Nessun santo in Paradiso

Per loro, e per tanti altri come loro,  nessuno è intervenuto. Non avevano santi in Paradiso, loro. Non avevano cognomi illustri. Per loro, non è squillato nessun telefono. Di loro, non si è occupato nessuno.

Di seguito, il testo di una mail che mi è appena arrivata da Ristretti orizzonti.

OSSERVATORIO PERMANENTE SULLE MORTI IN CARCERE

Radicali Italiani, Associazione “Il Detenuto Ignoto”, Associazione “Antigone”

Associazione A “Buon Diritto”, Redazione “Radiocarcere”, Redazione “Ristretti Orizzonti”

 

Morire di carcere: 10 storie di ordinaria disattenzione per la vita dei detenuti

Nelle carceri italiane muoiono in media 150 persone l’anno, delle quali oltre un terzo per suicidio.
Le uniche notizie ufficiali al riguardo sono quelle diffuse dall’Ufficio Statistico del DAP, con il Bollettino degli “eventi critici”, dove sono riportati: sesso, nazionalità e posizione giuridica dei detenuti morti.
Il nostro Dossier “Morire di carcere” intende restituire alle vittime di questi “eventi critici” un nome e una storia, che spesso racconta di scarsa considerazione per la salute e la vita stessa delle persone detenute.
Quelle che seguono sono alcune recenti vicende.

Casa Circondariale di Ferrara, 26 ottobre 2013
Egidio Corso, 81 anni, muore in cella. Era in sciopero della fame da 10 giorni per protesta contro la mancata concessione di una misura alternativa.

Casa di Reclusione di Secondigliano (NA), 16 ottobre 2013
Antonino Vadalà, 61 anni, muore per le conseguenze di un tumore al cervello. I famigliari presentano un esposto alla magistratura sostenendo che gli sono state negate le cure necessarie.

Casa di Reclusione di Rebibbia (RM), 15 ottobre 2013
Sergio Caccianti, 82 anni, ha un malore in cella e muore in Ospedale dopo due giorni di agonia. Aveva gravi patologie ed era stato recentemente colpito da un ictus. A inizio ottobre il Tribunale di Sorveglianza aveva rigettato la richiesta di differimento della pena per motivi di salute.

O.P.G. Napoli (Centro Penitenziario Secondigliano), 26 settembre 2013
Luciano De Marco, 35 anni, malato terminale di AIDS, in regime di “osservazione psichiatrica”, si impicca dopo aver convinto alcuni compagni a incendiare le suppellettili della cella per creare un diversivo.

Casa Circondariale di Sant’Angelo dei Lombardi (AV), 5 settembre 2013
Angelo Panariello, 64 anni, si impicca con i lacci delle scarpe. Aveva già scontato 26 anni di carcere e aveva confidato ai familiari di non poter resistere un giorno in più in cella.

Casa di Reclusione di Opera (MI), 31 agosto 2013
Walter Luigi Mariani, 58 anni, paraplegico a seguito di un’ischemia, muore carbonizzato nell’incendio della sua cella. Le ipotesi sono di un incidente o di un suicidio.

Casa Circondariale di Padova, 16 agosto 2013
Abdelaziz Daoudi, 21 anni, cittadino marocchino, si impicca con i lacci delle scarpe in uno stanzino di isolamento, dove era stato rinchiuso dopo un violento alterco con un agente. Era stato arrestato con alcune dosi di hascisc. La notizia della sua morte innesca una sommossa dei detenuti che durerà alcuni giorni.

Casa Circondariale di Cremona, 29 luglio 2013
Mario Vignoli, 66 anni, si impicca in cella. Conosciuto come “Pietro l’Eretico”, era detenuto con l’imputazione di aver fatto esplodere la propria abitazione per evitare lo sfratto.

Casa Circondariale di San Vittore (MI), 2 maggio 2013
Sliman Bombaker, 78 anni, cittadino libico di origini irachene, muore a seguito di un malore. Malato di diabete, aveva già avuto un infarto e una grave insufficienza renale, che lo aveva quasi paralizzato. Doveva scontare solo 6 mesi di pena residua.

Casa Circondariale di Sassari, 31 marzo 2013
Jacques De Deker, 66 anni, cittadino belga, muore per tumore al pancreas nel Centro Clinico del carcere di San Sebastiano. Il cancro gli era stato diagnosticato nel 2008 e da allora si era battuto per ottenere prima la possibilità di curarsi fuori dal carcere e in seguito – sfumata ormai ogni possibilità di cura – almeno di poter morire “accanto ai miei due bambini e a mia moglie, in Belgio”, come scrive in una lettera-appello nell’aprile 2010.

La ballata del Miché

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2 risposte a Nessun santo in Paradiso

  1. pieramariachessa ha detto:

    Già il titolo del tuo post dice tanto, il contenuto, poi, è straziante. Quanti errori, e quanta indifferenza…
    Ciao, cara amica.
    Piera

  2. Milvia ha detto:

    L’indifferenza: se non uccidiamo l’indifferenza siamo perduti.
    Un abbraccio, cara Piera, e grazie.

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