Storia notturna di ordinaria violenza

violenza donne

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B U I O
 

Apro gli occhi e la luce del sole mi sbatte sulla faccia mi schiaccia sul terreno umido fangoso richiudo gli occhi l’asfalto scorre sotto l’automobile illuminazioni al neon delle stazioni di rifornimento passano veloci il suo profilo ha un che di rapace mentre porta la lattina di birra alle labbra l'insegna di un motel case con occhi bui la testa mi pulsa dio mi sono cacciata in un casino un tir ci viene incontro sull’altra corsia troppo vicino ci viene addosso il respiro mi si ferma lui sterza si infila in una traversa una serata in discoteca finita male è molto buio l’auto sobbalza e avanza su un terreno sconnesso rami sbattono contro i finestrini gli ho detto va bene portami a casa magari prima beviamo ancora qualcosa non ho pensato che finisse così questa corsa pazza non lo conoscevo non è la prima volta che dico andiamo a uno sconosciuto ma lui lo vedo che è diverso non solo fatto e strafatto anch’io un po’ lo sono ma ha come del ghiaccio tutto intorno ghiaccio e silenzio freddo i capelli gli spiovono sugli occhi li lascia stare stacca una mano dal volante solo per bere e buttare la lattina dal finestrino la strada si restringe ancora il buio è totale intorno odore di sottobosco improvviso un cancello aperto illuminato dai fari dell’auto dalla radio la voce di Anita Baker che canta My Favorite Things pazzesco è la canzone prediletta da mia madre lui ferma l’auto scendo corro dove non so inciampo sbatto la faccia a terra

Riapro gli occhi la luce è meno violenta una formica mi cammina sul braccio segue la via di un graffio veloce si ferma ancora veloce mi passo una mano sul viso non lo riconosco ha colline dove c’erano pianure avvallamenti dove c’erano ossa osservo la mia mano sporca di sangue capelli sono rimasti intrappolati nell’anello i suoi stupida stupida stupida mi sento il suo odore addosso qualcosa di appiccicoso mi si è seccato fra le gambe giro la testa un male boia mi aggredisce tutto il corpo urlo ma sento solo silenzio in una pozzanghera galleggiano mozziconi di sigarette e il cadavere di una mosca il muschio sulla panchina di cemento disegna ghirighori sulla scritta Paola ti amo 2005 accanto a un sacchetto di plastica del magazzino in centro una siringa fili d’erba vibrano nella brezza un uccello fischia più lontano rumore di lamiere la formica continua a risalire una nuvola copre il sole mi devo rialzare appoggio le mani sul terreno per darmi la forza di mettermi in piedi le dita affondano nella melma mi siedo un’ondata di nausea mi prende tutta poi il buio

(da Donne,ricette, ritorni e abbandoni – Pendragon 2005)

E altra violenza ancora:

Francesco Guccini: Piccola storia ignobile

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13 risposte a Storia notturna di ordinaria violenza

  1. SaR ha detto:

    BRUTTE COSE SIN TROPPO PRESENTI…purtroppo! Un saluto da Sar.

  2. utente anonimo ha detto:

    E',  tra i tuoi bei racconti, uno di quelli che mi piace di più.
    Lo stesso per la canzone di Guccini.
    Grazie, Milvia.
    Mirella

  3. cristinabove ha detto:

    Da starci male… ma purtroppo la realtà supera di gran lungo la fantasia.
    vorrei che non si dovesse mai scrivere di un mondo così crudele.
    Vorrei che questa vita fosse una vita vera, giusta, di serenità e amorevolezza, gli uni per gli altri… vorrei…

  4. TonDel ha detto:

    Ciao Milvia
    continuo a scoprire date importanti, da ricordare.
    C'è l'otto marzo, ora scopro anche il 25 novembre.
    Ogni anno le solite frasi da personaggi, in manifestazioni, sulla stampa.
    Si rinnovano le promesse, si ascoltano parole simili a quelle dell'anno precedente,ma di passi avanti ?.
    Piccoli insignificanti che un fatto di cronaca resetta facilmente.
    Le ragazze vittime di abusi sul lavoro o nella vita privata diventano donne ,madri, nonne mentre nuove donne ,giovani,sempre più giovani ,subiscono abusi ,offese,violenze molto più spesso atroci.
    Mi chiedo se ci sia un difetto di comunicazione, di travaso d'esperienze, di condivisioni di opinioni.
    Come mai si continua a vivere ciechi, come mai le notizie di vicende non vengono assimilate, ricordate , l'esperienze atroci delle violentate non giungono a destinazione ?
    Si continua a vivere la notte fra brutti, sporchi e cattivi, si condividono con loro  droga, alcol, auto e stronzate notturne chiudendo in un cassetto le notizie che giornalmente accadono.
    Poi presenziare delle commemorazioni, ricordare,gridare che le cose devono cambiare, il rispetto  per le donne ecc.
    Vi chiedo : le mamme ,i padri, i  nonni , l'educatrici, dove sono ?
    Ciao a tutti ed a te cara  Milvia,
    T.

  5. margueritex ha detto:

    grazie Milvia del video che hai lasciato sul mio blog e di tutto!

  6. Soriana ha detto:

    SaR: Sempre presenti, purtroppo.  Forse, anzi, è molto probabile, che proprio in questo momento, mentre sto scrivendo, una donna, da qualche parte, qui, nel nostro Paese, stia subendo violenza.  Un pensiero che mi fa star male.

    Ciao, SaR. È sempre un piacere leggerti.

    Milvia

  7. Soriana ha detto:

    Mirella:grazie, Mirellina! È anche fra i miei preferiti.

    Milvia

  8. Soriana ha detto:

    Cri: Lo vorrei anch’io, cara Cri…

    Milvia

  9. Soriana ha detto:

    TonDel: Sono d’accordo su tutto, anche sul valore, o meglio ,sul senso di certe manifestazioni…
    Ma voglio soffermarmi sulla tua ultima domanda. Dove sono le madri, e i padri, e i nonni…

    Dell’importanza dell’educazione in famiglia, parlo spesso con le mie amiche, e devo dire che me le trovo sempre contro. È vero, la famiglia non è tutto, ci sono altre componenti che influenzano il comportamento di un ragazzo.  Però, riguardo a certi crimini, come la violenza sulle donne, o dar fuoco a un senza dimora, o l’essere razzisti, io  credo che l’educazione dei genitori, il loro esempio, il rispetto che hanno verso “l’altro” sia fondamentale. Se in famiglia si hanno atteggiamenti razzisti e sessisti, se si fanno certi commenti durante uno spettacolo televisivo, se si fanno (e si fanno ancora) differenze fra i figli secondo il sesso di appartenenza,  che ragazzi verranno fuori, da queste famiglie?  Davanti a casi di stupro o di razzismo io faccio fatica a pensare che dietro i  giovani colpevoli ci siano delle famiglie integerrime.  Sbaglio?
    Grazie per il bell’intervento e a presto.

    Milvia

  10. Soriana ha detto:

    Margaret: bello, quel video, è vero.

    A presto, cara Margaret.

    Milvia

  11. utente anonimo ha detto:

    Cara 'Soriana', in questo racconto ti sei cimentata in un'impresa difficilissima.
    Non so se una ragazza, una delle tante, troppe, poco dopo essere state vittima di violenza provi quelle cose, voglio dire sensazioni e sentimenti traducibili in concetti e parole, o non prevalga una specie di rantolo di indefinibile dolore e profondissima mortificazione.
    Certo lo stile narrativo scelto, di flusso di coscienza, colma in buona parte quella difficoltà.
    A me, però, la cosa che resta più impressa sono i dettagli, sordi e vividi, dell'ambientazione, di questa storia di ordinaria violenza.

    Un saluto e un abbraccio.
    Franz

  12. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunicato del 22 novembre 2010[..] I giochi di potere che si stanno intensificando in questo periodo in Italia offrono la misura di quel distacco delle istituzioni dai cittadini che ha opportunamente segnalato il Presidente della Repubblica. In aggiunta a certi atteggiamenti di Casini [..]

  13. Soriana ha detto:

    Franz: Per mia fortuna neppure io so come possa essere lo stato d’animo di una donna che ha appena subito una violenza. Cosa ci sia nella sua testa, seppure riesce ad esserci qualcosa, in quei momenti. Ho immaginato, soprattutto, il “prima”, la sua paura, il suo sapere già come andrà a finire, la sua impotenza. E, come hai evidenziato, ho cercato di vedere con i suoi occhi i dettagli, ascoltare con le sue orecchie i dettagli del prima e del dopo.
    Grazie, Franz.
    Un saluto e un abbraccio anche a te.

    Milvia

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