Settembre, andiamo: è tempo di migrare

Primo giorno di settembre: e sembra già autunno. Mi pare ieri che scrissi il post È il mio tempo, l’estate, e ora mi ritrovo a guardare un cielo opaco, e ad avvertire un’aria per me già troppo fredda che entra dalla porta-finestra del mio studio. Il mio tempo è finito, così, in un batter d’ali, così veloce che mi sembra di non averlo vissuto. Da qualche anno, ogni volta che l’estate ci lascia, mi vien da pensare: ma la rivivrò un’altra estate? Non che io abbia come compagno il pensiero costante della morte (della disgregazione della mente, piuttosto, quella sì che mi spaventa), ma così come l’estate sembra viaggiare con un’accelerazione che mi sgomenta, così mi sgomenta osservare come il tempo della mia vita sia trascorso tanto velocemente che i decenni sembrano ridursi a settimane, e gli anni a ore. E breve è il tempo che ho ancora davanti.
Penso a mio figlio, che il 21 settembre compirà quarant’anni: ma non era ieri che lo portavo all’asilo? Penso a quell’estate  luminosa trascorsa in campagna dagli zii quando avevo nove anni, e al primo innamoramento, e alle domeniche pomeriggio trascorse a ballare, e ai cortei con i compagni del Movimento studentesco e all’ansia per quell’esame all’università, e alla Sala Rossa dove in pochi minuti, attraverso le parole di un assessore comunale, entrai a far parte della categoria “moglie”,  e al primo viaggio fuori dall’Europa, e…
E tutto mi sembra vicinissimo, così vicino che riesco a sentirne i suoni e gli odori,  a vederne i colori, le variegate luci, le emozioni provate. Non è possibile, mi dico che sia trascorso tanto tempo.
Poi, se mi guardo allo specchio, mi viene da  chiedermi chi sono: la mia immagine  riflessa non coincide con la visione interiore che ho di me e testimonia impietosa che quegli episodi, quelli che mi sembrano a portata di braccio, sono in realtà lontani, come lontana è la luna, anche se a volte ci sembra così vicina da poterla toccare.

Non era di questo, però, che volevo parlare: a guidare la mia mano è la malinconia che  in un giorno come questo, quasi una prova d’autunno, mi avvolge.

In realtà avrei solo voluto scrivere che quando l’estate finisce mi prende la voglia di andarmene, di migrare in altri luoghi, di prendere lo zaino e andare a cercare una nuova estate, mi vien voglia di iniziare percorsi nuovi, di imprimere le impronte dei miei passi sulle impronte di piedi sconosciuti.  Prima che sia troppo tardi, per me. Ma forse, a pensarci, vorrei solo migrare da questa Milvia a volte troppo stanca di se stessa, da questa Milvia autunnale,  per andare a incontrare un’altra Milvia, quella della luminosa estate in campagna di tantissimi anni fa,  quando la luce rendeva color oro i campi e anche l’infanzia sembrava un campo dorato e infinito.

Mah, che razza di post è venuto fuori… Un guazzabuglio di scoordinati  pensieri.  Oggi va così. Ma poi passa, lo so… Basterà un giorno di sole e di morbida luce.

E comunque, come canta Guccini:

Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’ età,
dopo l’ estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità…
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità…

Termino con un  augurio di buon settembre, di felici percorsi. E che la nebbia tardi ad arrivare
September in the rain

Impressioni di settembre

September song

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16 risposte a Settembre, andiamo: è tempo di migrare

  1. gavino ha detto:

    Che bella questa tua riflessione, MIlvia, e la stessa porta me lontano, a quei settembre di tantissimi anni fa, quando la vita era altra, coi suoi difetti, sempre, ma piena di significati altri che ti conducevano in sentieri di ben altre proporzioni, fatti di amore, di crescita e rispetto della terra, di tutte quelle emozioni provate e conservate perchè un giorno se ne potesse parlare, come ora tu stai facendo.
    Dico solo una cosa: ma l’estate, il suo tempo, mica è finito!, perchè con l’agosto che se ne va se ne deve andare anche l’estate? che finisce solo il 21 del corrente mese?
    Perchè vogliamo che sia obliata così in fretta? l’estate è bella, ha i suoi tempi, è ancora quella stagione, non dimentichiamolo, anche se in alcune parti della nostra Italia l’autunno o chiamalo come vuoi, si fa avanti, ma solo temporaneamente.
    Che dire, allora, della neve in Val d’Aosta? siamo già in inverno? ma manco per sogno!
    La meteorologia, ed è vero, non ha stagioni, è piena di incognite, nessuno le conosce se non colui che abita l’infinito.
    I ricordi, gli anni passati e vissuti come abbiamo potuto, fanno parte delle nostre essenze di vita, ognuna diversa dalle altre ed è inutile rammaricarcene, semmai lo facciamo per un senso di rispetto a chi ci ha seguito e voluto bene, seempre e comunque, come i figli o amici con la A maiuscola.
    D’altronde se partecipiamo ancora ad eventi o manifestazioni che interessano soprattutto i giovani e le loro speranze, ciò significa che noi, tu, io, e tutti gli altri che hanno quell’età, siamo ancora all’altezza di poter goderne, magari con animo più libero e sincero, privo di alienazioni mentali, ti pare?
    Smetto ma sappi che ho letto molto volentieri questa tua “cosa” stupenda, da incorniciare, assieme ai tre link che hai lasciato in coda
    Ciao e grazie per quello che scrivi e dici
    Gavino

    • Milvia ha detto:

      È vero, caro Gavino che l’estate non è finita, ufficialmente. Ma io già da dopo ferragosto comincio ad avvertire la sua agonia… Un po’ come quando si avvicina la partenza di una persona amata che ha trascorso un lungo periodo di tempo a casa nostra. Sono fatta male, lo so…
      Grazie per il lungo e bel commento. E, se tutto va bene, a presto. Con la speranza che a Seneghe l’estate sia ancora viva!

  2. Luciana ha detto:

    E’ venuto fuori un bel post, Milvia, vero e immediato, come sempre…Domani il sole cancellerà la malinconia di oggi e la Milvia luminosa di tanto tempo fa tornerà a fare capolino fra le nuvole…ne sono sicura, un abbraccio e buon settembre…

  3. Adacreativa ha detto:

    belle parole e bel post come sempre, non importa se il tempo è passato veloce, e che ancora magari continui a scorrere nonostante tu volessi quasi fermarlo , l importante è aver vissuto tutte quelle estati e tutti quei momenti , affinchè oggi tu possa avere tanti bei ricordi . riguardo al prendere lo zaino ed andare via , beh quello credo capiti un po a tutti , io se potessi farei una fuga senza piu un ritorno , ma solo per sfuggire da me stessa, dalla mia malattia , e ritornerei forse e dico forse solo dopo aver creato dei momenti belli da ricordare nelle giornate di dolore e di sconforto …un abbraccio buona domenica :))

    • Milvia ha detto:

      Già, Ada cara, andarsene, ricaricarsi, e poi tornare, se si vuole. La vita è fatta di andate e ritorni, di incontri e di addii. Il tempo scorre più velocemente di quanto vorremmo, ma attraverso i ricordi abbiamo la possibilità di rivivere i momenti più belli (anche i più brutti, certo, ma su questi dovremmo avere la capacità di non soffermarci troppo). Mi spiace che tu non stia bene, e ti auguro con tutto il cuore di stare meglio, o, almeno, di riuscire a convivere con la malattia il più serenamente possibile.
      Ricambio l’abbraccio e ti auguro una settimana ricca di cose belle.

  4. maria ha detto:

    Non commento, perchè secondo me non c’è altro da dire oltre quello che tu hai detto, volevo solo dirti che è molto bello il tuo post, ti abbraccio
    maria

  5. TADS ha detto:

    Sarà perchè settembre è il mese in cui sono nato, sarà perchè vivo con gioia la ripresa delle attività post-vacanze, sarà perchè lo considero un mese “alba” e non “tramonto”, nonostante il suo annunciare l’autunno… tant’è che da sempre lo ritengo il mese più bello dell’anno, valli a capire questi settembrini 😀

    TADS

    • Milvia ha detto:

      Mi piace la tua definizione di mese “alba”, caro Tads… E, visto che sei nato in settembre (come mio figlio), approfitto di questa occasione per augurarti buon compleanno.
      In questo momento, qui a Bologna, sta piovendo… Ma, non appena tornerà il sole, mi dirò: Però, che bel mese è settembre…

  6. aitanblog ha detto:

    O giorni, o mesi, che
    andate sempre via;
    sempre simile a voi
    è questa vita mia;
    diverso tutti gli anni
    e tutti gli anni uguale,
    la mano di tarocchi
    che non sai mai giocare.

    E sembra ieri anche che tu e tuo figlio guardavate insieme i Barbapapà, immagino.

  7. lucarinaldoni ha detto:

    Qui a Parma, e immagino anche a Bologna, l’autunno ha proceduto ad una pacifica occupazione della città e da 3 giorni regala cieli plumbei, temperature calate di una quindicina di gradi e piogge sempre più convinte (quella di questa mattina sembra una cosa seria).

    I parchi sono già pieni di foglie cadute in agosto, stremate da 3 mesi di siccità e da un caldo mortifero, alle quali prestissimo si aggiungeranno quelle che cadono nei tempi ortodossi.

    Ed è anche vero: quando l’autunno stagionale coincide con un incipiente autunno esistenziale, i figli sono grandi e magari oramai sono loro a darti buoni consigli e magari piccoli aiuti economici (credo non sia il tuo caso ma di un mio amico sì), il roleplaying del ripensamento sugli anni e sull’età non è più un lusso ma una specie di necessità.

    Alla quale ci si concede con l’allegra tristezza che accompagna i momenti che “fanno volume” fra una gioia e l’altra.

    Vivere è una tela di cose con cui riempire i lunghi intervalli fra un istante e l’altro di felicità che la voglia di vivere forse ti porterà (Claudio Lolli, Viaggio).

    • Milvia ha detto:

      Sembra che da domani arriverà quella luce di settembre che, quando appare, fa pendere il piatto della bilancia dei miei affetti a favore dell’ultimo mese dell’estate. Lo spero proprio. Le foglie gialle invadono anche i nostri parchi e viali, dovute più all’arsura, che a un prematuro autunno.
      “Allegra tristezza”… mi piace, è vero, a volte è così.
      Figli… amori… sogni… Passato, presente, futuro. Cercare di fermare il tempo, e, dato che non è possibile, rim-piangere? O vivere con la consapevolezza che amori e sogni non possono essere rinchiusi in una sola stagione? La seconda ipotesi, direi. E poi i figli, anche se non ti aiutano economicamente, ti aiutano con la vicinanza, con il fatto che li guardi e ti dici: beh, mica male, mio figlio: è venuto su bene…
      Mi piace che ogni tanto tu ricordi Claudio Lolli. Non sono in molti a farlo.
      Ciao, Luca. Quando avrò un po’ più di tempo leggerò tutti i tuoi post.

  8. Franz ha detto:

    Credo che la strategia di tradurre in frasi intensamente liriche, come queste tue, i propri travagli interiori o le proprie inevitabili malinconie esistenziali sia vincente, o comunque la migliore a nostra disposizione.
    E anche la sola ricerca di trasformare in bellezza, in arte, qualcosa avvertito come tedioso e triste, come l’avanzare inesorabile del tempo, testimonia quell’atteggiamento propositivo che, da solo, rende la nostra vita migliore, dal primo all’ultimo momento.
    Per il resto, mi associo anch’io a chi ti suggerisce di valutare con quieta ma profonda soddisfazione le tracce positive lasciate fin qui dai tuoi piedi.

    Un caro saluto a tinte preautunnali dal tuo amico Franz.

  9. Milvia ha detto:

    Sono sempre lieta di leggere un commento del mio amico Franz. Le sue parole lasciano una traccia gentile e positiva.
    Grazie!

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