Onda su onda

E te ne stai lì, oziosamente -ancora oziosamente- sulla sdraio, e ti guardi pigramente intorno, e lo sguardo si sofferma sulle coppie che si lasciano avvolgere dall’acqua della piscina – quella piscina in cui anche tu, ogni giorno, galleggi in uno stato di meraviglioso dormiveglia-  e li vedi, quegli uomini e quelle donne, e vedi che ce ne sono di giovani e di vecchi, e vedi che, ogni uomo e ogni donna, giovani o vecchi che siano,  si prendono cura l’uno dell’altra, lì, nell’abbraccio dell’acqua,  una cura amorosa e amorevole, e i gesti sono quelli più intimi, quasi da camera da letto,  abbracci sguardi baci sorrisi tenerezza  eros desiderio a mala pena celato.  Come se gli dei delle sorgenti dell’Isola avessero versato un afrodisiaco in queste antiche acque termali. E per un attimo è come se ti si riaprisse la ferita che non è poi tanto che si è rimarginata,  e ne uscisse, come un rivo di sangue,  il siero malefico dell’invidia. Ma è solo un attimo. L’invidia è un sentimento che non fa parte di te.  E poi pensi che da sola stai bene, alla fine, e soprattutto in vacanza.  Che puoi fare ciò che vuoi del tuo tempo, decidere se fare, non fare, andare, non andare. E ti chiedi se è come per l’uva e la volpe, ma no, non è così.  Perché soprattutto, essere sola,  nella vita,  ti ripara dalla rovinosa catastrofe della delusione, pensi.  Delusioni date e ricevute, nei rapporti amorosi, ma anche nelle amicizie. Perché è capitato, a volte, che  ti abbiano sopravvalutata, pensi, e ti abbiano fatto sentire in cima a una classifica, e ti abbiano premiato con medaglie d’oro che hai creduto di non meritare, ma che  hai riposto ugualmente con orgoglio in uno dei cassetti  che racchiudono i giorni della tua esistenza.  Ma poi   si sono  accorti che non sei così speciale, che hai le tue fragilità, le tue cicatrici da mostrare, le tue ansie, le tue paure infantili. E così sei scivolata piano piano in fondo alla loro classifica, per poi sparire del tutto. Hai  deluso, ti hanno deluso. Meglio restituire le medaglie. Meglio sola, che ben accompagnata.
Non parli quasi con nessuno, in questi giorni. Qualche saluto, qualche telefonata.  E anche il computer, che a casa è sempre acceso, rimane tutto il giorno a riposarsi. Al mattino lo accendi, dai un’occhiata veloce, rispondi alla mail di quel caro amico che ogni giorno ti manda il suo saluto. E ben poco altro. Alla sera la stessa cosa.
E continui a stare bene, nella tua solitudine. Hai la natura intorno, a farti compagnia, la luce che vibra sul mare, un geco arrampicato su un muro caldo di sole. E i libri, che a volte ti deludono – e sei contenta che non ti abbiano delusa i tre libri che hai letto in questi giorni-, ma non ti feriscono mai.
E, onda su onda, continui ad andare verso isole nuove, deserte e silenziose. Finché  morte non ti separi.

Onda su onda

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8 risposte a Onda su onda

  1. maria ha detto:

    E, onda su onda, continui ad andare verso isole nuove, deserte e silenziose. Finché morte non ti separi.
    maria

  2. giuseppe ha detto:

    Grazie di condividere le tue riflessioni!
    un abbraccio affettuoso
    Giuseppe

  3. lauraetlory ha detto:

    Ammiro molto la tua capacità di apprezzare la solitudine, soprattutto in vacanza. Non so se ci riuscirei. Un abbraccio (e un po’ di invidia per quella piscina)

  4. Milvia ha detto:

    Anche quando ero piccola apprezzavo la solitudine… Cioè, era come se avessi due… anime. Mi trovavo bene anche se mi trovavo a dover giocare da sola (mi inventavo un sacco di avventure), ed ero felice di giocare con altri bambini. In pratica stavo sempre bene. E tutto sommato è così anche ora… Forse con la propensione alla solitudine, ma non del tutto.
    Ricambio l’abbraccio, Laura.

  5. adrianomaini ha detto:

    Un piccolo angolo di Paradiso, invero!

  6. Milvia ha detto:

    Assolutamente vero, Adriano! Come tanti ce ne sono nella tua Liguria.
    Buona settimana!

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