Era un faro… (a Stefano Benassi)

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Non avrei mai immaginato di scrivere questo post. Non avrei mai voluto scriverlo. E anche ora, che in realtà lo sto facendo, mi chiedo se è giusto che io esponga così il mio dolore, il mio smarrimento per una perdita che ha colpito la mia vita privata.  Ma penso anche che sia l’unico modo per salutare per sempre una persona stupenda, a cui devo tanto, e  che se ne è andata per sempre, sabato scorso.
Devo tanto, ma davvero tanto, al professor Stefano Benassi.  Forse gli devo anche il fatto che ho aperto questo blog, che ho potuto conoscere, in questo modo, altri amici, altri regali preziosi.
Quando sabato, verso le 13, ho letto sul telefonino il messaggio di un’amica che mi informava della sua morte, ho avuto una sensazione stranissima. Per qualche secondo mi sono chiesta cosa significassero, quelle parole, proprio nel senso che non riuscivo a riconoscerle, come se appartenessero a una lingua straniera mai studiata. Poi è subentrata la consapevolezza, e il dolore è stato incommensurabile, e lo è tutt’ora.
Sembra banale parlare di vuoto. Sempre si parla di vuoto, quando qualcuno che abbiamo conosciuto e amato se ne va per sempre. Ma mi accorgo che non è banale: c’è vuoto e senso di amputazione, dentro di me.  E sono certa, certissima, che è la stessa sensazione che provano tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo: i suoi studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna, i suoi colleghi professori, e gli studenti e i colleghi maestri della disciplina di Aikido, l’arte marziale che da anni praticava e insegnava.  E  poi tutti coloro che hanno partecipato ai suoi laboratori di scrittura, anche se è restrittivo chiamarli “laboratori di scrittura”, perché erano molto di più: erano laboratori di Conoscenza, dove si imparava anche a leggere in un modo diverso, più consapevole, e l’analisi dei testi degli scrittori che a mano a mano lui ci presentava ci aiutavano anche a capire molte altre cose del mondo e della vita.
Non oso neppure immaginare poi il dolore della famiglia e degli amici più intimi: non voglio immaginarlo, ne sarei sopraffatta. Se me lo permettono a loro va il mio abbraccio, e anche tutte le parole che sto scrivendo in ricordo del loro caro.
 Amore sconfinato per la cultura,  e sconfinata gentilezza e  disponibilità e generosità. Queste le caratteristiche peculiari del nostro prof.
Mi accorgo come sia difficile continuare a scrivere questo post. Altri ne ho scritti, dove raccontavo di lui, ma erano ben diversi: parlavano di eventi, di avvenimenti positivi.   Le cose che scrivo ora mi sembrano, rileggendole,  formali e fredde, perché quello che ho dentro non riesco a riportarlo sullo schermo.
Voglio solo ripetere che a lui devo davvero tanto.
L’ho incontrato in un periodo molto nero della mia vita. Un incontro casuale, come a volte succede per gli incontri più belli. Grazie a lui ho ripreso a scrivere dopo decenni che non lo facevo. Grazie ai sui generosi incoraggiamenti, grazie ai suoi apprezzamenti mi sono ripresa quel sogno che avevo da ragazza.  Ecco perché gli ho dedicato il libro che poi ho pubblicato. Perché attraverso la scrittura io mi ero salvata, oltre a recuperare il mio sogno ho recuperato anche me stessa.  La gratitudine che provo per lui non mi abbandonerà mai. E  forse non mi abbandonerà mai questo senso di vuoto che ora provo.  Mi è venuto a mancare un punto di riferimento, un amico, un Maestro. Era un Faro, per me. Anche se non ci frequentavamo molto (l’ultima volta lo avevo incontrato il sei maggio scorso a una presentazione di un romanzo) sapevo che lui c’era.. Lui  c’era per leggere i miei racconti, le poesie, c’era per congratularsi  con me per  miei piccoli successi di  cui di volta in volta lo informavo.  C’era soprattutto a dimostrarmi  che persone generose e gentili esistono ancora.
Ora tutto, anche lo scrivere, mi sembra abbia meno luce. Come questo cielo così grigio, che in questi giorni  copre la mia città come un velo luttuoso.  Perché è anche la mia città che ha subito una perdita davvero immensa.
Scusate se non ho ancora risposto ai commenti che mi avete lasciato negli ultimi post.
Ma proprio non ce la faccio.

Brahms: Symphony No.3 – Poco Allegretto

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40 risposte a Era un faro… (a Stefano Benassi)

  1. anonimo ha detto:

    non posso che comprendere il tuo dolore e vuoto.
    non esistono parole per “consolare”, spero tu riprenda a scrivere anche per sua mano.
    un abbraccio Milvia, Natàlia

  2. anonimo ha detto:

    Ho letto con commozione questo post, anche se non ho mai conosciuto il professor Stefano Benassi. Io, personalmente penso che, sia giusto che tu abbia pubblicato questo post (mio personale e discutibile pensiero).
    So bene cosa vuol dire perdere una persona cara, ma so altrettanto che, questa persona non potrà mai morire, fino a quando la porteremo nei nostri cuori e, fino quando ci saranno persone che porteranno avanti i suoi sogni e suoi desideri.
    Continua o forse comincia a scrivere con la sua luce, quella luce che avevi perso e che ti ha ridato il tuo professore (almeno da quello che sono riuscito a capire leggendo il post).
    Ti saluto con affetto, scusandomi se quanto ho scritto possa in qualche modo turbarti.
    Un saluto Gaetano.

  3. cristinabove ha detto:

    cara Milvia, in questi casi le parole non possono mai essere di vero conforto. Forse un abbraccio, chissà…
    Mi sento ti stringerti con affetto, senza parlare.
    cri

  4. Isognatori ha detto:

    Comprendo meglio quel che hai scritto nella mail… quella che mi hai inviato poco fa, e che ho appena letto.
    Seguo il saggio esempio di Cristina, e non aggiungo nulla.
    Ciao,
    Aldo

  5. BarbaraProvenzi ha detto:

    Ti comprendo e ti abbraccio.

    Barbara

  6. Bube ha detto:

    Cara milvia,
    non so quale conforto possano darti le mie scarne parole.
    Posso solo dirti che molti fari,anche spenti,continueranno ad illuminare con la loro luce indimenticabile e ad essere il riferimento per molti naviganti, sempre.

    Gianni Langmann

  7. riri52 ha detto:

    Non andranno perdute le sue parole, né i sui insegnamenti, resteranno nella mente
    insieme ai suoi commenti e alla sua riservatezza. Ciao Rita

  8. anonimo ha detto:

    ero una sua studentessa della ssis, anche per noi la notizia è stata spiazzante, un fulmine a ciel sereno, pensare che avevamo sostenuto con lui esami non più di due settimane fa… era una persona eccezionale, la gentilezza, l’affabilita’, la disponibilità e la preparazione che lo contraddistinguevano erano rari, eccezionali appunto, per il mondo accademico.
    davvero, non ci sono parole…

  9. glodalessandro ha detto:

    solo un bacio, un abbraccio, una “stretta” strettissima…

    Glò

  10. biancabalena ha detto:

    Non so mai cosa dire di fronte a un lutto, però volevo farti sapere che ti penso con affetto.
    sabrina

  11. anonimo ha detto:

    Ciao, Milvia, capisco perfettamente quello che provi, l’incredulità iniziale e il dolore immenso, perché sono le stesse emozioni che ho provato e provo tutt’ora. Ho conosciuto il Professor Benassi attraverso i laboratori di scrittura narrativa e poetica di Rimini ed è stato facilissimo stimarlo e volergli bene. Hai ragione quando dici che d’ora in avanti scrivere non sarà più la stessa cosa. Lui non ci sarà più a leggere, commentare, incoraggiare con la sua dolcezza, il suo sorriso e la sua generosità. Era una persona speciale, apparteneva ad una specie rara, era di quelli che sapevano ascoltare. Penso che chiunque l’abbia conosciuto, in questi giorni si senta privato di una gran bella persona. Scusa se ho abusato del tuo spazio, ma avevo bisogno di far uscire qualche goccia del dolore immenso che provo in questo momento. Ti abbraccio con tanto affetto.
    Barbara Pesaresi (Laboratorio scrittura narrativa e poetica Universitò Aperta, Rimini)

  12. anonimo ha detto:

    Carissima Milvia Comastri, ho letto la bellissima pagina che hai dedicato al carissimo compianto professore Benassi, anche io sono stata molto sconvolta per la sua prematura scomparsa, è venuto a mancare una persona eccezzionale, per me è stato un bravissimo professore, l’ho conosciuto ai corsi poesia del corso Uniaperta a Rimini, mi manca molto, mi ha insegnato nozioni interessanti,è una figura indimenticabile.
    Mi mancheranno le sue lezioni.
    Un saluto da enrica paola musio.

  13. winyan ha detto:

    Cara Milvia,
    lo so uno spazio è rimasto vuoto nella tua vita e in ogni luogo personale e geografico che avrebbe potuto colamare e colmava il Prof.Benassi, l’unico spazio che comunque rimarrà sempre pieno di lui sarà quello al tuo interno e di tutti coloro che lo hanno conosciuto, il dolore è personale ma empaticamente lo comprendo,
    un abbraccio forte,
    maria.

  14. anonimo ha detto:

    Due ore fa una ex compagna di corso mi ha comunicato la notizia. Ho immaginato che avrei trovato qualcosa sul tuo blog, Milvia, e già dal titolo del post ho capito, ho avuto conferma che era vero.
    A differenza di te, non avevo mantenuto contatti col Professore, ma il ricordo delle sue lezioni, qui a Rimini, e degli apprezzamenti su quanto scrivevo, dei consigli… è ancora vivo.
    Un abbraccio.
    M. Cristina Muccioli/Cristella

  15. accipicchia ha detto:

    Ho letto e riletto diverse volte, in questi giorni, questo tuo ultimo scritto e non riesco a dire niente che non sia scontato e banale. Davanti al dolore, qui così amaro, dignitoso, profondo, bisogna semplicemente stare vicini in silenzio. Ti abbraccio forte. Piera

  16. cantodiluna ha detto:

    In questi giorni abbiamo speso molte parole, lacrime e un vortice di emozioni, forse diverse, e, pure, tanto simili fra loro, forse sintetizzabili in poche parole: abbandono, solitudine.
    Dolori per la perdita di un nostro caro la vita ce ne ha già regalati, sappiamo bene come sono e non vorremmo mai più riviverli. E, invece, eccone uno di tipo nuovo, ecco questo senso di mutilazione là dove l’arto mancante pulsa ancora come se fosse ancora lì, e vorremmo usarlo, e l’impulso, e l’abitudine all’uso, ci spingono ancora a ricorrere alle sue preziosissime funzioni che, invece, non possono più rispondere.
    Ho dovuto privarmi dell’amore per mio padre. Ho scelto di rinunciare ad un marito incapace di amore. Ho perso altre poche, pochissime figure maschili davvero incisive nella mia vita, ma non avevo mai perso quella di un Maestro amico e gentile, sempre puntuale alle richieste di aiuto e consiglio, incoraggiante e stimolante in questa meravigliosa palestra di vita che è la Scrittura, in questa ricca e sofferta passione che unisce tutti noi, che ci siamo incontrati e legati in amicizia alla luce dei suoi insegnamenti.
    E ho visto come, in questi giorni, il trauma della sua perdita ci abbia ancora una volta accomunati e legati fra noi. Per tutti ci sono stati lo sgomento, e il rifiuto della dolorosa notizia, e la speranza che non fosse vero, e la ricerca di smentite, e il pensiero per i suoi cari, e il bisogno di condividere con altri il vuoto immediatamente provato, e quel senso di abbandono che ti crolla addosso e ti schiaccia a terra, e ti lascia incapace di qualsiasi movimento, e quella domanda trattenuta dentro di sé: e adesso, come faremo senza di lui?

    Non potremo dimenticarlo.
    Un bacio,
    Stefi

  17. sherpa72 ha detto:

    la perdita di una persona cara è lacerante, e ogni volta uguale. Un abbraccio.

  18. AstroDelMattino ha detto:

    Stefano era uno dei miei amici più cari. E uno dei migliori che si potesse avere.
    Volevo lasciare un segno del mio passaggio, ma non so che dire, scusami.

  19. lucidimarzo ha detto:

    Nell’affanno che contraddistingue la mia vita in questo periodo, ogni tanto riesco ancora a leggerti,cara Milvia e mi dispiace tanto sapere che stai provando un grande dolore. Posso dirti solo che il modo migliore per far continuare a vivere chi ci ha lasciato è coltivare dentro di sè e con gli altri ciò che loro hanno amato, i loro interessi, le loro passioni, le loro convinzioni.In questo modo non li perdiamo del tutto. Un abbraccio forte luci.

  20. Soriana ha detto:

    Mi hanno veramente emozionato tutti questi commenti e hanno lenito in piccola parte il mio sgomento. Ringrazio quindi tutte le amiche e gli amici di blog e di vita che pur non conoscendo il prof.Benassi mi hanno fatto sentire la loro vicinanza.
    Un forte abbraccio di condivisione a chi lo ha conosciuto e ha voluto lasciare qui una sua testimonianza (le amiche RiRi, Stefi, Cristella). In particolar modo mi hanno commosso le parole della studentessa della ssis e di AstroDelMattino. Non avevo certo bisogno di una conferma sulle qualità umane e didattiche di Stefano Benassi, ma leggere i loro commenti è stato importante.
    Emozionata anche di aver ricevuto la visita di mie due compagne del laboratorio di scrittura che il prof. Benassi teneva a Rimini: Barbara Pesaresi e Enrica Paola Musio. Non vi ho dimenticate, anche se ho lasciato la vostra città. Quei lunedì rimarranno sempre nel mio cuore.
    Grazie anche a chi è entrato in Rossiorizzonti per la prima volta, e ha lasciato parole di conforto. Spero che ci potremo incontrare ancora in momenti più sereni.
    Domattina l’ultimo saluto al Prof.
    E poi la vita dovrà per forza andare avanti.

    Milvia

  21. anonimo ha detto:

    io con lui ho “solo” scritto la tesi, e un momento che sognavo era quando avrei potuto portargli il primo libro che avrei pubblicato. e ora la possibilità di quel momento è svanita. fatico a crederci.

  22. anonimo ha detto:

    La scomparsa del Prof. Benassi lascia in me un grande vuoto. Conosciuto di recente ad alcune lezioni da lui stesso tenute all’università di Bologna ha “forzatamente” segnato in me un prima ed un dopo nel procedere nello studio della filosofia e nell’attraversare il presente.
    Un sentimento di stima e di rimpianto ora mi accompagna nel ricordo della sua figura.
    “…esiste solamente in me come un crudele e dolce fiore il presente…”
    P.P.Pasolini
    Patrizia

  23. stefanialusetti ha detto:

    Dopo un’esperienza personale dolorosissima scrissi questa frase in un mio racconto lungo
    “,,,è incredibile come la mente umana crei delle barriere per impedire al dolore di investirci improvvisamente e totalmente. Se non avessi avuto quel momento di sbigottimento e di incredulità, credo, sarei impazzito.”
    Un abbraccio e un pensiero alla famiglia

  24. Soriana ha detto:

    @Chiarac: ti auguro con tutto il cuore di pubblicare l tuo libro: potresti dedicarglielo, o in maniera evidente o dentro di te. E potresti pensare al tuo Prof, quando terrai in mano la prima copia: il suo sorriso gentile, il suo sguardo intenso ti torneranno in mente. Sarà come se lui fosse vicino a te e annuisse soddisfatto. I ragazzi che si sono laureati con lui, i suoi giovani studenti, al funerale, mi hanno fatto tanta tenerezza. Avevano (avevate?) lo sguardo smarrito, ancora incredulo e sgomento.

    @Patrizia: mi spiace che tu lo abbia conosciuto solo di recente. Ma leggo nelle tue parole che hai capito pienamente il suo valore. Avrebbe apprezzato la tua citazione… Cerchiamo tutti di riempire il vuoto che Stefano Benassi ci ha lasciato con tutte le cose che, generosamente, ci ha donato.

    @Stefania: E’ così, proprio come hai scritto…E mi dispiace che tu abbia avuto un’esperienza talmente dolorosa da farti capire questo.

    Ancora un abbraccio a tutti

    Milvia

  25. anonimo ha detto:

    Cara Milvia, sono appena tornata da un viaggio e sono rimasta a dir poco malissimo nel leggere le mail sulla scomparsa di Benassi…ti dico solo che piangevo e non mi succedeva da un sacco di tempo per qualcuno o qualcosa e non riuscivo a fermarmi…poi ho pensato che succede solo se una persona ti ha regalato qualcosa di autentico, che non verrà mai dimenticato…ho pensato ai blog tuo e di Steffy per sentirmi meno sola e se non fossi stata fuori città sarei certo venuta ai funerali per un ultimo saluto…di certo il suo incoraggiamento, le sue parole, la disponibilità, la gentilezza, la sensibilità resteranno dentro di me…Ti abbraccio Serenella

  26. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunicato del 24 giugno 2008[..] Rino Armato, prezioso ricercatore e studioso di storia, questa volta si è decisamente superato con questo bell’articolo “”. I suoi sono consigli preziosi, ignorati dalla maggior parte degli insegnanti, costretti inoltre dai pro [..]

  27. Soriana ha detto:

    @Serenella: ho immaginato che tu non fossi in città. Spero che ci vedremo presto, per ricordare, ma anche per continuare a scrivere con gli insegnamenti del nostro Prof.

    Ti abbraccio con tanto affetto

    Milvia

  28. anonimo ha detto:

    Cara Milvia, sono contenta che hai molto apprezzato le mie poesie che ho dedicato al professore da poco prematuramente scomparse, pubblicate sul blog di Fara poesia, è stato un mio piccolo gesto di affetto, riconoscenza e ricordo; il professore mi rimarrà sempre in presso al mio cuore.
    Un saluto da Enrica Paola Musio.

  29. EosDea ha detto:

    Ti mando tutta la mia solidarietà Milvia e un forte abbraccio.
    robin

  30. Soriana ha detto:

    @Enrica: certo che ho apprezzato le tue poesie…e mi hanno pure commossa…E se in qualche modo il prof potesse leggere, sono certa che le apprezzerebbe anche lui e ti farebbe un sorriso

    @Robin: grazie, ti abbraccio.

    Milvia

  31. anonimo ha detto:

    Ciao Milvia – ti mando il testo che ho già diffuso in altre sedi. Grazie ancora di tutto. Sta uscendo un libro molto bello. Sono contenta. Fosca
    10 Ottobre 2008 – 18:54

    Grazie Stefania e grazie anche a Milvia e Rita per la loro collaborazione per la realizzazione di una idea, nata in sordina e ora diventata un piccolo progetto, per inviare a Stefano ovunque sia(consentitemi di esprimermi così), un grazie corale da chi gli ha voluto bene, da chi ha avuto da lui, e siamo in molti, sapere unito ad una grande disponibilità e cortesia. Ben vengano dunque le poesie, i pensieri, i piccoli racconti di episodi (ne ho ricevuto di teneri, di ironici, confidenziali come fanno i padri con i figli). Poiché le risposte a questa idea sono sempre più numerose, chiedo la cortesia di inviare sempre i testi come allegato a una mail (per favore aiutate chi non dispone di un indirizzo di posta elettronica e, magari, non ha neppure un PC); i parametri sono: Times New Roman, margini tutti 2,5 cm, passo 12, interlinea singola. Data ultima di consegna: 20 novembre 2008. Questo mi allevierebbe molto il lavoro di impaginazione della pubblicazione che verrà consegnata, oltre che alla sua amatissima figlia, a tutti i suoi affetti più cari e verrà inviata, per e mail, a coloro che hanno mandato un testo. Chi ha aiutato qualcuno per l’invio del materiale, dovrebbe ovviamente fornire copia di questa pubblicazione (magari su dischetto), che si può stampare da computer o con l’aiuto di una copisteria/tipografia.
    Sul sito http://www.literary.it , alla voce eventi, ogni lunedì e fino alla fine di novembre, è data notizia di questa iniziativa. Sullo stesso sito, ricerca per autore, chi lo desidera, può avere altre informazioni su chi sono oltre ad articoli su Stefano Benassi. Volendo, per la ricerca si può anche partire anche dall’indirizzo completo che Stefi ha indicato nel blog cantodiluna.
    Colgo l’occasione per informarvi che la Università Primo Levi ha organizzato un incontro in memoria di Stefano Benassi: Baraccano Quartiere Santo Stefano 119, Sabato 22 novembre ore 15,30, Sala del Consiglio. Per cortesia continuate tutti a dare la massima diffusione all’iniziativa aperta a chiunque desideri partecipare e portare la propria testimonianza.
    Grazie ancora
    Fosca

  32. anonimo ha detto:

    Sul sito indicato potete trovare la presentazione che lui fece al mio primo libro, di cui curò la pubblicazione.
    Non ci sono parole per descrivere il seno di vuoto che mi pervade ora, e la gratitudine che gli dovevo.. Sono mesi che cercavo di parlargli e ora trovo questo scritto su un blog, è come se una parte della mia anima si ratrapisse, e anche se so che il mio compito ora è continuare quello che con lui avevo iniziato, vorrei lasciare un’altra lacrima in questo mare.
    Addio

  33. Soriana ha detto:

    E’ per me sempre emozionante e consolatorio leggere a distanza di tempo dalla scomparsa del Professor Benassi ulteriori testimonianze di persone che lo hanno conosciuto e che a lui (come io stessa lo sono) sono grate. Sono entrata nel link che tu hai segnalato e ho letto la prefazione che fece al tuo libro. Forse me ne aveva anche parlato, sai, quando gli dissi due anni e mezzo fa che avevo aperto un blog. Mi aveva detto che una sua brava studentessa stava preparando una tesi sulla letteratura digitale.
    Se vuoi potresti partecipare a un’iniziativa di cui ho parlato qui: http://rossiorizzonti.splinder.com/post/18742226/Stefano+Benassi%3Aun%27iniziativa+
    Se non riesci a far funzionare il link basta che tu vada a leggere il post che ho pubblicato il 16 ottobre.
    Grazie della tua testimonianza. Permettimi un abbraccio di solidarietà. Ciao.

    Milvia

  34. anonimo ha detto:

    mi chiamo Stefano, ho conosciuto il prof. Benassi ad un corso di lettura e scrittura organizzato a Novellara, non sapevo, anche se ho sentito qualcosa, ho ricominciato a scrivere dopo gli incontri tirando fuori da me il sogno di un ragazzo, ora ho 49 anni, posso dire che i pochi incontri fatti con lui sono stati importantissimi, non sapevo insegnasse Aikido, era un uomo eccezionale, sono molto grato di averlo potuto incontrare, grazie del tuo scritto, con stima.

  35. Soriana ha detto:

    Ancora, Stefano, dopo un anno e mezzo, leggere il tuo commento, che poi mi ha riportato a leggere tutti gli altri commenti lasciati a questo post, mi ha fatto piangere.
    Sai, lui ci parlava sempre con molto affetto e stima dei suoi allievi di Novellara… Noi lo incontravamo di lunedì, a Rimini, da voi veniva il mercoledì, mi sembra di ricordare. Io ho anche comprato un’antologia dei racconti scritti da voi. Era  davvero, come tu scrivi, una persona eccezionale, e i miei compagni e io non troveremo mai nessuno in grado di sostituirlo, né per le sue capacità didattiche, ma soprattutto umane. Come amico, poi, ancor maggiormente insostituibile.
    Mi piacerebbe sapere se continui a scrivere. Io continuo, anche se mi manca tantissimo non poter fargli leggere i miei racconti e poesie.
    Grazie, grazie di cuore per questa tua visita, molto gradita.
    Milvia

  36. anonimo ha detto:

    Devo iniziare a scrivere la tesi per la seconda laurea…per la prima è stato il Prof. Benassi il mio Relatore..insostituibile perchè il mio lavoro è nato solo grazie ai suoi incoraggiamenti, alla stima che mi ha dimostrato…E ogni volta che più forte sento la Sua mancanza, mi ritrovo a scrivere qui…come se fosse davvero un modo per fargli sentire il vuoto che ha lasciato!Maria Micaela

  37. Soriana ha detto:

    Maria Micaela: è passato più di un anno dalla sua scomparsa, eppure vedo che ogni tanto qualcuno ripasssa di qui, per ricordarlo. E' commovente, questa cosa. Il Faro del nostro prof continua a splendere, perchè noi lo ricordiamo. Grazie, Maria Micaela, per ricordarlo con me.E in bocca al lupo per la tua nuova laurea.Milvia

  38. anonimo ha detto:

    Cara Milvia, voglio condividere con Te, nel giorno dedicato alle amate persone che non possiamo più vedere, il ricordo del Professore Benassi.
    Un abbraccio. Maria Micaela.

  39. Soriana ha detto:

    Maria Micaela:  Grazie per questa tua condivisione. Credo che ancora, il nostro Prof, manchi dolorosamente a tutti quelli che lo hanno conosciuto.

    Milvia

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