La bambina nel bosco

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"La bambina nel bosco" sono io, all'età di nove anni: è così che mia madre chiamava questa foto

 

 Quando si sente ridere sulla collina
di William Blake

Quando si sentono sul prato le voci dei bambini
e si sente ridere sulla collina
il mio cuore, qui dentro, è in pace
e tutto intorno è tranquillo.

«Bambini venite a casa, il sole è andato giù
e sale la rugiada della notte.
Venite, smettete di giocare e andiamo via
finché nel cielo non tornerà il mattino».

«No no, lasciaci giocare, è ancora giorno
e non possiamo andare a dormire;
poi in cielo volano gli uccellini
e le colline son tutte piene di pecore!».

«Va bene, continuate a giocare finché c'è luce
e poi venite a letto».
I bambini saltavano e gridavano e ridevano
e tutte le colline risuonavano.
 

 
Leggo questa poesia e mi ritrovo bambina anch’io, a giocare, e saltare, e ridere con i miei compagni di avventure infantili, nel boschetto che stava accanto alla mia casa. Era il mio mondo di allora, quel boschetto, e lo erano i prati ancora non cancellati dal cemento, e il greto del fiume, e l’andare a cogliere le violette sul Monte di San Luca o a rubare ciliegie, con l’innocenza che non lasciava, nell’animo, nessun senso di colpa, nessun rimorso. Mi sembrava, allora, che la primavera sarebbe durata in eterno, e che  in eterno sarebbero durati i giochi, l’avventura, la gioia.

Mi ritrovo bambina, per un attimo. Ma poi mi chiedo: che cosa resta, oggi, di quella bambina? In questo primo sabato d’aprile, mi sembra che non sia rimasto nulla. Tutto ha fine, e potrebbe essere, quella che sto vivendo, anche la mia ultima primavera. E se ancora mi commuovo mentre osservo il risveglio della natura, se ancora lo considero un miracolo, penso che riappropriarmi di quella gioia lontana è impossibile, e sarebbe anche sterile, penso. Forse la primavera è solo un miraggio, un’immagine onirica, un inganno.
Altro non so pensare, in questo primo sabato d’aprile, mentre sfoglio giornali, ascolto la radio, apprendo notizie. Siamo ancora in inverno, penso. L’inverno del nostro scontento, un folle, arido inverno che sembra non avere fine.

P.I. Tchaikovsky – Barcarola (da Le stagioni, Opera 37b, n.6)
 

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11 risposte a La bambina nel bosco

  1. cheneps ha detto:

    E' che ogni attimo decliniamo umori diversi. Pensa che ieri, nonostante giornali e radio, mi sembrava di dare la mano a quella bambina che ero, e alla giovinetta e alla donna, insomma ero tutta me stessa; ma sono momenti…di primavera.

    ciao

    franca

  2. anonimo ha detto:

    Cara amica, tu sai come sto in questo periodo, ma il tuo post mi è entrato dentro e lo comprendo profondamente, ma spero che anche altri pensieri colmino la tua mente e che l'alternanza degli stati d'animo sia a favore di una positività maggiore, un forte abbraccio, maria

  3. anonimo ha detto:

    p.s. bellissima la foto ed anche il titolo datole da tua mamma, ciaoo Milvietta
    maria

  4. cristinabove ha detto:

    connessioni di memoria… il tempo ci guarda da lontano.
    ciao cara amica, ciao bambina di allora.
    cri

  5. anonimo ha detto:

    Certo, cara amica, "riappropriarti di quella gioia lontana è impossibile, e sarebbe anche sterile", come è perfettamente vero per te, e per tutti, indipendentemente dall'età, che "potrebbe essere, quella che si sta vivendo, anche la propria ultima primavera".
    Ed è anche vero, infine, che i notiziari per radio non diffondono immagini di vita e di primavera, ma solitamente di morte, dolore, insensatezza.
    Tutto vero. Ciò che non è vero, invece, è che la primavera sia "solo un miraggio, un’immagine onirica, un inganno".
    Se fosse così, se la realtà fosse essenzialmente ingannevole, tutta la nostra vita non avrebbe valore, neppure gli anni dell'infanzia che ricordi con agrodolce struggimento.
    Il prezzo che si paga al dolore nel corso della propria vita, lo sai sicuramente, è fin troppo alto, da non cercare di dedicare tutte le nostre energie alla ricerca della gioia, quella derivante dalla più intensa adesione a ciò che ci cattura.

    Un caro saluto.
    Franz

  6. Soriana ha detto:

    Franca: È vero…  Umori instabili, come instabile può essere il tempo primaverile…
    Bella l’immagine di te che dai la mano alle tue varie fasi della vita!
    Ciao! 
    Milvia

  7. Soriana ha detto:

    Maria: mia cara Maria, solo un grazie! Mi sei sempre vicina, lo so.
    Grazie anche per il commento sulla foto!
    Un abbraccio.
    Milvia

  8. Soriana ha detto:

    Cri: e noi guardiamo il tempo, con sguardo miope e presbite al tempo stesso.
    Buon pomeriggio, cara Cri.
    Milvia

  9. Soriana ha detto:

    Franz: anche questa volta, Franz, così come accade quando leggo il tuo blog, le tue parole dispensano incoraggiamento, sono una sorta di “cura” per certe tristezze e disillusioni e amarezze, per fortuna, in me, altalenanti, ma di cui, quando ne vengo avvolta, sento tutto il peso.
     
    Grazie, amico caro.  A presto.
    Milvia

  10. anonimo ha detto:

    Ciao Milvia, ti mando un grande abbraccio per la festa della mamma di domani.
    Auguri mamma Milvia!!!!
    con affetto
    Giuseppe

  11. Soriana ha detto:

    Giuseppe: Grazie, Giuseppe! Sei molto caro…
    A te il mio affettuoso augurio di buona domenica.
    Milvia

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