Cari scrittori che mi hanno accompagnata verso la primavera

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Ecco le mie letture dei mesi di febbraio e marzo. Si continua proprio bene, devo dire! Ve le presento attraverso i loro incipit. Quello che mi dispiace, e tanto, perché ho perso diverso tempo nella loro ricerca, è che non riesco più a inserire i link: avevo cercato, relative ai libri che ho citato, diverse recensioni e notizie sugli autori e i traduttori. Ma,porcaccia la palettina, niente, non riesco a inserirle. E per quanto riguarda le foto, più di una non riesco a pubblicarla. Non so se dipende dal mio portatile, o da cosa. Quindi eccovi un post un po’sguarnito. Ma i libri che cito, però, ve li consiglio tutti.

Ultime notizie di una fuga di Valerio Varesi (ristampa Frassinelli 2014)
Il rinculo della frenata lo risvegliò dal torpore nel quale aveva indugiato per buona parte del viaggio. Sotto la pensilina cercò con lo sguardo l’avvocato Tobia senza trovarlo. Aveva voglia di mangiare al Milord s avrebbe preferito farlo in sua compagnia. Fuori dalla stazione si accese un toscano dopo averlo passato fra le labbra. I giornali gridavano: « Novità sulla famiglia scomparsa». Comprò una copia e se la mise sotto il braccio avviandosi al ristorante.

Notte buia, niente stelle di Stephen King – Traduzione di Wu Ming 1 (Sperling & Kupfer 2013)
Mi chiamo Wilfred Leland James. Questa è la mia confessione. Nel giugno del 1922 uccisi mia moglie, Arlette Christina Winters James, e mi liberai del cadavere gettandolo in un vecchio pozzo. Mio figlio, Henry Freeman James, mi aiutò a compiere il crimine, ma aveva quattordici anni e non va ritenuto responsabile. Fui io a plagiarlo, facendo leva sulle sue paure e vincendo, in un paio di mesi, ogni sua naturale resistenza.

Stagioni diverse di Stephen King– traduzioni di Bruno Amato, Paola Formenti, Maria Barbara
Piccioli (Sperling e Kupfer 2013)
Uno come me, sono sicuro, c’è in ogni prigione d’America, statale o federale –io sono quello che vi procura la roba. Sigarette confezionate o spinelli- se è quello il vostro debole- una bottiglia di brandy per festeggiare il diploma del figlio, o della figlia, praticamente qualsiasi cosa… nei limiti del ragionevole, cioè. E non sempre è stato così. Sono arrivato a Shawshank che avevo appena vent’anni e sono uno dei pochi della nostra felice famigliola disposto a riconoscere che ha fatto quello che ha fatto.
(devo dire che sto acquisendo una vera e propria King-dipendenza)

Una per mille di Cristina Bove (edizioni Smasher 2013)
L’uomo nero era il carbonaio del fondaco di via San Gregorio Armeno. Viveva nella stalla con i cavalli alti e neri, sempre a masticare biada con la testa nel sacco. Lui invece il sacco lo portava sulla testa a fargli da cappuccio fino alla schiena.
Sua moglie, guercia e butterata, vendeva il ghiaccio tritato in un grottino nel quale si scendevano tre gradini guerci anch’essi.

(Grazie, Cristina, amica cara: ho scoperto cose di te che non sapevo e che hanno aumentato il mio affetto e la mia stima)

Vite sbobinate e altre vite di Alfredo Gianolo (Quodlibet 2013)
Oddone Nalìn Le Sfumature della nebbia
Le insidie del Po sono tantissime. C’erano di quelli che si tuffavano senza sapere che c’era sotto perché l’acqua era torbida e potevano esserci dei tronchi d’albero o altri pericoli nascosti.
Il Po è calmo e sereno e si allontana pian piano. Con amici andavamo in barca verso Luzzara e Guastalla e poi ridiscendevamo la corrente.

(Grazie a Paolo Nori: è da lui che ho sentito parlare per la prima volta di questo piccolo gioiello).

Sei per la Sardegna di Francesco Abate, Alessandro De Roma, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzo, Michela Murgia, Paola Soriga (Einaudi 2014)
Dal racconto Grilli in testa di Paola Soriga:
C’era un’amica di mia namma che, per le vacanze di natale, veniva sempre a trovarci il 26, di pomeriggio tardi, e mi regalava un libro. Veniva da sola, carica di borse e scialli e un profumo speziato, aveva uno spazio fra i denti davanti che rendeva il suo sorriso bellissimo e unico. Portava un regalo per tutti e noi ne davamo uno a lei, di solito erano cose che sceglieva mia mamma, dei saponi dell’erboristeria, delle collane del negozio qui dietro che, secondo me, lei non metteva mai.

Stoner di John Williams – traduzione di Stefano Tummolini (Fazi 2012)
William Stoner si iscrisse all’Università del Missouri nel 1910, all’età di diciannove anni. Otto anni dopo, al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato di ricerca e ottenne un incarico presso la stessa università, dove restò a insegnare fino alla sua morte, nel 1956. Non superò mai il grado di ricercatore, e pochi studenti, dopo aver frequentato i suoi corsi, serbarono di lui un ricordo nitido.

Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti (Minimum fax 2012)
Una notte l’infermiera si affacciò alla finestra del reparto e vide il furgone di lui fuori dall’ospedale. Gli abbaglianti lampeggiarono tre volte, poi si accesero di nuovo quando lei alzò il braccio per salutare. Chiese il cambio alla sua collega e scese per le scale di servizio fino all’ingresso fornitori, e lì, sotto una pioggia autunnale, l’uomo abbassò il finestrino e le disse di aver preso delle decisioni. L’infermiera lo squadrò, incerta se credergli o meno.
(Grazie, Mirella, per avermi prestato questo bel romanzo!)

Cenere calda a mezzanotte di Savina Dolores Massa (Il Maestrale 2013)
Spacciata.
Angelo, di soli due anni, guardò suo padre e l’imtero significato di quella parola. Li vide malamente ingobbiti su una sedia, accanto all’insonnia della credenza.
Ignorò il pallore nei volti dei fratelli Giomaria e Chicchino, di quindici e dodici anni, ricordò invece una notte non vecchia, quando da un sogno aveva compreso che entrambi non sarebbero morti piccoli.

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2 risposte a Cari scrittori che mi hanno accompagnata verso la primavera

  1. cristina bove ha detto:

    graze di averlo letto.
    🙂

  2. Milvia ha detto:

    Grazie a te di averlo scritto…

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