Brucia la mia Patria ‘sì bella e perduta

Questo post lo scrissi il 26 luglio 2007. E a distanza di cinque anni  l’argomento, purtroppo, è ancora molto attuale. L’Italia brucia ancora, oggi come allora. Ieri, come ogni estate. Sotto il governanti di allora e sotto quelli attuali.

Delitti e castighi

Da un dossier  pubblicato ieri, 25 luglio,  dal Corriere della Sera, risulta che per i 97 (solo????) arrestati per aver appiccato fuochi negli anni dal 2000 al 2007
queste siano , in percentuale, le motivazioni  che li hanno indotti al delitto:
29% sono piromani
23% vogliono aumentare la superficie del loro pascolo
14% bruciano incautamente stoppie (atto vietato dalla legge, in certe condizioni)
10% sono volontari/operai forestali che così si procurano lavoro (insomma, come se un impresario di pompe funebri si mettesse a uccidere gente per aumentare il suo giro d’affari)
6% persone che si vendicano contro i proprietari di terreni
2% gente che vuole distruggere aree protette (ma  io non vedo la motivazione, se non una criminale mossa speculativa)
2%  sono vandali
2% mossi nella loro efferatezza dalla ritorsione contro la repressione dell’abusivismo.
12% altra o sconosciuta motivazione.

Statistiche, numeri, percentuali.  Per quel che valgono, qui li ho riportati.
Mi sorprende sapere lo scarso numero di arresti in ben quasi sette anni.  Non mi sorprenderebbe affatto sapere che questi 97 signori ben poco abbiano pagato per il loro delitto. E pazienza per i piromani che, forse, sono “solo” disturbati mentalmente. Ma  per chi agisce per il proprio bieco tornaconto?  Quelli non devono  forse pagare, e duramente?
Mi sorprende poi che solamente il 2% di loro agisca per interessi speculativi.
C’è una legge, è vero, che proibisce l’edificazione prima che siano trascorsi dieci anni da un incendio. Ma chi assicura che venga rispettata? Poi, mi pare proprio che la più grande abilità di noi italiani sia diventata quella di aggirare le leggi. 
E se anche questa norma venisse rispettata, in fondo dieci anni passano in fretta e, se il terreno vale, si può anche aspettare, no? 
Teniamo poi presente,  e forse non è una casualità, che dal 2000, anno in cui è stata varata la legge, solo pochi comuni hanno istituito il catasto delle aree bruciate. Quindi il controllo sugli eventuali acquisti di terreni su cui sia avvenuta l’azione dolosa manca quasi completamente.

Ed ancora: i mandanti, in quelle percentuali, sono compresi? Cioè, voglio dire: i mandanti vengono mai arrestati? 
Questo è il punto principale, secondo me. 
Perché credo che a  organizzare questi crimini siano frequentemente persone che si sono macchiate, si macchiano e si macchieranno  di altri delitti, di altri soprusi, garantiti sempre nei loro sporchi giochi  dal potere che si sono guadagnati in maniera del tutto disonesta e dalla connivenza con un potere politico che di sano non ha più nulla. Sempre i soliti noti, insomma…
È soprattutto verso di loro che in questi giorni ho provato una rabbia senza confine. E ancora una volta una rabbia senza confine l’ho provata  verso tutti i politici, così bravi a riempire la loro bocca e le nostre orecchie di parole e promesse, a catastrofe avvenuta.
Bisognerebbe dire veramente basta a tutto questo. La parte sana del Paese, che indubbiamente esiste, dovrebbe alfine ribellarsi. Non so in quale modo, però.
 Oddio, una proposta l’avrei,  ma forse è assurda, e non ho neppure le idee molto chiare. 
Si potrebbe fare una sorta di… adozione  a distanza dei processi, o meglio, dei criminali. 
Cerco di spiegarmi: viene incriminato un “potente”, uno speculatore, un politico?  Lo “adottiamo”, nel senso che non lo molliamo, facciamo come un cane fa con l’osso,  seguiamo quello che la stampa scrive sui processi a cui è sottoposto, e soprattutto controlliamo che la pena cui verrà condannato venga applicata in pieno. 
Lo so, è una sciocchezza, indotta dalla rabbia… Una cosa irrealizzabile e assurda. Pura utopia, mere chiacchiere, purtroppo.
Ma ne propongo pure un’altra: si potrebbe istituire un referendum per cambiare certe pene. 
Perché io credo che le condanne dovrebbero essere proporzionali al ceto sociale di chi commette il crimine. Non per un assurdo odio di classe da parte mia, ma perché penso che chi ha avuto dalla vita più possibilità, chi non deve combattere giorno per giorno con il caro vita e con le traversie di un’esistenza grama, dovrebbe ritenersi fortunato e non accrescere il proprio benessere sulla pelle degli altri. 
Avrei in mente anche una pena, per questi individui: non la prigione, che quelli pure in prigione riescono a campare bene, ma il sequestro, veramente senza se e senza ma, di tutti i loro averi, i loro conti in banca, le loro ville, i gioielli, i quadri d’autore, le loro cappelle funebri fatte costruire quando sono ancora in vita, le loro barche, tutto tutto tutto insomma.  
E lasciarli con 500 euro al mese, a sopravvivere, sì, come fanno tanti poveracci. 
Credo che per questi signori sarebbe davvero la punizione peggiore.  
Voi che ne dite? 
Assurda, lo so, anche questa proposta. L’unica cosa è porre sempre attenzione, non abbassare mai la guardia, non perdere mai di vista quello che stanno facendo a noi tutti e a questo nostro Paese. Impunemente, purtroppo.

A questo vecchio post aggiungo poche righe:
Qui troverete una poesia di Guido Oldani, suggerita dalla bella trasmissione Tutta la città ne parla (Radio3) che proprio questa mattina (9 agosto 2012) si è occupata dell’Italia che brucia.

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