Breve riflessione sull’impossibilità di stare bene

Ascolto le ennesime brutte notizie trasmesse dal giornale radio. Faccio un giro su Facebook e su alcuni siti. E mi viene da pensare che non è possibile stare bene, essere sereni, prepararsi al Natale con la gioia che avevamo da bambini. Che poi il Natale non c’entra, ho scritto del Natale solo perché siamo in atmosfera natalizia. Anche se effimera.

Mi viene da pensare che nessuno possa stare bene, anche quando la nostra vita è tranquilla, e se abbiamo intorno persone che amiamo e che ci amano, e se bene o male non dobbiamo fare i salti mortali per mettere due piatti di minestra in tavola e se abbiamo soddisfazioni che ci gratificano,e  se non dobbiamo rinunciare a piccole cose che apprezziamo, come una pizza con un amico, o un buon film, o la lettura di un libro che ci incanta.
Nella mia vita queste cose ci sono, eppure…
Eppure stare bene è difficile, per me e, ne sono convinta, per tantissime altre persone, forse anche per le meno sensibili, quelle che dicono: Sto bene io e del resto non me ne frega niente.
Perché facciamo comunque parte di un Tutto (sì, lo scrivo con l’iniziale maiuscola). È, mi vien da dire,  come se fossimo un unico corpo, e se il corpo ha degli organi che non funzionano, beh, mica si sta tanto bene, no?

Forse non è che le cose siano peggiorate, in quest’ultimo secolo: ma oggi siamo più informati di quel che accade nel mondo:  ci arrivano notizie a valanga, attraverso i media, Internet e i suoi Social,  e sono sempre notizie che fanno rabbrividire, che ci fanno dubitare che “umano” sia ancora possibile. E la notizia batte e fa dolere il corpo.
Meglio ignorare, allora?
Non so, so che delle volte vorrei vivere solo il mio privato, che non è  poi così male, e sbattere la porta in faccia a tutto il resto. Ma poi la porta la lascio sempre aperta, che è poi quello che facciamo tutti, ed è per questo, mi sembra, che non possiamo stare bene.

Secondo me, almeno.

O que serà

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9 risposte a Breve riflessione sull’impossibilità di stare bene

  1. marcogas78 ha detto:

    Mai stato peggio.
    Il fatto è, sbarazzarmi di computer e affini ed essere presumibilmente isolato. Se così non è, significa che ho sprecato almeno sei anni di realtà e contatto umano….possiamo provare?

  2. ReAnto ha detto:

    Anche io come te la porta la lascio aperta. Dobbiamo solo imparare a “tutelarsi”. Ed io ci sto riuscendo . Ciao Milvia ! Ti leggo sempre anche se non commento. Ti abbaraccio forte e ti auguro Un sereno Natale anche se effimero . ,)

    • Milvia ha detto:

      Che gioia rileggerti, ReAnto! Sono contenta che tu ti stia tutelando (perché so che comunque non diventerai una persona egoista e indifferente), e contenta pure che tu continui a leggermi. Io mi dichiaro colpevole: non solo trascuro il mio blog, ma anche i blog dei cari, vecchi amici. Un proposito per il 2014? Essere più attiva nella blog sfera!
      Grazie per gli auguri: li ricambio di cuore, a te e a tutta la famiglia (cagnone compreso!)

  3. Annalisa ha detto:

    Tentare con una via di mezzo? Interessarsi e preoccuparsi,sma ogni tanto diventare sordi e ciechi al mondo? Siamo più informati, vero, delle brutture del mondo, ma mia nonna è da biasimare perché vedeva solo ciò che poteva? E noi saremmo da biasimare se non volessimo pensare a certi mali contro i quali COMUNQUE combattiamo ogni giorno anche solo con il nostro modo di vivere o con un articolo del blog?
    Ma soprattutto, credo, non siamo onnipotenti e talvolta ci dobbiamo rassegnare a chiudere mani e braccia e a lasciar fare ad altri.
    Firmato:una prof oggi molto stanca per aver combattuto tutta mattina contro qualcosa che domani ricomincerà tal quale e che pure, dal tuo articolo, ha ricavato un po’di forza per andare avanti
    (Come dice qualcuno: in alto il cuore 🙂 )

    • Milvia ha detto:

      Cara Annalisa, credo che la professione, anzi mi piace più dire il “mestiere” (che mi sembra un termine più nobile) di insegnate sia sempre più difficile. So che cerchi di svolgerlo nel modo migliore, e questo fa di te, ai miei occhi, una sorta di eroina 🙂

      Quel “qualcuno” l’ho sentito ieri al telefono: influenzato ma sempre… ragazzo.

      Buon Natale, Annalisa.

  4. Anonimo ha detto:

    Milvietta, sai che condivido pienamente quanto scrivi, non ho frasi risolutive nè consolatorie, sto messa come te, cerco comunque di godermi quello che la vita mi da e a volte cerco proprio di non pensare e non sapere, lo ammetto.
    Ti abbraccio
    Maria

    • Milvia ha detto:

      Cara Maria, anch’io, in questi giorni festivi, molto egoisticamente, cerco di non pensare e di non vedere, e di godermi i miei affetti. Cerco, ho scritto, ma non è detto che ci riesca!
      Buon Natale, cara amica mia.

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