Dal verniano Gun club di Baltimora alla Nixoniana Nasa di Huston

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Quando il modulo lunare Eagle dell’ Apollo 11 allunò sul Mare della tranquillità io ero davanti a un altro mare, molto meno… esotico: il mare che bagna le spiagge di Igea Marina. La mia prima di innumerevoli estati che avrei trascorso in quel paese della riviera adriatica, anzi, di innumerevoli anni. Ma ancora  di questo prolungarsi della mia permanenza non ero a conoscenza, perché lì c’ero solo per lavorare in una casa di vacanza, e ancora non sapevo che proprio a Igea avrei poi conosciuto il mio (ora ex) marito. Ma questo non c’entra, perché l’argomento di oggi è la luna, ancora una volta.
“Dalla terra alla luna”, il romanzo di fantascienza del preveggente Jules Verne ha, come titolo originale, questo: De la Terre à la Lune, trajet direct en 97 heures 20 minutes. Quindi intorno ai 4 giorni. Quanto durò, il viaggio di Neil Armstrong, Edwin Aldrin e Michael Collins?  Fra andare e tornare 8 g 3 o 18 min 35 secondi.  Se nel libro di Verne il tempo si riferisce solo al tragitto terra-luna (non lo so, perché non l’ho mai letto, da piccolo lo consideravo una gran palla…),  direi che ci siamo…
Non sono in grado di dire se quel viaggio, che non si è più ripetuto, sia servito al progresso, non so, francamente, se sarebbe stato meglio impiegare le risorse monetarie spese in quell’impresa in ricerche più… terra a terra, mi viene da dire: so, però, che vedere la passeggiata sulla luna mi emozionò. E avrei voluto esserci io, ricordo, insieme a quegli astronauti.  E avrei voluto piantare io quel cartello che dice:
Qui uomini del pianeta Terra misero per la prima volta il piede sulla Luna. Luglio 1969, A.D. Siamo venuti in pace per tutta l’umanità». Ricordo che provai pena per Collins, che se ne dovette stare per un giorno, tutto solo, ad aspettare gli amici, senza avere l’emozione di toccare il suolo lunare.
Beh, mi sa che non aggiungo altro. Ne stanno parlando e scrivendo ovunque del quarantesimo anniversario dello sbarco sulla luna… (sempre che sia avvenuto… Scherzo! Io ci credo! Io…c’ero…).

La notte in cui andammo sulla luna

Claude Debussy: Clair de Lune

Ludwig van Beethoven: Sonata al chiaro di luna

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7 risposte a Dal verniano Gun club di Baltimora alla Nixoniana Nasa di Huston

  1. kinglear ha detto:

    Dico subito che la mia incondizionata ammirazione va a Beethoven, che ammiro sinceramente e che mi piacciono soprattutto in maniera viscerale.

    Non so. Si parla dell’uomo sulla luna, di quel 1969. Eppure mi chiedo se: e se fosse stata tutta una montatura hollywoodiana? In fondo solo qualche anno dopo Odissea nello spazio di Kubrick ci ha mostrato le profondità dello spazio con una precisione tale che delle immagini da satelliti allora non avrebbero potuto. In fondo, ancora, al tempo l’Urss era a un passo dalla Luna e gli USA temevano che fosse un russo il primo ad allunare. Sì, tutti sospetti infondati. Eppure questa leggenda hollywoodiana mi è dentro e non posso fare a meno di considerarla.

    Ho visto le immagini del tempo: e mi chiedo? Un giorno l’uomo sfrutterà la Luna? Con quali fini? E’ un satellite morto, ma l’uomo è capace di renderlo ancora più morto. Poco ma sicuro.

    Grazie infinite.
    Sei davvero gentilissima, come sempre, cara Milva.

    Un bacione lunare

    Beppaccio

  2. isabel49 ha detto:

    Anch’io adoro Beethoven, la sua è arte che coinvolge, questo brano è di una dolcezza infinita.
    Io ricordo quel famoso luglio 1969, ero davanti al video, ricordo l’emozione, i collegamenti dall’America di Tito Stagno che intervistato tempo fa ha rievocato quei momenti. Cosa sia servita quella missione, non si sa, fu una sfida e poi credevano di trovare chissà che, speravano fosse abitato.
    Interessante post, ti saluto caramente.
    Annamaria

  3. romanticaperla ha detto:

    Ciao,
    Volevo ringraziarti.
    Sei molto carina e gentile!!

    A proposito della luna :

    All’indomani del 21 luglio 1969, Giuseppe Ungaretti scrisse: ”Questa è una notte diversa da ogni altra notte del mondo. Che cosa hanno fatto veramente questi uomini? Si può dire che hanno usato violenza alla natura ribellandosi alla legge che li legava alla Terra: ma si può dire allo stesso tempo che hanno saputo trovare altre leggi nascoste in un più lontano segreto della natura, e che hanno saputo sfruttarle con la loro intelligenza per appagare il loro bisogno di conoscere. Ogni uomo ha desiderato da sempre conquistare la Luna. Basterà rileggere le pagine più antiche di ogni cultura per trovare questo richiamo perenne. Oggi è stato raggiunto l’irraggiungibile, ma la fantasia non si fermerà. La fantasia ha sempre preceduto la storia come una splendente avanguardia. Continuerà a precederla… Gli uomini continueranno a vedere la Luna così come appare dalla Terra, anche se la sua conoscenza fisica e scientifica potrà essere approfondita o modificata. Ma per gli effetti ottici che ha sulla Terra, la Luna rimarrà sempre per i poeti, e penso anche per l’uomo qualunque, la stessa Luna”.

    Colgo l’occasione per ringraziarti tanto tanto tanto TANTISSIMO:D
    vany

  4. Soriana ha detto:

    @Beppe (Beppaccio? Ma noooo!!!!): Beh, Ludwig è immenso, non ci piove, su questo…
    Per quanto riguarda l’infondato/fondato dubbio se l’impresa lunare abbia avuto luogo, che dire… Ogni illazione può essere possibile. Quello che credo sia davvero attendibile è che il suo scopo sia stato solamente quello di battere l’Unione Sovietica nella gara spaziale. E, come te, sono sicura che se si riprendesse l’esperimento qualche guaio, lassù, lo combineremmo di sicuro…
    Un bacione…solare.

    @Annamaria: Grazie, come sempre, per la tua visita, Annamaria cara. Già, Tito Stagno… me lo ricordo, certo…
    Un abbraccio

    @Vany: è con grande piacere che accolgo la tua visita, e con altrettanto piacere ho inserito il banner della vostra opera poetica…
    Grazie per la bella citazione di Ungaretti, che trovo giustissima. D’altra parte, i Poeti, non sbagliano mai (o quasi).

    Ti abbraccio.

    Milvia

  5. SaR ha detto:

    Stavo facendo il servizio militare obbligatorio, allora. Poi ho pensato che forse non ci siamo stati sulla Luna, vi sono diversi fatti accaduti che lo proverebbero (compreso un film:Capricorn One, anche si tira in ballo Marte…), comunque continuo ad essere appassionato di astronautica e di astronomia e d’altro. Un saluto vero.

  6. Soriana ha detto:

    @Salvatore: Grazie dela visita (era un po’ che non ti leggevo). La verità non si saprà mai…
    Buon proseguimento di giornata.

    Milvia

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