Soul soul soul…

P1030725Nella foto:
Jimmy McCracklin
classe 1921, compirà 86 anni il prossimo agosto!!!

E il lunedì mattina rimangono i manifesti già scoloriti dal sole, i visi stanchi dei camerieri dei ristoranti che sono stati aperti per quattro sere fino a tarda notte, i sospiri di sollievo degli ospiti dello stabilimento termale che non ne potevano proprio più della confusione di questi ultimi giorni.
E nient’altro, rimane?
No, rimane altro ancora, sicuramente.
Rimangono le vibrazioni del suono degli strumenti e delle voci dei cantanti, che si sedimentano anno su anno nelle pietre delle case e le rendono vive.
Rimangono le note di un sax o di una chitarra basso annidate nell’animo, rimane la gioia di aver condiviso con tanti uno spettacolo esaltante.
Rimane, e rimarrà a lungo nella memoria, il ricordo di questa bellissima ventesima edizione del
Porretta Soul Festival, tribute to Otis Redding.

Potrei elencare tutti gli artisti che sono saliti sul palco allestito nel Rufus Thomas Park, potrei dire chi a mio avviso è stato migliore. Ma rischierei di far torto a qualcuno, dimenticando qualche nome. E anche il mio giudizio sarebbe tutto sommato inattendibile, perché non sono un’esperta. Amo enormemente la musica soul, il Ritme&Blues, ma in maniera istintiva, non sono in grado di dare giudizi tecnici.
Mi limiterò quindi a dire che tutti gli artisti sono stati grandi, hanno dimostrato una generosità verso il pubblico davvero encomiabile, che non sempre si riscontra nei musicisti e cantanti nostrani. Accettando tutte le richieste di “one more time”, nonostante grondassero di sudore e fatica. Tutti, nessuno escluso. E anche della loro semplicità, vorrei dire. Chi, delle nostre superpagate star, si siederebbe sui gradoni di cemento, pubblico fra pubblico, senza darsi nessuna importanza? E invece molti di loro se ne stavano proprio in mezzo a noi, scambiando parole con vicini sconosciuti, mangiando la piadina (orribile) che era in vendita allo stand gastronomico. E loro, star, lo sono veramente…Gente che nella storia di questo genere musicale ci rimarrà per sempre.

E ancora: il pubblico.
Quello che mi colpisce ogni anno è il pubblico, composto di persone di ogni età, giovanissimi e ottantenni, tutti con lo stesso entusiasmo, con l’uguale desiderio che lo spettacolo duri il più a lungo possibile, con la stessa voglia di ballare, di ricaricarsi attraverso la musica.
Con tanti ci si ritrova. Come ritrovare un amico, anno dopo anno. Magari si riconoscono  solo i volti, non ci si  è scambiati mai una parola, ma ci sorridiamo, incontrandoci. E, cosa buffa, ognuno riprende quasi lo stesso posto che ha occupato gli anni precedenti.
Vorrei che anche Luca, il prossimo anno, adottasse questa abitudine, mi piacerebbe rivederlo: Luca è un ragazzino di Bologna di appena undici anni, che sabato sera (la serata veramente clou, con il finale reso incandescente dai Blues Brothers) era seduto vicino a me. Un ragazzino in gambissima. Il suo entusiasmo era quasi contagioso. Sa tutto, lui, sui gruppi musicali che si sono avvicendati sul palco quella sera.
Se ne stava lì, con il bel faccino che sprizzava gioia, stringendo fra le mani un quadernetto pieno di autografi. Ma a parte questa sua passione per questo tipo di musica (cosa abbastanza rara, credo, nei suoi coetanei), di Luca mi ha colpito la sua educazione ( c’erano abbastanza grazie, prego, scusi, nei suoi discorsi, cosa, questa, ancora più rara e che io non reputo solo un pedissequo adattarsi al galateo), ma ancora di più mi ha colpito positivamente il fatto che quando gli ho chiesto se gli piacessero leggere, il suo viso si è illuminato maggiormente, e mi ha risposto con un sì squillante.
Luca comincerà a frequentare la prima media il prossimo settembre. Da tempo studia da bassista. Voglio fare un augurio, a Luca, anche se probabilmente non mi leggerà. Ma è un augurio che gli faccio di tutto cuore: che, se la passione per la musica continuerà, fra dieci anni lui possa essere al Porretta Soul Festival, ma non in mezzo al pubblico, ma sul palco. E gli auguro soprattutto di continuare ad essere la brava persona che è ora.

Mi sono dilungata un po’ troppo. Notizie sullo svolgimento del Festival non ne ho date molte, in verità.  Mi sento un tantino intimidita a parlare di cose di cui non sono esperta. Però, chi volesse vedersi, da casa, tutte le serate della manifestazione può entrate nel sito  il cui link  incollo qui sotto. Può essere emozionante anche così. Non come esserci, è logico…

 www.radiosnj.com

Ah, spero che mi permettiate una piccola malignità: Per la prima volta Roberto Maroni ha lasciato che la sua band  Distretto 51 venisse da sola a Porretta. Lui, no, non c’era. Era stato assente dal Festival solo durante i cinque anni in cui ha ricoperto la carica di ministro. Che sia stato perché, candidatosi alle recenti amministrative della cittadina emiliana, non ha ottenuto neppure un voto? Mah…Peccato, perché come musicista è valido. Per il resto…Beh, lasciamo perdere…

E ora una canzone sempre presente al Soul music. Una canzone che non mi stancherà mai, dovessi sentirla dieci volte al giorno per tutto il tempo che mi rimane da vivere. Buon ascolto! E buona settimana!

http://www.youtube.com/watch?v=3-x8lmZltSs

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7 risposte a Soul soul soul…

  1. winyan ha detto:

    Ciao Milvia, sono maria, per entrare nel blog di stefania mi sono iscritta e quindi winyan adesso è il mio nome in splinder.
    bello il commento a porretta e la poesia anche, mannaggia..la prossima volta mi organizzo prima e vengo anche io!!
    Intanto ti saluto,
    un abbraccio,
    maria.

  2. cochina63 ha detto:

    anche io ti lascio un bacio… infuocato!

  3. anonimo ha detto:

    Ciao Milvia, io invece sono sempre ‘anonimo valeria’. Che invidia per quel ‘winyan’, Maria, adesso anch’io voglio un nick bello come il tuo.Leggendo di Porretta, mi è venuta voglia di musica vera, sì. Mi sto troppo virtualizzando, ho fatto un salto sul blog di antonio e ho visto un filmato suggerito da lui su youtube. Bello, della vancouver film school, però ho voglia di uscire al sole e di incontrare gente viva.
    vabbé, per ora un saluto virtuale in attesa di abbracciarvi presto
    valeria

  4. anonimo ha detto:

    Oltre che virtualizzando, mi sto pure rincretinendo.Sono entrata per dire che mi era piaciuta la tua poesia, poi mi sono distratta…Un bacio, v.

  5. lucidimarzo ha detto:

    Ciao Milvia,
    grazie per le informazioni su Porretta. Confesso la mia ignoranza, ma di quel genere di musica non so niente. So solo che la canzone che hai allegato mi è sempre piaciuta tanto, ma non sapevo come si chiamava, chi la cantava ecc.Adesso ne so qualcosa in più…
    Il grande caldo e il clima vacanziero mi rendono lenta nei commenti, ma se scrivi ti leggo…
    un “caldo” saluto
    luci

  6. Soriana ha detto:

    Prima di tutto voglio scusarmi per il grande ritardo con cui rispondo ai vostri commenti: sono ancora, ma per pochissimi giorni, alle prese con il lavoro, e alla sera, dopo aver scritto il post, crollo.
    Ma ora eccomi qui, è un sabato mattina luminosissimo e sono abbastanza sveglia.

    @Winyan: Bello il tuo nome in Splinder, Maria! E benvenuta in famiglia! Ho fatto un po’ di ricerche: Winyan se non erro, è una divinità degli Indiani Lakota, vero? Sì, il prossimo anno ci dobbiamo assolutamente organizzare.

    @Cinzia: ricambio il bacio. Buon mare! Io l’ho qui davanti, ma non ho messo un piede in spiaggia…Spero domani…

    @Valeria: non potrai MAI essere anonima! Sono sempre felice delle tue visite qui. Spero che tra poco ci potremo di nuovo incontrare, e non virtualmente. E grazie per il commento alla poesia. Ciao!

    @Luci: Felice di poter dare informazioni…Sai, fare la ricerca su Youtube mi piace un sacco: scopro pure io canzoni dimenticate, cose belle. Spero a presto, farò il possibile.

    @Mariaserena: Oh, no: mai rinuncerò alla musica. Sarebbe come vivere in un mondo tutto grigio…
    Complimenti per il tuo blog: anche tu diffondi idee…

  7. winyan ha detto:

    Ciao,
    si è un termine lakota, ma non sta ad identificare una divinità vuol dire semplicemente donna, con delle connatazioni già precise di identità e maturità proprie, una donna adulta forse diremmo noi, e per adulta si intende che abbia consapevolezza di se stessa e della vita….ops mò che sto cercando di definire bene il termine..mica lo so se corrisponde a me!!!:-))
    ciaooooooooo
    un abrraccio,
    maria.

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