Cortili

 

Estate. Un cortile. Il gioioso stridio delle rondini che solcano il cielo con il loro volo, degno della miglior pattuglia acrobatica (ma  non inquinante, al contrario di essa). L’altrettanto gioioso, concitato, libero, acuto suono delle voci dei bambini impegnati in giochi che non si avvalgono di nessun supporto tecnologico. Prato e terra battuta. Le note di Lazzarella trasmesse dalla radio, che si librano nell’aria calda uscendo da una finestra spalancata.  La voce, un po’ stonata, ma  sempre gioiosa, di una donna che le accompagna.  La luce che scema a mano a mano che trascorre quel tempo infinito  di gioia, a mano a mano che il giorno si appresta a incontrare la sera e  allora i bambini vorrebbero aggrapparsi ai raggi del sole, per trattenerlo, mentre continuano a giocare a Palla avvelenata, o a Nascondino, o a giochi inventati un minuto prima.

Estate. Un cortile. Auto parcheggiate. Cemento. Il rombo di una moto che entra nel box. Nessuna canzone fuggita da una finestra, ad accompagnare i giochi dei bambini, perché le finestre degli appartamenti che si affacciano sul cortile sono chiuse per ottimizzare il funzionamento dell’aria condizionata, e di spazio per i giochi dei bambini, nel cortile, non  ce n’è più. E anche se ci fosse, i regolamenti condominiali dicono che no, i bambini non possono giocare in cortile. I bambini sono davanti alla tv, davanti a un computer, davanti a un video gioco. Tutt’al più, stanno, sì, fuori casa, ma a prendere lezioni di judo, tennis, pianoforte, basket, calcio, molto spesso più per il compiacimento dei genitori che per loro stesso desiderio. E il cielo è muto e orfano di rondini.

Due immagini di epoche diverse: la prima penso che si sia estinta, nelle città per lo meno, alla fine degli anni ’60 e forse anche prima. La seconda riproduce esattamente la situazione attuale.

I momenti più radiosi della mia infanzia li ho passati nei vari cortili che l’hanno attraversata: quello della casa della Croce di Casalecchio, dove il profumo dei fiori del vecchio tiglio mi stordiva piacevolmente,  e quelli, più spaziosi, dei cortili a esso contigui. E, soprattutto, nel grande cortile della casa popolare di via Bentivogli dove abitavano i miei nonni. Pomeriggi che sembravano non aver fine,  dove, senza sosta,  alternavamo partite di Ruba-bandiera, per poi passare a Strega in alto, Strega a colori, a Cucco (come chiamavamo noi bimbi bolognesi il gioco del nascondino), a Uno due tre per le vie di Roma. E tanti altri ancora. Con il sole che ci tingeva il viso, le braccia e le gambe nude, e quel senso di appartenenza al gruppo che riscaldava ancora più del sole.
E dopo, invece…

Mio figlio, quando aveva quattro anni, se scendeva in cortile a giocare con la sua amichetta Cristiana, veniva invitato (non proprio gentilmente) dal padrone di casa ad andare a giocare in strada… Giusto così, per dirne una.

È vero che sono aumentati, nelle città i parchi- gioco. Ma quando mi capita di attraversarli vedo bambini che giocano su quelle grandi attrezzature di plastica colorata, che all’immaginazione, alla creatività, al gioco di squadra non lasciano alcun spazio.
Ecco perché sono rimasta favorevolmente colpita da un articolo che ho letto su Repubblica di ieri. Avrei voluto farvene un sunto, ma il post ha già raggiunto una lunghezza che non mi sembra opportuno superare.  Così ecco il link, se vorrete leggerlo. Spero che tutte le città, e non solo Milano, dichiarino i cortili condominiali… bene comune per tutti i bambini. E chissà che non tornino anche le rondini, a sorvolarli.

Questa canzone a me dà gioia, a cantarla. E allora concludo così, il mio post:
Azzurro

Buon luglio a tutte e a tutti.

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7 risposte a Cortili

  1. TADS ha detto:

    i “cortili” condominiali credo siano il primo pezzo di patrimonio pedagogico perduto deviando verso nuove frontiere educative, in vero molto discutibili, galeotto il “metodo Montessori” in quanto genesi della ottimizzazione dell’infanzia.

    ti confesso che i bambini fenomeni che a dieci anni sanno suonare il pianoforte, conoscono il pacchetto office, smanettano sugli smart phone e parlano tre lingue immersi nei loro look griffati… mi fanno una immensa tristezza

    era così bello tornare a casa dal cortile (sudati, sporchi e con le ginocchia sbucciate) dopo il quarto/quinto appello urlato dalla mamma affacciata al balcone.
    bel post, come sempre.

    TADS

    • Milvia ha detto:

      Forse, caro Tads, era meglio il ragazzo selvaggio di Rousseau…
      Questi nostri ragazzini tecnologici, pulitini, senza un graffio e pure un po’ obesi per la cattiva alimentazione suggerita dagli spot pubblicitari e… disamorevolmente acquistata dai genitori, anche a me fanno tristezza, e anche un po’ rabbia, a essere sincera.
      Grazie e buon fine settimana!

  2. Luca ha detto:

    Già la canzone di Celentano, in realtà tipica creazione di Paolo Conte, celebrava alla fine dei ’60 la perdita dei cortili del dopoguerra, “le voci le liti e la miseria” avrebbe detto qualcun altro.

    Perchè non è successo di colpo e tutto in una volta, è stata una lenta ma costante erosione dei giochi e dei sogni dei bambini. Da piccoli sognatori in overdose ludico-fantasmatica, a piccoli consumatori di sogni prefabbricati ad altissima definizione e ormai più reali della realtà.

    Espropriati del diritto alla fantasia e alla curiosità, incapaci di scoprire e di meravigliarsi, i bambini del Terzo Millennio subiscono dei sogni (spesso violenti e abbastanza trash) che non possono più controllare e modulare. Questo è il loro tempo.

    Passivi ed imbolsiti di fronte a una perversa collezione di schermi e monitor, ogni sforzo di fantasia lacera le loro obnubilate meningi e li spossa.

    Monodimensionali, banali e ripetitivi nell’iterazione di una subdola e mercantile fantasia creata da chi, forse, un po’ di tempo per esercitarla l’ho ancora avuto ma adesso la usa solo per produrre sogni di massa.

    E nessun Angelo dei bambini che venga a salvarli.

    • Milvia ha detto:

      Commenti sempre belli e articolati e profondi, i tuoi, caro Luca.
      Mi pareva strano di non trovare una citazione, in questo. Ma poi, alla fine è comparsa… Lusingata ti abbraccio.

  3. adrianomaini ha detto:

    Sempre più comuni, mi pare, cercano di riportare i cortili dei condomini a luoghi dove siano possibili i sacrosanti giochi dei bambini.

  4. sara ha detto:

    ma se si paga per dei posti auto e poi ti ritrovi sempre i bambini in mezzo ai piedi?che li portino nei parchi giochi ce ne sono tanti in zona se il cortile è un parcheggio deve essere rispettato lo spazio delle macchine i bambini li possono portare anche al mare tsnto sono tutti benestanti

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