Sotto questo sole…

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Sarà colpa (o merito) del  sole che con anomala, ma per me piacevole, intensità incombe su questo settembre, e che ha illuminato vivamente  le mie giornate mantovane, inframezzate da  una ancor più luminosa giornata romana, ma, più che scrivere, avrei voglia di stendermi su un prato, sotto le amorevoli fronde di un albero e lontana da ogni rumore, e starmene così, senza pensare a nulla, fino a quando il sorprendente regalo di un estate prolungata  non  sparirà, inghiottito dalla stagione delle nebbie.
Pensare che cose da scrivere ne avrei: su Mantova e sulla mia discesa a  Roma.
Sul decennale dell’11 settembre, sulla retorica che sempre inquina queste celebrazioni, sulle ombre  che a distanza di dieci anni ancora avvolgono la tragedia.  
E sull’altro 11 settembre, quello del 1973, ugualmente tragico:
quello cileno.

Oggi, poi,  è anche il primo giorno di scuola: sulla scuola, sulla sua importanza, sul suo malfunzionamento, sui tagli che questo governo di incolti  e parassiti le ha fatto subire, da scrivere, ce ne sarebbe da qui alla luna.  
E ancora: poche ore fa, in Francia, è accaduta 
questa cosa qui , e,  anche su questo incidente, ci sarebbero da scrivere milioni di parole.

Ma sono pigra e fisicamente stanca.
Così, rinuncio a rendervi partecipi delle mie ultime due giornate mantovane (sentendomi in colpa anche verso la redazione di Fahrenheit e i suoi ospiti, e limitandomi a dire, per ora, che la trasmissione di radio tre in onda dal festivaletteratura si è dimostrata, ancora una volta una preziosa serra dove si coltiva con amore il fiore dell’intelligenza). Però, se volete ascoltare le puntate mantovane ecco qui il link.

 Per la mia trasferta a Roma, poi, alla quale avevo appena accennato nei post precedenti… sfrutto senza ritegno l’articolo che il mio amico Franz, divenuto ormai quasi abituale compagno di cammino sulla faticosa ma gioiosa strada verso il  Cambiamento, ha pubblicato oggi pomeriggio: questo
Lui è molto più bravo di me nel descrivere situazioni, ambientazioni, nel far venir voglia, mentre lo si legge, di aver partecipato all’evento di cui sta parlando: quindi, è proprio meglio che io, in questa occasione, utilizzi la sua voce.  Anche perché  condivido tutto quello che ha scritto.

Per il primo giorno di scuola, invece, ecco  un post che pubblicai due anni fa: solo ricordi personali, nessuna critica al sistema. Si vede che il giorno che l’ho scritto non ero troppo arrabbiata.

Sfinita, ora vi lascio.  Spero che i post successivi siano più vivaci e, come dicevano una volta gli insegnanti, siano più… farina del mio sacco.
Buona serata.

Sotto questo sole

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