Brunella Gasperini, sulla quale poi intervenire. Oppure puoi inviarmi un testo al mio indirizzo di posta elettronica (milvia.comastri@gmail.com) e poi io, se vuoi, lo pubblico sul mio blog.
      Grazie per questa testimonianza. Speriamo che il velo della dimenticanza si sollevi e che dia modo a tutti di riascoltare la voce di questa donna straordinaria.

  17. cristinadiroma ha detto:

    su Facebook c’è un gruppo i appassionate fan di Brunella “quelli che amano Bruinella Gasperini” e anche un blog http://blog.gasperini.org/ che vi invito a frequentare. Tramite il figlio Massimo, che alcuni di noi sono anche andati a trovare nella sua casa della Valsolda, abbiamo inviato una lettera con oltre 200 firme al sindaco di San Mamete per vedere di farle intitolare una strada….dai venite con noi!
    Cristina Cerutti

  18. bastet ha detto:

    fuori tuona,in questa estate di crisi economica,umana,etica.La mia navigazione a vista mi ha portata ad approdare su questa isola carica di ricordi,la mia adolescenza un’altra vita,ieri la scorsa settimana,una vita fa…sono i pochi bei ricordi…di una famiglia che avrei desiderato,assieme al “cane inconsulto” ai ritiri sul “Aventino”, modi di dire rimasti nel mio lessico
    anche ora ragazza di un tempo,con un marito che da sempre è il “Compagno della mia vita”. Grazie per la compagnia Signora Gasperini

  19. Dopo alcuni anni che abitavo (e abito tuttora) a San PAOLO DEL bRASILE,hO AN mi ero abbonata alla rivista dove Brunella scriveva col nome di Candida e rimasi stupita e molto contenta di vedere che mi aveva risposto!Conservai quel ritaglio di rivista come una reliquia ma purtroppo in uno dei cambiamenti di casa ANDÓ SMARRITO ASSIEME AD ALTRI RICORDI!Mi piaceva moltissimo la cara Brunella e leggevo avidamente la sua rubrica quando mi arrivava la rivista! hO ANCHE IL SUO GUSTOSISSIMO GALATEO “dOPO DI LEI SIGNORA ,É DIVERTENTE MA ANCHEinteressante,alcuni consigli sono validi fino al giorno d’oggi anche se pochi li mettono in pratica oramai!Nel mio prossimo viaggio nella mia amata Italia cercheró di acquistare qualche suo libro,dovessifare la Via Crucis di tutte le librerie

    • Milvia ha detto:

      È stato molto bello e mi ha emozionato, cara Maria, leggere il tuo commento che viene da tanto lontano. Peccato che tu abbia perduto quel ritaglio, perdere gli oggetti che ci ricordano momenti gioiosi è sempre doloroso.
      Brunella era profonda e al tempo stesso ironica, e sapeva leggere il suo tempo in maniera molto intelligente. Ed è proprio vero che molti dei suoi consigli sono validi anche adesso.
      Ti segnalo un blog a lei dedicato: http://brugas.blogspot.it/
      e un gruppo su Facebook: https://www.facebook.com/groups/41501743652/
      (quelli che amano Brunella Gasperini). Potrai trovare molte notizie belle sulla nostra amata Brunella e anche suggerimenti su come reperire i suoi libri.
      Grazie di cuore per la visita, cara amica lontana!

  20. Franca Pucci Guidi ha detto:

    I libri delle cronache familiari di Brunella mi hanno tanto aiutato quando ragazza vivevo una situazione familiare abbastanza pesante. Ho amato e invidiato quella famiglia straordinaria che amava le piccole cose della vita e i veri affetti! Certo molto era di fantasia ma a me piaceva così, ed era un modo per superare le mie tristezze adolescenziali! Grazie Brunella per quello che mi e ci hai dato! Ogni tanto prendo ancora in mano i tuoi libri e rivivo quell’atmosfera, e sempre più mi vien voglia di conoscere San Mamete!

  21. Ele Giovanelli ha detto:

    Oddio, scrivere a Brunella quanto l’ho amata lei lo sapeva. Quando è venuta nella mia città a promuovere il suo libro ” Una donna e altri animali ” l’ho conosciuta. Mi ha fatto la dedica sul suo libro che avevo portato con me, e visto che stavo tremando ( io ero molto timida ) lei mi ha sorriso e mi ha detto ” sono più emozionata io di te nel trovarmi davanti tante persone che sono venute per me” E’ stato bellissimo, sono andata a casa piangendo con mia mamma ( in famiglia è lei che ce l’ha fatta conoscere) che mi diceva ” stupidina perché piangi era da sempre che la volevi conoscere e adesso piangi ” Dopo due mesi il suo cuore ( il suo motore grande in una macchinina piccola come le diceva il suo papà) si fermava , ma il suo ricordo, i suoi libri ( li ho letti tutti ) la sua ironia, malinconia , allegria e voglia di vivere aiutando gli altri è rimasto tutto nel mio cuore e nel mio piccolo la faccio rivivere nei miei nipoti. E adesso, come volevasi dimostrare quando la ricordo piango, et merde alors , come direbbe lei , ” andiamo avanti con la speranza nel cuor”
    Elena

  22. Roberta ha detto:

    Il primo libro di Brunella che ho letto (e non so quante volte riletto) è stato “Una donna e altri animali”, reclutato dalla libreria in soggiorno per superare una sera d’insonnia, quando non è bene darsi a letture troppo impegnative. Se c’è una cosa che la Gasperini mi deve è una notte in bianco, quella notte appunto, nella quale cominciai e finii il libro. Una scrittura tanto scorrevole da essere magnetica, una caratterizzazione così autentica dei personaggi e un’emotività vera, messa per iscritto senza giri di parole, erano tutto quello che, scoprii quella sera, avevo bisogno di trovare in un libro.
    La stessa mattina in cui finii il mio primo libro della Gasperini cominciò la grande ricerca; settimane dopo, dall’ennesima libraia da me interpellata, venni a sapere che la casa editrice per cui la Gasperini scriveva era fallita. Questo, unito al fatto che i suoi libri erano stati da sempre etichettati come di seconda scelta poiché ritenuti adatti al solo pubblico femminile, rendeva tutti i suoi libri praticamente introvabili.
    Fino ad ora sono riuscita a trovare il suo Galateo, su ebook, “storie d’amore storie d’allegria” e “le note blu” da mia zia e altri due presi da Amazon, “Rosso di sera” e “Io e loro – cronache di un marito”. Non mi ha mai delusa. Se trovate dei suoi libri leggeteli, per favore; valgono, e non solo per le donne!!
    Sono felice di sapere che ci sono tante persone che la conoscono e l’apprezzano. Complimenti per l’articolo! E scusate il ritardo :))
    P.S. E un giro a San Mamete un giorno lo farò!

  23. Elena ha detto:

    Il primo libro di Brunella che ho letto era L’estate dei bisbigli del 1956, avevo 12 anni . Allora la Brunella la conoscevo come Candida dalla posta che aveva sul giornale che leggeva mia mamma, sua grande ammiratrice, Da quel momento la mia vita ha proseguito con la compagnia di Brunella, con le sue storie, la sua vita che io intersecavo con la mia. Ho conosciuto e amato Neruda prima in Rosso di sera e poi nelle citazioni che faceva parlando dei suoi figli, Ho riso e pianto con lei per la vittoria della legge sull’aborto; la prima gatta che ho avuto l’ho chiamata Pussi come la sua. Ho avuto la fortuna di avere una mamma che le assomigliava, non fisicamente, ma nel modo di pensare, di essere sempre allegra , di voler berne a tutti indistintamente . Sono nata in anni che per le donne non era semplice essere libere, ma con Brunella e mia mamma sono cresciuta indipendente e libera. Ho provato rabbia e rancore verso il ” compagno della sua vita ” da lei tanto amato, che dopo un anno si è risposato e amen ! Come ha potuto ? Da figlia non gliel’ho perdonata.
    Adesso mi restano i suoi libri, l’amore verso il prossimo, e verso tutti gli animali.
    Ele

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