Microracconto

immagini_amore_4

http://www.amoreauguri.it/

Amor mio

Sono passati quattro anni.  Quattro anni senza sentire la tua voce, né il tuo abbraccio, né il tuo respiro, nella notte. Quattro anni, con i miei pensieri pieni di te, ogni giorno. Una presenza assenza continua.
Poi, oggi, mentre camminavo sotto i portici, ho visto la tua immagine riflessa nella vetrina di un negozio di abbigliamento. Sorridevi, indicavi qualcosa, nella vetrina. Lei si è sollevata sulle punte dei piedi, leggermente, e ti ha dato un bacio sulla guancia. Mi sono nascosta dietro una colonna, mi son messa a spiarvi, a rubare un pezzetto della vostra vita insieme. Siete entrati nel negozio, la tua mano posata morbidamente sulla sua schiena. Ho tirato fuori una sigaretta, ma le mani mi tremavano così tanto che mi è caduta a terra. Chissà se tu fumi ancora, chissà cosa hai fatto, in questi quattro anni. Io porto ancora la fede, sai? Con la data incisa all’interno, che mi stringe sulla carne. È cambiato, il mio corpo, in questi quattro anni. Si è ricoperto, strato su strato, del grasso del dolore. Il dolore mi ha ingozzato come si fa con un maiale da uccidere sotto Natale. Ti sei lasciata andare, mi dice mia madre, a causa di quel bastardo. Lei ti chiama bastardo, quando parla di te. Il bastardo, dice, te lo devi togliere dalla testa. Io, invece, ti chiamo ancora amor mio. E non ti voglio togliere dalla mia testa: la sofferenza è la mia buona, fedele compagna. Se la scaccio, non mi rimane altro.
Siete usciti dal negozio. Lei teneva in mano una grande borsa di carta, bianca, con la scritta blu: My dear, c’era scritto.
Tu lei hai stretto l’altra mano e te la sei infilata in tasca.
Lei è minuta, i capelli neri tagliati a caschetto. Ha un cappotto rosso, sfiancato in vita.
Vi allontanate, tu trattieni il tuo passo e lo adegui al suo, che è breve.
My dear, ho sussurrato.
Amor mio, avrei voluto urlare.
Ma sono rimasta lì, in silenzio, ferma dietro la colonna, a seguirvi con lo sguardo, a rubare.
Un ragazzo si è chinato ai miei piedi e ha raccolto la sigaretta.
L’ha messa in tasca.
Poi se ne è andato senza guardarmi.

Mina: Ahi, mi amor

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in la mia scrivania, microracconti. Contrassegna il permalink.

9 risposte a Microracconto

  1. cristinabove ha detto:

    microfulmine
    colpisce sinteticaMENTE… Milvia!
    ciao
    cri

  2. Soriana ha detto:

    Cri: Arrivato come un fulmine nella mia fantasia, l’ho scritto questa notte. I tuoi giochi di parole sono sempre belli.
    Grazie cara Cri, un abbraccio. 

    Milvia

  3. liberdiscrivere ha detto:

    Grazie Milvia del commento che hai lasciato su Liberidiscrivere, Remo mi ha detto che nell'intervista ha detto cose che non aveva mai detto e penso si senta l'autenticità, e il carisma che traspare. Io ho fatto ben poco, ben poco davvero.

    Giulia

  4. anonimo ha detto:

    " La sofferenza è mia fedele compagna, se la scaccio non mi rimane altro".
    Basterebbe questa frase, così vera, a fare di questo micro racconto un grande racconto.
    Mirella

  5. anonimo ha detto:

    Mi associo appieno al commento di Mirella:basterebbe quel pensiero che oggi mi pare aver partorito io.Grazie cara.Tinti

  6. anonimo ha detto:

    " La sofferenza è mia fedele compagna, se la scaccio non mi rimane altro".
    Si, è una frase bella, ha colpito anche me , però bisognerebbe riuscirci a scacciarla…..
    un abbraccio cara, è bello il tuo racconto e sai cosa…oltre che leggerlo..l'ho visto, nel senso che nella mia mente le frasi diventavano immagini. Significa che è un racconto che potrebbe essere la scena di un film? non lo so, però a me è accaduto di vederlo….il tuo microracconto
    ciaooo
    maria

  7. Soriana ha detto:

    Scusate se rispondo in ritardo e se scrivo una risposta collettiva, ma da tre giorni la piattaforma di Splinder ha dei problemi (anzi, qualcuno mi dice se sa cosa sia successo?) e per pubblicare qualsiasi cosa ci mette una vita…

    Giulia: credo che se Remo è stato così autentico come non mai, significa che in te ha trovato un’ottima intervistatrice…
     
     
    Per tutte le amiche che hanno commentato il racconto: la frase che vi ha colpito rappresenta forse qualcosa che ci accompagna? Non volendo, banalmente, ho espresso una verità che appartiene al mondo femminile? Mah, ci devo pensare…
     
    Grazie di cuore a tutte e un abbraccio, collettivo come la risposta.

    Milvia

  8. anonimo ha detto:

    ciao Milvia,
    sei fantastica, un racconto che arriva diritto al cuore!
    Ti voglio bene

  9. Soriana ha detto:

    Anonimo/a: grazie mille! soprattutto per quel “ti voglio bene”! Però vorrei sapere chi sei, anche se mi sembra di avvertire un delicato odore di mirto… Mi sbaglio, forse?
     
    Milvia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...