Chi lo avrebbe mai detto?

Dal mio album fotografico

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Forse era il 2006 o il 2007, non ricordo. Un pomeriggio di ottobre, a Bologna. È in corso la manifestazione Ad alta voce e, sotto la pioggia, in una strada del centro, Lella Costa sta leggendo un brano di un autore di cui non ho capito il nome. Un brano che a mano a mano che Lella legge mi incanta sempre di più. Quando la lettura finisce mi avvicino all’attrice e chiedo di chi è quel bel testo: di un ragazzo sardo, molto giovane, mi risponde Lella Costa, si chiama Flavio Soriga. 

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Credo che il libro fosse questo, ma forse  era invece questo, ma non ha poi tanta importanza, perché sono tutti e due molto belli, come belli sono tutti i libri che Flavio Soriga ha pubblicato.
Flavio Soriga, quindi, da quel momento, diventò uno dei miei tre giovani autori preferiti, come più volte ho avuto modo di scrivere nel mio blog.
Accade poi che nel 2008 Flavio Soriga è ospite del Festival di Mantova: insieme a Lella Costa, ogni sera, inscena un ironico  sommario delle giornate del Festival.

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Lì, in Piazza Concordia, seduta vicino a me, c’è una bella signora sorridente. Scambiamo qualche parola e… meraviglia delle meraviglie, scopro che è la mamma di Flavio! Simpatia immediata, reciproca.
Raffaela, che mi parla di un  magico Festival che si svolge ogni anno a Seneghe, un piccolo paese in provincia di Oristano, organizzato dai suoi figli  Flavio e Paola; Raffaela che mi dice che il prossimo anno  devo assolutamente andarlo a vedere, quel festival;  Raffaela che, con quel generoso senso di ospitalità che imparerò bene a conoscere l’anno successivo, mi dice che  sarebbe felice di aprirmi la sua casa, a Uta, in quell’occasione.
Ed è così che è iniziato il rapporto di amicizia e di profondo affetto con la famiglia Soriga. E anche il mio amore per  la Sardegna
Dal 2009 il Festival di Seneghe è diventato per me un appuntamento imperdibile.

E ora (chi lo avrebbe mai detto?) sarà proprio in Sardegna, a Cagliari e a Uta, che andrò a presentare “Colazione con i Modena City Ramblers”. Raffaela ha avuto l’idea e ha organizzato tutto…
Eh, sì, chi lo avrebbe mai detto che da  quel pomeriggio piovoso dell’ottobre 2006, o, forse, era il 2007, sarebbe nato tutto questo?   Serendipity è un vocabolo della lingua inglese che mi piace molto (perché ho sperimentato il suo significato varie volte). Serendipity  significa  il trovare casualmente e fortunosamente una cosa o una persona, oppure imbattersi casualmente e fortunosamente  in un evento, mentre si sta cercando qualcos’altro.  Ecco, mi sembra che la parola serendipity possa proprio adattarsi bene, a questa storia.

E ora le indicazioni sui miei due  appuntamenti sardi:
Cagliari (Giovedì 6 dicembre)
Uta (venerdì 7 dicembre)

Un’ultima cosa: da Cagliari, sabato 8 dicembre, volerò direttamente a Roma, per questa cosa qui. Non come protagonista, ma come visitatrice. Ma sarà un occasione per rivedere amici e per immergermi, ancora una volta, fra le pagine di tanti libri.
Rientrerò lunedì prossimo. E, allora, arrivederci a presto.
Musica sarda, come colonna sonora.

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6 risposte a Chi lo avrebbe mai detto?

  1. Mirella ha detto:

    Buon viaggio a Milvia e alla sua creatura letteraria. Che il successo sia con voi, due girondolone che non siete altro!

  2. lucarinaldoni ha detto:

    Serendipity è il modo laico per definire inesplicabili intrecci che capovolgono il senso della tua ricerca e ti fanno immaginare strane misteriose congiunture del destino per chi non crede nella provvidenza come ce la racconta Alessandro Manzoni; è meglio ascoltare Sartre (ma anche Gregory Bateson) che ci spiegano che l’uomo è gettato in un reale casuale e marasmatico, condannato a trovare spiegazioni e significati che non sono nè giusti nè sbagliati, sono sempre soggettivi ed opinabili ma sempre a modo loro coerenti con una Weltanschauung o epistemologia che dir si voglia.

    Esistendo comunque questa “provvidenza laica” (chiamiamola così) a volte viene la tentazione di smettere di cercare e desiderare, tanto le cose alla tua portata arrivano da sole, e paradossalmente proprio quando non le cerchi. Quindi cercare insistentemente qualcosa non solo non te la farà trovare, ma rischia di negarti altre più utili scoperte.

    Firmato: il dottor Divago.

    • Milvia ha detto:

      Mio caro colto amico (e anche colto, con la “o” aperta, perché sei un regalo che ho colto nella rete), quindi forse conviene sedersi e aspettare, senza affannarsi, senza intestardirsi a rincorrere meri traguardi probabilmente irraggiungibili? Ma, ci rifletterò sopra. Intanto, mentre rifletto, ti abbraccio.

  3. maria ha detto:

    Bella ricostruzione a ritroso del presente, ti aspetto a Roma 🙂

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